Un’emozione di troppo

Pubblicato: 8 febbraio 2020 in 2019

Stanchezza, tanta stanchezza. Più sono stanca e meno riesco a contrastare il vortice di emozioni che accompagna le mie giornate, ultimamente. Quindi mi arrendo, mi accascio sul divano, ordino una pizza e aspetto, testa troppo piena che sembra vuota, pensieri compressi che potrebbero scoppiare come tante schegge impazzite e ferirmi, profondamente. Oppure esaltarmi, totalmente. Tengo tutto fermo, per non rischiare. E senza nemmeno accorgermi mi addormento.

Suona il campanello, sento il mio corpo improvvisamente pesantissimo, mi ribello, arriva un po’ di energia e mi alzo: è la pizza, finalmente. Dopo cena sul divano riprende la lotta, la televisione non aiuta. Se non ci fosse Romeo andrei a letto, ma c’è, tocca aspettare.

Mi vengono in mente due o tre cose che non potrò condividere con chi so io e per un attimo mi assale la tristezza. NO! Non è il momento dei rimpianti, dei vuoti e della paura. Potrebbero avverarsi dei sogni, ragazza! Davanti a me ci sono tante porte e io vago senza sapere quale si aprirà, quale futuro aspettarmi, quale sarà la strada che mi avvicina all’obiettivo. La giornata ha portato scosse positive, ma ho bisogno di tempo per assorbirle. E come onde, le emozioni mi raggiungono, mi attraversano, mi scuotono. Con un ritmo irregolare ma continuo. Stupendo. Ma non sarà troppo?

Buon Natale

Pubblicato: 25 dicembre 2019 in 2019
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Buon Natale!

Auricolari, playlist di Natale, in treno direzione festa.

Continuo a non chiedermi come sia l’umore, perché dovrei aprire una porta e farlo veramente. So solo che si può andare avanti anche senza porsi troppe domande e sospendendo ogni giudizio, ogni sensazione, ogni emozione.

In sala d’aspetto, ibernata dalla situazione, per ore, completamente sola, tra rabbia, delusione e sconforto, circondata da altre anime sospese come me, incapaci di creare una connessione perché ognuno ha le sue domande da guardare in faccia o da cui scappare. E, come qualche anno fa, in una situazione molto simile, ritrovarmi a chiedermi: “e ora, da dove ripartire?”

I messaggi e le telefonate mi trattengono e mi fanno vedere dei puntini che, comunque, da qualche parte ci porteranno. Due anni fa non c’era niente: solo io e la mia angoscia, avvolta nella nebbia della rassegnazione.

Oggi niente domande, vi prego. Voglio ridere, parlare di tutto il resto, bere quel tanto da percepire un’allegra euforia, concedermi qualche caloria, zittire quel vuoto inevitabile strascico dell’assurdo weekend, continuare ad abbracciare il mio sbuffante compagno di viaggio e… Tracce d’amore in me mi spingono a sentirmi parte di un piccolo mondo pieno di calore che idealmente abbraccio. E con tutta la gratitudine di cui sono capace auguro a tutti un Buon … Ottimo.. Meraviglioso Natale!

Gocce

Pubblicato: 17 dicembre 2019 in 2019
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Tranquillamente scrivo. Divano, gambe incrociate, portatile. Il resto mi sembra lontano quando le parole mi bussano dentro e urlano per poter uscire. Una danza sfrenata, nella mia testa, discorsi disordinati che si allungano, si accorciano, si combinano. E piano piano metto a fuoco. Osservo il serpentone di lettere e parole e tutto ha un senso, il mio senso.

Non mi resta che scrivere, a questo punto. E cercare di afferrare le altre immagini e i colori che aspettano in disparte di raggiungere la tela, la mia tela.

Voci lontane piano piano mi raggiungono. La discussione che proviene dalla cucina ha già raggiunto toni fastidiosi.

Sospendo il mio viaggio.

Altre parole improvvisamente mi scoppiano dentro, dure, violente.

Non è ancora il momento.

Respiro. Vedo le gocce. Quelle che da un bicchiere anestetizzano tutto, lasciandoci solo la visione di quella faccia, specchio di una rabbia ingabbiata chimicamente.

E quelle più brutte, e cattive, che scavano dentro, giorno dopo giorno, buchi nell’anima di cui ignoro la profondità.

È solo una giornata così

Pubblicato: 27 novembre 2019 in 2019
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Arrabbiata!

Sarà questo autunno che, francamente, toglie ogni poesia. Pioggia. Senza tregua. Nero. Nemmeno un po’di vento a rissolevarmi il morale. Un’idea di sole. Un qualche intervallo di serenità.

Sarà che ieri sera avrei ammazzato Romeo. Devo dormire, cazzo!

Sarà che stamattina non ho sentito la sveglia e, quindi, non mi sono svegliata; e questo ha sbriciolato tutti i miei programmi e il mio buonumore. Ho provato a elaborare un piano B, ma niente, ho dovuto arrendermi all’evidenza, rinunciare a occuparmi di me come mi piace e uscire comunque, come non mi piace. Non mi piace più. La sciatta senza corpo non vive più qui.

Sarà che ho perso una chiave e questo ha peggiorato la situazione. Sono arrivata inutilmente presto, senza poter entrare. Senza che ci fosse un’anima che potesse agevolare il mio ingresso in questa giornata di … . E che tutto quello che poteva andare storto è effettivamente andato storto.

Sarà che il momento in cui mi hanno regalato un cioccolatino è stato il momento migliore della mia giornata. Grazie R.

Sarà che avrei voglia di essere stupita. Di sentire che chi mi sta vicino non rispetti silenziosamente la mia natura, ma che provasse a forzare, almeno un po’, la situazione. Ma che pretendo dal mondo? Lo so, sono io quella sbagliata, e stare dietro ai miei alti e bassi non spetta più a nessuno, visto che non permetto a nessuno di avvicinarsi al mio cuore.

Sarà che in certe giornate è inutile insistere, provarci o incazzarsi. Basta un bel vaffanculo! Giù la clèr. A domani!

Buona notte

Pubblicato: 14 novembre 2019 in 2019
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Sciarpa sulla faccia, solo gli occhi sono scoperti. Cappuccio in testa. L’alcol mi fa compiere traiettorie incerte: fortunatamente due linee rette e sono a casa. Alcol e rabbia, combinazione esplosiva. Per strada non c’è nessuno, solo qualche macchina, di tanto in tanto. Quindi canto, ‘C’est la vie’ di Achille Lauro, che va in loop, nelle mie cuffiette come nella mia vita. Vaffanculo!

Cosa c’è oltre al dolore? oltre a fallimento? superiamo la paura, probabilmente c’è la Vita! Un’altra notte sul divano, a giocare questa partita a scacchi in cui ognuno di noi, probabilmente, dà il peggio di sé. Solo che c’è un prezzo, e a pagare non siamo noi, adulti cretini. Questa sera sento che non è tutto perduto. Fino a quando tu dipingi un quadro in cui io proprio non mi riconosco, so che sono salva. Probabilmente anch’io proietto di te un’immagine in cui potresti non riconoscerti.

Alcol che amplifica le emozioni. Tra un po’ affonderò in questo divano, immaginerò i mondi possibili, Domani un passo in più verso me stessa, verso quella che voglio essere, e che sono, un po’ di più ogni giorno che passa.

Buona notte.

Momenti preziosi

Pubblicato: 10 novembre 2019 in 2019
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L’appuntamento è vicino alla scuola, ma non troppo: chissà cosa potrebbero pensare vedendoti con me. La cosa mi diverte, ci siamo passati tutti da lì.

In metropolitana è una bambina che attira la mia attenzione: avrà più o meno due anni. Una mano stretta stretta a quella di suo papà, rigorosamente occupato al telefono; con l’altro braccio abbraccia un pupazzo. Gli occhi scrutano il mondo adulto, intorno a lei. NON ricambiata, ovviamente. Ognuno di noi vive dematerializzato. Possiamo essere ovunque, l’impressione è che non ci siamo veramente. L’attenzione è tutta lì, dentro il nostro smartphone. Chissà se a due anni ci si pongono delle domande, osservando il mondo dei grandi così distante da tutto, soprattutto dal qui e ora.

Scendiamo alla stessa fermata. Finalmente sorride. Il papà ha chiuso il telefono e l’ha presa in braccio, le parla e, giocando, si allontanano.

Chiudo il mio, di smartphone, per godermi questo momento con G. E lui fa altrettanto. Bene. Pranzo shopping e chiacchierate, era quello che speravo. In un alternarsi continuo di sfottò e discorsi seri, qualche confidenza e di nuovo il sorriso.

Il rientro vorrebbe spezzare tutto, come se la serenità, il sorriso o il dialogo avessero bisogno di un padrone a scandirne i tempi. Non è così, non è più così.

Due dita in gola

Pubblicato: 27 ottobre 2019 in 2019
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Ohm... ohm...

Cammino senza riuscire a placare tanta rabbia, così forte che vorrei fosse possibile ficcare due dita in gola per vomitarla tutta fuori, tirare l’acqua e, sorridendo, recuperare la mia bellezza, la sicurezza e l’autostima da dirmi: non è me che stanno rifiutando.

Non hai vinto tu.

Ormai la comunicazione viaggia su vari livelli e i colpi non vengono risparmiati. Se non ci fosse il passato a pesare, se le ferite che credevo rimarginate non riprendessero a sanguinare con troppa facilità, sarei quasi contenta di aver visto tutte le trappole nelle migliaia di parole con cui mi hai asfaltato il pomeriggio.

Vorrei qualcuno con cui prendermela… tranquillo Romeo.. vorrei sparisse tutto quel mondo in cui non sono mai veramente entrata ma rispetto al quale mi sento sempre io quella sbagliata. Vaffanculo!

..Ora la guerra è la necessità
io stringo i pugni e mi dico
che tutto cambierà!…