Si può fare

Pubblicato: 16 ottobre 2018 in 2018
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Qualche giorno fa un’amica mi ha chiesto dei consigli per un suo problema. Io ho condiviso la mia esperienza, perché evito di salire in cattedra, sempre.

Più parlavo e più vedevo un muro. “Eh.. ma per me non va bene”… “Eh no, non ci siamo!”… “In Italia sai come funzionano le cose…”.

Ho fatto fatica a trattenere il nervosismo per quell’atteggiamento assurdo. Perché mi chiedi aiuto se poi non ti sta bene niente? Alla fine ho solo risposto: “se vuoi veramente risolvere il tuo problema, inizia con un po’ di umiltà!” Stop.

Però.

È vero che quando un problema l’ho sentito molto più grande di me mi sono messa in difesa. Ieri, dopo un piccolo passo nella giusta direzione che va però contro la mia natura e mi lascia quindi un retrogusto amaro, ho scambiato due parole con un amico. Il quale, invece di rassicurarmi, mi ha detto: “Basta con le scuse! Vai avanti e basta!”

Il primo istinto è stato di mandarlo a quel paese: perché banalizzare i miei sentimenti? Poi ho ritrovato la mia umiltà, i consigli ricevuti e riposti in un cassetto, insieme al tempo perso. Ho dovuto ammettere che è stata solo la paura a bloccare l’azione. Muovermi in un campo del tutto sconosciuto, senza certezze, senza compagni di viaggio mi ha fermato.

Oggi, che non sono più sola, che la mente si è aperta, che il coraggio supera la paura… lo sento forte l’urlo: SI PUÒ FARE!

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Ho paura

Pubblicato: 14 ottobre 2018 in 2018
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È bastato veramente poco, pochissimo.

Accettare un invito e ritrovarmi a fare una delle cose che mi piace di più, camminare, in una natura sconosciuta, con panorami mai visti. Su e giù, tra boschi e prati, scorci suggestivi. E non sentire nessuna fatica, anzi: passo dopo passo l’energia aumenta, si risveglia, accompagna e scuote.

E tornare a casa col sorriso e… improvvisamente…

Ho paura!

Di non avere tempo a sufficienza.

Oggi sto nascendo veramente, le strade tracciate dagli altri non mi interessano più. Non mi faccio più condizionare. E in questa libertà d’azione cammino, cado, scappo .. ma poi torno. E conquisto piccoli pezzi di me ignorati da sempre. È felicità pura, tutto questo.

Ma poi arriva la paura, che arrivi la vita e si riprenda tutto: “Hai perso troppo tempo, ciccia, cazzi tuoi!”.

E io che voglio tutto. E che sarebbe bellissimo: tutto e subito, ma purtroppo non si può fare. E io che non ho bisogno della luna, ma di un raggio di sole che mi accompagni dall’alba al tramonto, in assoluta normalità. La notte ci penso io: mi perdo nei sogni e lo vado a cercare, il mio raggio di sole.

E io che certe cose non le posso più fare, chiudo la finestra verso il passato e spalanco quella sul futuro. Scaccio la paura. Non penso al tempo. E dico si. Alla Vita.

Amici

Pubblicato: 13 ottobre 2018 in 2018
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L’equilibrio è fragile. Mi sento un enorme peso addosso e non ho idea di come si possa fare. Non è un peso da condividere: è la tipica situazione in cui chi ti ha accompagnato deve fermarsi.

Non ho bisogno di consigli, è finito quel momento.

Ieri mi sarei sprofondata in un gigantesco morbido pouf dopo aver svuotato la testa ubriacandomi come non mi succede da anni e mi sarei lasciata andare senza pretendere niente da me.

Il mio ruolo non me l’ha permesso. E, come al solito, ho recuperato un sorriso, due chiacchiere sulla giornata, e tenuto a bada la bestia. Che dentro di me scalpitava, voleva urlare, per tirare fuori la tensione. Voleva perdersi, per scoprire altri sentieri nella terra della paura. Voleva correre, perché i ventimila passi non sono bastati. Voleva arrivare al limite, un limite qualunque, superarlo e scoprire che le risorse ci sono.

Sono sola. Perché deve essere così.

Ma.

So tutto. So che con qualcuno sono stata pessima, allontanandomi senza grazia. So che la mia altalena di umori non sempre è facile da capire. E da accettare. So che quando dico che con me è facile andare d’accordo, lo penso solo io… “sei complicata, Vale…” So che quando dico di starmi lontano intendo: ti prego, non ascoltarmi: abbracciami e basta!

Momento di grazia

Pubblicato: 11 ottobre 2018 in 2018

Non tutte le giornate partono con il piede giusto. E oggi è partito maluccio.

E quando finalmente salgo sull’ultima metropolitana, in ritardo non a causa mia, irritata da questo e altro, mi siedo.

Finalmente mi accorgo del mondo e dell’umanità che mi circonda e faccio pace con tutto.

Grazie a una giovane mamma di tre bambini. E al suo sorriso pieno d’amore. E la grazia con cui parlava a turno con i figli. La più grande avrà avuto 6 anni. Il più piccolo a malapena due. In mezzo quello più silenzioso dei tre. Un biscotto in una mano e un gioco nell’altra.

Mi accorgo che inizia a fissarmi, con quegli occhioni neri. Io ricambio lo sguardo e inizio un gioco di sorrisi. Ricambiata. Qualche minuto e arriviamo a destinazione. Scendo un po’ più leggera di quando sono salita.

Se sapessi fermare la testa questo momento di grazia mi avrebbe accompagnato più a lungo. Amen. Arriverò in fondo anche a questa giornata.

La danza delle emozioni

Pubblicato: 10 ottobre 2018 in 2018
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Nel corso di una vita può succedere di incontrare più tristezza di quanto si pensa di poter sopportare. O più rabbia. O indifferenza. O un frullato di tutto questo.

E di decidere di tenere vive solo una parte delle emozioni. Quelle che condividi magari con tuo figlio. E sentire comunque una sorta di felicità. Perché può bastare così.

Ma quando la corda si allunga e tuo figlio corre verso la sua autonomia non puoi non sentire prepotente il vuoto in cui è sepolta quella parte vitale. Che ha continua a pulsare, sotto il dolore.

E si inizia a sentirne la mancanza. E ho iniziato a sentirne la mancanza. E a chiedermi come poter arrivare proprio lì, nel cuore delle emozioni.

Ho iniziato il viaggio, trovandomi a esplorare territori dimenticati e non sempre amichevoli. I fantasmi del passato mi facevano compagnia, nascondendo trappole e ridendo della mia fragilità. Ma procedendo avanti, e indietro, e avanti… ho aperto piano piano il cuore e tutti i sensi. Ho incontrato persone che mi hanno aiutato (e mi stanno aiutando).

E, come se fossi in palestra, senza più scappare né di fronte al dolore né alla felicità (e oltre), ho tirato fuori i muscoli. E mi trovo oggi a danzare con le mie emozioni, talvolta con le mie paure, chiedendomi come ho fatto, in tutto questo tempo, ad accettare tutto questo vuoto.

In nome dell’amore

Pubblicato: 9 ottobre 2018 in 2018
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Risorgerò.

Oggi (forse) hai vinto tu. Sii fiero. Ti ho visto distruggere, scientificamente, una alla volta, tutte le forme d’amore in transito nella tua vita. Basta poco, e non rimarrà più nulla.

Camminando, sentivo mancanza d’aria. E mi sono chiesta come sono arrivata fino a qua. E mettendo insieme tante parole che scambio quotidianamente con persone diverse, una mi si è scolpita nella testa: DIVERTIMENTO.

Il senso del mio viaggio si è perso quando ho rinunciato a divertirmi. Per aggiustare. Tamponare. Giustificare. Per paura. Con l’energia che piano piano evaporava. Le motivazioni perdevano senso. E solo un nome a sostenere il teatrino.

E poi è arrivato quel momento in cui recuperare pezzo dopo pezzo era l’unica strada percorribile. Sai che c’è? C’è che oggi mi diverto. Oggi vedo. E, piano piano, credo: che sto già risorgendo. Nel none dell’amore. Per me stessa. E per la vita che verrà.

Traiettorie

Pubblicato: 8 ottobre 2018 in 2018
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Questa sera va tutto molto bene. L’aperitivo sta facendo il suo dovere: la testa gira ma non troppo, il sorriso stampato in faccia e uno stupido e forte ottimismo mi scoppia dentro.

Va tutto bene. Andrà tutto bene?

L’importante è andare avanti. Quindi cammino verso la metropolitana e penso che devo camminare dritta, senza farmi scoprire. Perché basterebbe poco a farmi cadere. Ma se anche cadessi probabilmente riderei e mi rialzerei. Perché amo talmente tanto la vita. Ho solo bisogno di sentire la totale coerenza tra il trionfo dei colori, dentro e fuori di me. Voglio tutto. Il periodo delle rinunce è il passato. Ora il desiderio è essere. Assaporare. Vivere.