Negroni? ecco cosa ci voleva stasera!

Pubblicato: 21 dicembre 2011 in 2011

ho tutte le amiche da crodino, almeno quelle che gravitano più intorno a me. E va bene. Ma questa sera avrei voluto avere un numero di telefono da chiamare, un’amica libera anche se chiamata all’ultimo momento, un negroni e tante risate.
Tra le tante opportunità che avere un figlio ti offre, se vuoi, è di conoscere varia umanità, per la routine della scuola, lo sport e quant’altro. Con qualcuno nasce l’amicizia, e questo è meraviglioso.
Ci sono persone che, incontrate in altro contesto, probabilmente avrei ignorato. Niente in comune, fino all’oggi. Con altre, invece, ho la convinzione che se mai ci fossimo conosciute prima, mi sarebbero piaciute come mi piacciono oggi.
Per questo chiacchiero volentieri con I. Fa un lavoro duro, che la tiene a stretto contatto con la vita, la sofferenza e purtroppo la morte. Che gestisce con sensibilità e razionalità. E questo la rende speciale. Io che faccio disegnini o mi occupo di sterili codici mi sono chiesta dove trova la forza di attraversare quotidianamente tanta sofferenza e apparire davanti a scuola sempre col sorriso.
Oggi mi ha raccontato qualche storia e io so con certezza che non ce la potrei fare.
Poi c’è C. Talmente diverse da non sapere come mai ci troviamo tanto bene insieme. Apprezzo il suo spirito e la sua sensibilità. Ma soprattutto la sua forza che molto spesso sconfina nella debolezza, e gli occhi si riempiono di lacrime. Ha una disponibilità immensa, è un punto d’appoggio per amiche e famigliari. Ma alle volte mi piacerebbe vederla un po’ più egoista e non arrivare sempre al limite.

E ci sono tante altre persone, che condividono questo mio pezzo di strada. Che rendono vivo e vitale questo mio mondo in un posto in cui sono capitata e, anche grazie a loro, sento più mio di altri posti che ho scelto. Grazie.

Solo una domanda. A qualcuno piace il Negroni?!?

commenti
  1. Ivana ha detto:

    Ogni anno a dicembre cerco un momento,un episodio, un particolare di una qualsiasi giornata che mi faccia stare particolarmente bene,e lo trasformo nel “mio Natale”.
    Che non è quello manifestato,quello vissuto davanti a tutti,quello dei parenti,quello dei regali, è solo mio,è dentro di me e nessuno lo sa. Quest’anno è stato il 21 dicembre,e il fatto che queste parole per me siano state scritte proprio quel giorno…si’, il 21 dicembre è stato, ancora di piu’, il mio Natale. In effetti e’ difficile incontrare persone con cui riesco a parlare di cose superficiali e di cose profonde con la stessa facilita’,e confidare situazioni presenti e passate senza alcun imbarazzo. Non importa se si vive quotidianamente con codici o con la morte,l’importante è non farci comandare da loro e avere sempre la lucidita’ di capire cosa e come vale la pena vivere.
    Grazie. Quanto tempo ho per abituarmi a bere un Negroni senza rischiare il coma etilico?!
    I.

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