Archivio per ottobre, 2013

Posso solo abbracciarti

Pubblicato: 18 ottobre 2013 in 2013

fiendsC’è una mamma, ha due piccoli gemelli in una terra che non vuole.

Ieri l’ho incontrata, durante la mia passeggiata con Romeo. Stavo mettendo in ordine alcune idee, cercando un punto di partenza e di prevedere un punto di arrivo. Tanto assorta che non avevo nemmeno visto il suo sorriso.

Quando ho messo a fuoco, mi sono avvicinata, pensando di scambiare due chiacchiere al limite dell’ovvietà. Ma tratteneva a stento le lacrime quando mi ha raccontato la sua situazione. Il suo sentirsi senza speranza, costretta a fermarsi qua, rassegnata a non fare il lavoro per cui ha studiato ma non trovando nemmeno un’alternativa decente. ‘IO QUA NON CI VOGLIO STARE! Ma nel mio paese c’è la miseria’.

E non sempre i figli riescono a darti la SPERANZA, perché è del loro futuro che stiamo parlando, e fa paura. I bambini ti trattengono in un mondo di piccole cose e questa è una fortuna, perché ne abbiamo bisogno tutti. Un mondo in cui la rabbia dura tre secondi, alcuni amici sono marroni, la mamma ha i capelli gialli, è facile ridere, è facile piangere. Ogni angolo del mondo nasconde mille sorprese. E se non hai i soldi basta che vai in banca che te li danno. Amica mia, respira tutto questo, cerchiamo di partire da qua. Io posso solo abbracciarti, soluzioni non ne ho. Posso aiutarti con i bimbi. Ma il sorriso, ti prego, non perderlo.

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E il vento, all’improvviso..

Pubblicato: 16 ottobre 2013 in 2013

sole…arriva, spazza via tutto, la tristezza, la malinconia, la rabbia.

Il sole, eccolo lì! Non c’è più l’atmosfera cupa. Non ho più voglia di uccidere Romeo, né di dare fuoco alla routine (bhé, quello forse sì, ma ho più forza per tollerarla…), né urlare perché Giò non fa mai quello che vorrei. Ho ritrovato il punto di equilibrio. L’energia che genera energia. Il sorriso che crea altri sorrisi. Ieri il bicchiere era mezzo vuoto, oggi è pieno! La creatività ha fatto ripartire il viaggio, avevo solo bisogno di fermarmi un giorno, qualche ora per me, compatibilmente con i doveri improrogabili.

Ho staccato la spina, ho accolto la malinconia, abbiamo pianto. Poi lei è andata via, mi ha regalato un sorriso.

Accetto gli umori per quello che sono, li vivo e li supero. Cerco di non farli pesare troppo a chi mi sta intorno. Una cosa però devo farla: regalare a Romeo una passeggiata decente. Pronti.. via!

Ascoltami!

Pubblicato: 14 ottobre 2013 in 2013

urloNon voglio urlare, voglio sussurrare.
Non intendo parlare a vuoto, è frustrante.

Nell’arena l’uomo combatte contro la donna, e viceversa. Mi illudo di essere diversa, ma è solo evidente presunzione. Cerco di evitare la bilancia, chi fa di più chi fa di meno, perché inevitabilmente perdo. Ma sono io che non so comunicare oppure tu che non vuoi capire? non puoi? non possiamo uscire da questa palude di luoghi comuni e cercare di vederci veramente? Cosa non riesco a capire di te che ti fa uscire la rabbia anche nei momenti di apparente relax?

Sono io che non ho più voglia di capire? Può essere. Ho voglia di evitarci questa stupida lotta di inutili poteri. Non ci rimarrebbe niente. Semplicemente il vuoto.

Stupidamente: non credo che percorrere insieme una strada significhi dover condividere tutto. Ma nemmeno solo quello che ci fa comodo. Credo che ognuno di noi abbia diritto alle proprie passioni, che non sia giusto imporle all’altro. Non valgo di meno, ai MIEI occhi, se non amo quello che ami tu, e, ovviamente, viceversa. Spero che tu lo capisca, prima o poi.

Possiamo toglierci la benda che il tempo e l’abitudine ci hanno messo sugli occhi per trovare quello che ancora ci fa parlare, ridere, scherzare. Pensare al futuro vicino e lontano col sorriso. Ascoltare la musica che ci unisce, ma anche quella dell’altro, a pari volume. Accettami. Ti accetto. Io sono ancora di fianco a te. Con il mio bagaglio. Diverso dal tuo.

Promotion….

Pubblicato: 9 ottobre 2013 in 2013

E’ questa la vita che sognavo da bambino,è questa la vita che sognavo da bambino…. E’ questa la vita che sognavo da bambino,  un po’ di Hello Kitty e un po’ di Tarantino….‘: quando sento questa canzone spesso mi chiedo: e io? NON LO SO! è così! E non lo sapevo  a 15 anni, né a 18. Avevo forse l’idea di quello che non avrei voluto fare. Poi ho trovato un lavoretto un po’ più impegnativo della baby sitter per i figli degli amici, cioè collaborare con uno studio commercialista, in realtà battendo a macchina le fatture di un cliente, inizialmente. Poi , piano piano, ho guadagnato stima e spazi in più: girare per gli uffici pubblici, andare presso i clienti… Fino alla proposta: se tu continui gli studi in questo campo, ti assumiamo. MAMMA MIA! E’ questo quello che voglio?

E così un giorno qualunque in un percorso qualunque da casa mia all’ufficio, una chiara, limpida visione: LA GRAFICA.

Come la grafica? da dove arriva questa cosa? Eccolo qui: IL SEGNO.  Meglio: IL (mio) SEGNO. C’è chi vede la Madonna e io il mio futuro. So solo  che mi sono sentita veramente bene! e questa magia continua ogni volta che trovo l’idea, attraverso un processo sempre uguale a sé stesso: esaltazione per nuovo progetto, frustrazione e automassacro alla ricerca delle idee, benessere totale quando esci dalla nebbia capendo di aver individuato L’IDEA, quella giusta: è LEI!

Per chi volesse farsi un’idea: http://www.ilmiosegno.it.