Archivio per novembre, 2013

le parole

Pubblicato: 26 novembre 2013 in 2013

paroleGiocando con le parole è possibile volare? o cadere in un abisso? Le parole possono guarirci? Non mi riferisco alle parole degli altri ma alle nostre, nell’eterno dialogo interiore che ci accompagna persino dormendo.

In una fase difficile, si può trovare sollievo modificando il nostro vocabolario spontaneo? Sì. Penso di sì. Fissandomi su quello che mi manca per essere felice, deturpo quello che ho e che riempie la mia vita. Anche qui: non le persone, le scelte. Sarò sempre lontana dalla perfezione, ponendo l’asticella nell’astratta razionalità. Ma per come sono io, è così lontana la MIA meta?

Le parole possono essere bastarde: le nostre, come quelle degli altri. Quasi sempre nascondono altro e non sempre riusciamo a capire l’inganno. A tutti è capitato di incontrare qualcuno che ci ha vomitato addosso la sua insicurezza attraverso assurdi sensi di colpa. Magari noi stessi l’abbiamo fatto. Non so:  è cattiveria? O quando ci intestardiamo a vedere il bello dove il bello non c’è, non sono le parole a creare la magia?

Le parole sono potenti, e utilizzate come alleate, non potrebbero farci raggiungere traguardi mai nemmeno immaginati?

Annunci

Fuori dal buio

Pubblicato: 18 novembre 2013 in 2013

buioNon è sempre facile guardare alla vita con ottimismo. Sto attraversando una fase difficile, di quelle in cui mi sveglio la notte e mi sembra di non avere abbastanza aria da respirare. Che chiedo aiuto nel buio, ma nessuno può sentirmi. All’alba le luci mitigano l’angoscia. E la vita che riprende mi reinserisce nel tranquillizzante tran tran. Poi la casa si svuota, e rimango sola con i miei pensieri.

E’ terribilmente semplice farsi affascinare da cupi propositi, da soluzioni estreme. E’ sufficiente prolungare le ombre del fallimento fino agli occhi di mio figlio ed è fatta. Le lacrime scorrono, basterebbe un attimo.

No, no. La vita cambia in un istante, rivela percorsi inimmaginabili. Negli occhi di mio figlio non voglio metterci rabbia, tristezza, mi piace vederci il sorriso, l’entusiasmo. Anche nei miei. Cerco le energie positive e allontano quelle negative. Il fallimento diventa opportunità. Cancello il NON dalle mie frasi. Ci provo, almeno.

L’altro giorno, un bambino piangeva inconsolabile invocando la mamma che l’aveva lasciato con la baby sitter per andare a lavorare. Un’amica gli si è avvicinata, cercando un sorriso. Ma lui a tutto rispondeva NO. A quel punto l’amica lo prende in braccio, lo stringe, e i singhiozzi si attenuano. L’amica gli mette in testa un nuovo pensiero, e magia! Torna a sorridere.

E’ così! Un nuovo pensiero! spostare l’attenzione. Fare una torta. Pulire il bagno, persino! Ma, ancora meglio: stare in mezzo alla gente. Parlare del tempo. Chiedere aiuto. O dare aiuto. Agire.