Archivio per dicembre, 2013

è Natale…

Pubblicato: 23 dicembre 2013 in 2013

babbo-nataleVentitré dicembre, vigilia della vigilia. Pacchi e pacchetti sono pronti, nascosti. Tutti per G, non ci saranno sorprese. E’ un mese che giro per la città ascoltando musica natalizia: CHE LA MAGIA GUIDI LA MIA ESISTENZA.

Non posso dire che sia un buon momento per me. Un rosario infinito di cattive notizie, da settembre a oggi. E la situazione lavorativa impantanata. Terremoti in famiglia. L’insonnia notturna, meglio mattutina. La dieta? impossibile!

Ok, tutto vero. Ma non ce la faccio a non emozionarmi di fronte alle luci di natale, è più forte di me. Non riesco a vedere tutto nero, le difficoltà di oggi le mando al diavolo. Devo, tutte le sere, pensare che sia stato l’ultimo giorno di un brutto periodo. Devo, tutte le mattine, pensare che sia il primo giorno di un periodo positivo. Prima o poi succederà. E, nel frattempo semino.

E raccolgo. Soprattutto le risate tra amiche. Quelle chiacchiere, su tutto e su nulla, quanto ne ho bisogno. Quei gesti discreti, che apprezzo e registro, di attenzione per questo mio periodo. Quindi è a voi, amiche mie, che mi rivolgo. GRAZIE. Per tutto. Esserci. Condividere. Ridere. Grazie veramente. Se riesco a pensare che questo sia, comunque, un bel periodo, è soprattutto merito vostro.

Annunci

Parcheggio zavorre cercasi…

Pubblicato: 15 dicembre 2013 in 2013

scaleDevo fare un viaggio, un viaggio tutto mio. Nel mondo delle idee, nel mondo dove tutto è possibile. E’ un mondo libero, bisogna partire senza pregiudizi, altrimenti non si riesce ad entrare. Bisogna lasciare a casa le zavorre, quell’inutile peso che non ti fa progredire, ma stancare sì. Non occorre essere soli, ma i compagni di viaggio devono essere aperti, sorridenti e carichi di energia.

Niente navigatori, mappe o cartine: si procede a intuito. Meglio perdersi, tanto prima o poi la strada si ritrova. 

Niente specchi, nel mondo delle idee non ci sono confini, né chili, centimetri o difetti. Lasciamo a casa le paure, le critiche, le inadeguatezze. Viaggiamo leggeri, vestiti come ci pare, capelli disordinati, se ci va.. oppure tacco dodici… l’importante è fare respiri profondi, sentire l’energia. Correre senza paura di perdere il fiato, o di cadere, proprio non può succedere! Credo si possa anche volare, perché perdersi in questo mondo implica viaggiare in tutte le direzioni, e dimensioni. Si può urlare, nessuno guarderà sconcertato. Ridere o piangere, piangere e ridere. Va bene tutto, con la voglia di lasciarsi attraversare dai colori, dalle emozioni, senza vincoli.

Poi si torna indietro, facendo lo slalom tra i paletti dell’esistenza. Ma con una carica in più. Penso proprio che ne valga la pena

Domenica

Pubblicato: 4 dicembre 2013 in 2013

domenicaLa domenica della figlia era rumorosa, molto rumorosa. La tavola si apparecchiava con eleganza. I cibi erano ricchi e speciali. Non si finiva mai senza una torta o le paste. Non si finiva mai senza quella sensazione di aver divorato un bue, ma tanto è domenica, che te frega? L’attesa del pranzo era scandita dai profumi del forno. E quando si avvicinava l’ora della fine della messa a casa pregavi di non sentire urlare il tuo nome, altrimenti dovevi scendere dal tuo mondo e preparare la tavola per  tutti. E questo, per la figlia (come per gli altri figli), era noioso, noiosissimo. Certo, c’era un vantaggio: se preparavi la tavola potevi sperare di rimanere seduto durante tutto il pranzo, e non ti toccava sparecchiare.

Poi la domenica scorreva via tra la pennichella, gli incontri con gli amici o il  fidanzato, quando c’era. Le passeggiate nella città deserta non mi sono mai piaciute. Tristi.

La domenica della madre è silenziosa. Se ci si sveglia di buon umore sarà serena, altrimenti rimbombano silenzi carichi di rabbia. Non c’è mai, o quasi, un cibo speciale. Non si finisce mai con la torta o le paste. Non si urla. Quasi mai. La presenza di Romeo costringe a fare passeggiate, quasi sempre solitarie. La presenza di G significa compiti, e lotte per concludere la giornata. Ma anche questa è vita. Forse.