Domenica

Pubblicato: 4 dicembre 2013 in 2013

domenicaLa domenica della figlia era rumorosa, molto rumorosa. La tavola si apparecchiava con eleganza. I cibi erano ricchi e speciali. Non si finiva mai senza una torta o le paste. Non si finiva mai senza quella sensazione di aver divorato un bue, ma tanto è domenica, che te frega? L’attesa del pranzo era scandita dai profumi del forno. E quando si avvicinava l’ora della fine della messa a casa pregavi di non sentire urlare il tuo nome, altrimenti dovevi scendere dal tuo mondo e preparare la tavola per  tutti. E questo, per la figlia (come per gli altri figli), era noioso, noiosissimo. Certo, c’era un vantaggio: se preparavi la tavola potevi sperare di rimanere seduto durante tutto il pranzo, e non ti toccava sparecchiare.

Poi la domenica scorreva via tra la pennichella, gli incontri con gli amici o il  fidanzato, quando c’era. Le passeggiate nella città deserta non mi sono mai piaciute. Tristi.

La domenica della madre è silenziosa. Se ci si sveglia di buon umore sarà serena, altrimenti rimbombano silenzi carichi di rabbia. Non c’è mai, o quasi, un cibo speciale. Non si finisce mai con la torta o le paste. Non si urla. Quasi mai. La presenza di Romeo costringe a fare passeggiate, quasi sempre solitarie. La presenza di G significa compiti, e lotte per concludere la giornata. Ma anche questa è vita. Forse.

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