Dove finisce il viaggio

Pubblicato: 13 gennaio 2014 in 2014

dovefinisceilviaggioCarlotta era una bambina dolce. Sensibile. Sorridente. Dispersa nella sua famiglia numerosa in un periodo in cui non si trattavano i bambini con la psicologia, ma con la praticità. I grandi si occupavano dei piccoli, anche quando i grandi non erano così grandi e meritavano di essere trattati come piccoli. Ma i tempi erano quelli.

Non essendo veramente grande ma agendo come una piccola che fa la grande, sbagliava. E ogni errore veniva sottolineato. Rimproverato. Probabilmente non con la dolcezza consigliata oggi per non devastare l’autostima, ma con le necessità della praticità. Che vuoi, i tempi erano quelli.

Poi, aveva capito un piccolo segreto: in quel marasma urlante, l’unica speranza di essere vista era ‘NON riuscire a fare’. Quando dimostrava di non essere in grado di fare una cosa, la mamma o il papà si dedicavano a lei, ignoravano le proteste della piccola tribù, e stavano con lei. Ed è così che ha imparato a rubare l’attenzione, una cosa dovuta, oggi. Ma ai tempi, che vuoi, era così..

Probabilmente è stato così che per Carlotta il ‘NON essere in grado’ diventa una sorta di valore positivo. Prima solo in famiglia. Poi, piano piano, nel mondo. E non è teatro, è realtà. Lei si sente di NON essere in grado. Quando affronta nuove sfide, sa che le perderà. Alcune cose nemmeno le prova, sapendo perfettamente di non essere capace.

Carlotta cerca qualcuno che le dica: ‘Sei brava’. Ma quando succede, non gli crede. Per anni, per tanti anni, non ha mai tentato di uscire dalla sua prigione: non la vede, non la percepisce. Vede i talenti degli altri sbocciare, fiorire. Succederà anche a lei?

Ci vorrebbe una rivoluzione, proprio lì, nel tuo cuore, Carlotta! Inizia a svegliarti tutte le  mattine guardandoti allo specchio con amore e scopri i colori che non hai mai visto. Sono tutti lì, oscurati dai tuoi pregiudizi. Prova a fare una cosa, una cosa qualunque, non aspettandoti niente, né di riuscire né di fallire,  ma godendoti il viaggio. Scoprirai quante cose sai fare, Carlotta, e che, probabilmente, non è nemmeno questo l’importante. L’amore non è la perfezione, piuttosto il contrario. E’ l’imperfezione a renderci unici. Accetta la tua imperfezione come il tesoro più grande che hai. Il mondo non è migliore di te. Né peggiore. Liberati, finalmente, da quell’antico, inutile bagaglio. Viaggia leggera, in compagnia di tutti quei talenti che fino ad oggi hai mortificato con la paura. Vedrai quanta energia ti accompagnerà in questa nuova avventura!

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