Archivio per marzo, 2014

RITORNO A CASA

Pubblicato: 23 marzo 2014 in 2014

QMBRSm4OTuSZue0BsdQo_DSC_0420Week end a casa, sospesa in una sensazione un po’ irreale. Non è la visita in una città sconosciuta, non è la visita in una città che sento mia. Cioè un po’ sì, un po’ no. I percorsi sono conosciuti, i negozi sempre meno. Da questo punto di vista la città è dinamica. Ogni volta che torno conto le attività che sono state fatte fuori da questa crisi che pare infinita. E ogni volta che una piccola attività si arrende e una multinazionale prende il suo posto muore anche un pezzettino di identità. Risuona dentro di me un: ‘OH noooo!’ non tanto perchè la città diventi più brutta. Ma è un punto di riferimento che sparisce, e non avrò mai il tempo di rimpiazzarlo, o comunque non lì, ma altrove. Cioè dove vivo ora. Sarà anche giusto così. Normale. Ma è un inesorabile allontanarsi. E un po’ mi rende triste.

Prima mi affannavo a portare spesso Giovanni, a fargli respirare un’aria da seconda casa, un posto che gli facesse piacere ritrovare un giorno, anche quando non ci saranno grandi motivi, un pezzettino di cuore, di radice. Come si dice, lo scopriremo solo vivendo. Ora con gli impegni scolastici e lavorativi è sempre più difficile organizzare le trasferte. Ma mi rendo conto che sono solo scuse. E’ che la bilancia pende per la vita di tutti i giorni, si vedono gli amici, i ritmi possono essere rilassati. Probabilmente è così che dev’essere: inevitabilmente, si deve lasciare andare un vecchio amore per dedicarsi a quello nuovo.

Altrimenti come faccio a scoprire gli scorci che mi danno serenità? Trovare il luogo giusto dove poter fare due chiacchiere quando ho bisogno di distrarmi? O quello in cui, al contrario, riesco a non perdere tempo perché la cordialità non abita lì? Sono queste le cosè che rendono un luogo il mio luogo. Quindi, oggi, vivo quasi da turista, ma per poco: domenica torno a casa.

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Buongiorno!

Pubblicato: 9 marzo 2014 in 2014

coffeeUna domenica qualunque di questo duemilaquattordici iniziato da poco, tenacemente attaccato alla fine duemilatredici. Per ora nulla è cambiato. Per ora solo timidi segnali sparsi qua e là in questo non inverno. Positiva! Energia! non è sempre facile. E’ qualche giorno che il livello di ansia si è abbassato ed è ovvio che penso che il mio sesto senso percepisca qualcosa che io ancora non vedo. E’ comunque un buon modo per affrontare la giornata. Mi sveglio e penso: ‘oggi è il giorno in cui trovo lavoro!’.  Ma oggi è domenica.

Oggi posso chiudere i problemi nello sgabuzzino della mia testa, godermi la giornata che è già strepitosa, semplicemente respirare a pieni polmoni quest’aria di vita che si risveglia, di energia nuova, germogli già pronti a sbocciare. E imparare da tutto questo che la vita è un ciclo, che non può andare sempre male, che il pantano ci inghiotte ma alla fine possiamo trovare una fune che ci salva e magari ci porta in una spiaggia che non conoscevamo e cazzo! a questo punto tutto è chiaro: è qui che bisognava arrivare!

Primavera d’inverno

Pubblicato: 6 marzo 2014 in 2014

treeLa sveglia di oggi mi ha riservato una strana calma, un’energia che da tempo non provavo.

Chiudo gli occhi e non mi sento precipitare nel misterioso futuro senza prospettive.  Non so se la  caduta è finita, non so se ho solo trovato una radura in cui riposare. Non me lo chiedo: semplicemente mi godo il momento. Intorno a me non percepisco il buio e tanto mi basta. E’ come se la primavera fosse scoppiata dentro di me, inaspettatamente, immotivatamente.

Vedo tanta luce, acqua limpida, vita. Va bene così.

Il periodo che ho alle spalle mi mostra le cose che ha senso portarsi dietro. D’altronde, l’equilibrio perenne equivale a nessun equilibrio. A casa le cose da buttare sono molte, ma per la prima volta sento che non tutto è perduto. E l’amicizia è stata la mia ancora di salvezza. Una risata al giorno ti porta al domani. Un gesto generoso idem. Lo so, giugno si avvicina e tutto cambierà di nuovo: ma la catena è forte.

Anche le amiche  lontane hanno saputo rinnovare la loro presenza, grazie. E altri gesti hanno dato ossigeno quando sentivo che l’aria stava finendo.

E’ questo il senso di questa pausa? rifare i bagagli portando solo le cose importanti oggi? O forse arriva il momento in cui ci si ferma. Un attimo, un’ora, un giorno. Ci si ferma senza pessimismo senza ottimismo. Senza prospettive, senza bivi, senza muri in fronte a noi né baratri. Ci si ferma senza domande né risposte. Ci si ferma e basta. Non mi aspetto di voltare l’angolo e capire tutto. Mi aspetto che oggi non succeda nulla.

Il Domani compie irresistibilmente l’opera sua, e la comincia oggi, arrivando sempre al suo scopo, nei modi più strani.

Victor Hugo, I miserabili, 1862