Archivio per giugno, 2014

Semina… semina…

Pubblicato: 25 giugno 2014 in 2014

semina

attendi e semina. Quando è giusto che arrivi lo sconforto? Perché ad un certo punto arriva, è inevitabile.
Lancia la pallina e attendi… poi un’altra.. e un’altra ancora…..

La mattina, quando ancora tutto ancora può succedere, sono carica. Mando curriculum, seguo i miei lavori, studio, scrivo..

Il pomeriggio, puntuale, svizzero, l’attacco d’ansia. A questo punto ho già recuperato Giò, inizio a respirare profondo per non farmi sfuggire la lacrima o il malumore. Evito qualunque tipo di scontro contando fino a mille per evitare di caricare altro con i miei problemi. Respiro… respiro..  semino… semino… sconforto.. poi arriva la sera e magicamente torna la speranza.. domani è un altro giorno, tutto da vivere!

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Con il vento tra i capelli

Pubblicato: 23 giugno 2014 in 2014

tuffo.. ovvero: amarcord!

Sarà giugno, chiusura dell’anno. Sarà che molte cose stanno cambiando.. e questo aiuta a fare un piccolo bilancio.. spaziando qua e là nella valigia dei ricordi.

E così, sorseggiando un caffé: “Ti ricordi.. quando andavamo in due sul motorino? Non si usava il casco, allora”.

Il Ciao.. quando andava di lusso era il SI.. comodissimo in due! Con la primavera, giornate lunghe, cercavamo l’autonomia facendo tutto ciò che i genitori ci raccomandavano di non fare. La mia amica si era innamorata di uno che giocava a calcio fuori Padova. Passava a prendermi, e via! Chilometri con il vento tra i capelli, le risate tra i denti si studiava la strategia. Dove nascondersi per ‘spiarlo’ mentre si allenava. Chilometri per raggiungerlo e sperare di incontrarlo… senza pensare a cosa dirgli nel caso si fosse accorto di noi. Per fortuna non è mai successo…

O con l’altra amica con cui percorrevamo in lungo e in largo il centro di Padova perché F. aveva la compagnia da Ricordi. E quando ci rivolgeva la parola, con quegli occhi azzurri che ti ammazzano, ci sentivamo a un passo dal cielo. Non succedeva quasi mai. Ma le risate… Le corse… I sogni.. Le chiacchiere… Il tempo che non bastava……….. I genitori dovevano fidarsi. Non c’era il controllo di oggi, i cellulari. Si usciva e casomai si affrontava la punizione, quando non si rispettava l’orario di rientro. Ma quello che era in mezzo era nostro, totalmente.

Finalmente anch’io ho avuto il mio CIAO. Vecchio, malandato. Quasi sempre ingolfato. Ma prendevo e andavo. Era questo l’importante. Andare, girare senza meta, annusando i profumi della campagna. Fotografarne i colori. Impossessarsi di tutte le emozioni che riuscivo a catturare. Perdersi. Ritrovarsi e tornare a casa.

Afferra la mano!

Pubblicato: 20 giugno 2014 in 2014

mani
Estate.. ci siamo… Fresco… fa fresco.. si dorme bene.. dimentichiamoci dei problemi che pare non riusciamo a spazzar via da un giorno all’altro.

Bisogna mantenere l’ottimismo e l’energia necessaria a tirar sera. Alla fine, potrebbe arrivare la telefonata che rimette in moto le cose, quindi bisogna essere fiduciosi. Vivere delle briciole che comunque segnano il cammino giusto. Penso a K, e al messaggio che mi ha lasciato stanotte. Penso, dai, ce la possiamo fare. La tua lotta è più dura della mia. Lo so. Ma non voglio sentirti giù.

Idealmente: teniamoci per mano. Andiamo nella stessa direzione. Lo sfogo va bene. Ieri avrei litigato col mondo. Ieri avrei detto alle mie amiche cose tremende, perché non sempre si vive delle stesse emozioni. Farò delle scelte se, passate le nuvole, sentirò la stessa frustrazione. Ma oggi ho voglia di avanzare almeno di un metro, levarmi dalla palude di ieri e sorridere al mondo. Ora, K. ti tendo la mano: afferrala e procediamo insieme!

Oggi mordo!

Pubblicato: 19 giugno 2014 in 2014

leonessa

 

Palloncini

Pubblicato: 18 giugno 2014 in 2014
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Scarabocchiando dei palloncini, ieri, ho ripensato a quelli, da bambini, che una volta rientrati in casa, lasciavamo volare sul soffitto: imprendibili. Troppo in alto. Non saprei dire quale fosse l’altezza del soffitto. Mi sembrava gigantesca.

L’unica soluzione era aspettare che, col tempo, piano piano, scendessero verso terra. Ma a quel punto erano brutti, mezzi sgonfi, lenti. Perdevano ogni fascino.

Ieri pomeriggio, nella piazza della chiesa, all’improvviso.. delle urla. Era una signora che, sguaiatamente, senza grazia e, apparentemente senza amore, rimproverava aspramente la madre. Arrivando anche al penoso ricatto morale: “Sarai TU che mi farai morire….” raggelando tutti noi, testimoni di tanta volgarità.

Questa scena mi ha profondamente rattristata. E, spontaneamente, ho pensato di dire a Giò: ‘Non farlo  mai, ti prego.. piuttosto non occuparti di me’. Giovanni non c’era, non ha visto nulla, e nulla gli ho detto.

Com’è difficile, l’amore. Quante volte si trasforma in obbligo. E tira fuori la bestia che è in noi. Da piccola pensavo che tutto fluisse naturalmente. L’amore per la famiglia, gli amici, chi ci sta intorno, la casa, persino le cose. Tutto fa parte di un quadro che ci appartiene. E di cui dovremmo occuparci perché è prezioso, inestimabile. Rifiuto il concetto di dare/avere e le persone che ragionano con la bilancia in testa… Tutti prendono e tutti danno, perché è così. Ma bisogna saper prendere. Il problema è porsi come misura del mondo. Se si danno chili d’amore, capiamo quando ce li restituiscono in litri? Se vogliamo che il nostro amore venga riconosciuto come tale, dobbiamo essere in grado di riconoscere l’amore altrui.

Oggi mi sento come quei palloncini, a metà tra il soffitto e il pavimento. Vorrei ignorare la cronaca di questi giorni e pensare che vivo in un mondo perfetto.

E’ arrivata l’ora..

Pubblicato: 17 giugno 2014 in 2014

tower
Ciao M!

Manca veramente poco… Un anno fa, circa, ripensando a quanto vissuto, ho pensato soddisfatta: ‘Sono proprio contenta! il mio mondo è ricco, le persone che lo popolano le stimo tutte, mi diverto e so sempre con chi parlare, scherzare, ridere… Meraviglioso!’.

Qualche settimana dopo, la novità. Tu che mi dici che te ne andrai  in quella città di mare… E io che rifletto e penso che abbiamo ancora un anno, godiamocelo! Ed è stato così, per un periodo…. E’ stato un anno difficile, per molti motivi. Li sai. Un anno con la scadenza sempre di fronte a noi.. probabilmente è iniziata la trasformazione, senza che nemmeno ce ne rendessimo conto. Sono cambiati gli equilibri, abbiamo preso strade impensabili. Il gruppo, che sembrava solidissimo, alla prima nuvola si è sciolto come la neve al sole di primavera.

Io guardo avanti, sicura come sempre che le cose non avvengano mai per caso. Che forse capiremo i perché, o forse no. E la vita andrà avanti. Ho molte meno certezze, rispetto a un anno fa. Ma ho più libertà. E questo mi piace.

Però, cavolo! Mi mancherai. So che quella città di mare non è poi così lontana. Ma sei una delle persone migliori che ha attraversato il mio cammino. Hai un approccio alla vita che è rassicurante per chi ti gravita intorno. Ragioni, e questo mi piace moltissimo, con l’addizione e non con la sottrazione. Perché ci sono arrivata anch’io, da qualche anno, a pensare che è nella moltitudine che si fanno le migliori scoperte. Le porte, gli occhi, il cuore aperti mi hanno permesso di vedere meglio ciò che l’istinto aveva mal classificato. Nonostante un anno sicuramente pesante, non ti ho mai visto perdere energia, sorriso e ironia.

Quindi, cara M, non ci perderemo di vista. Appena ti sarai sistemata vengo a prendere quello spritz che mi devi… o te lo devo io?