Archivio per novembre, 2014

Caduta libera

Pubblicato: 27 novembre 2014 in 2014

ColoriCapita, a volte, di cadere. E non è mai il momento giusto.

A me è  successo un paio di settimane fa. E, non solo, non era il momento giusto. Addirittura, proprio quello più sbagliato. Siccome non ho potuto scegliere, non rimaneva che alzarsi e ripartire. Facile, no? NO.

Non avevo più forza,  fiducia, allegria. Niente. Guardavo le cose (e le persone) sgretolarsi. Non mi sottraggo all’autocritica. Ma mi mancano i parametri. Se tornassi indietro, rifarei tutto come ho fatto, perché ho seguito la mia natura. Nessuno mi ha detto (o mi dice): ‘guarda, stai sbagliando’. Ci potrei pensare, ragionare, scandagliare. Spiegare. Ma non posso vivere con l’avvocato del diavolo che mi segue come un’ombra. Mettere in discussione tutto, che vita sarebbe?

Nessuno può determinare la felicità o la tristezza altrui, questo l’ho capito. La rabbia, quella sì. Basta predisporsi ad accogliere la felicità.

La buona notizia è che sento l’energia di nuovo circolare. Vedo  nuovi progetti di fronte a me, che a piccoli passi si fanno più concreti. Il vento ha portato via le ceneri di ciò che si è distrutto. Quindi, di fronte a me, ho una nuova tela da colorare.

Uno.. due… tre.. VIA!

photo credit: focus2capture via photopin cc

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24 novembre 2001

Pubblicato: 24 novembre 2014 in 2014

sposiTredici anni fa, oggi, era di sabato. La giornata è iniziata presto, dal parrucchiere.

Poi dal truccatore: per me, che tutt’oggi non mi trucco mai, un grande gioco. Poi a casa, vestirsi e attendere l’ora giusta. Una telefonata: ‘ti prego: se ci hai ripensato, dimmelo ora. Preferirei evitare la figuraccia di fronte a tutti…’

Tu che pazientemente mi rassicuri, poi mi dici che però ti sei perso e non sai come tornare in albergo a prepararti. Io che ti guido, alla vigilia di quel momento che avrebbe cambiato per sempre le nostre vite.

Tredici anni fa, quel sabato di novembre, il sole ha illuminato la nostra festa. Non è stato sempre così, nel nostro percorso. Tu che non sai vivere di vie di mezzo, io che ogni tanto vorrei riposarmi. Come dico spesso: sono salita sulle montagne russe.. E quando va bene, è quasi perfetto. Ma quando va male…

Tredici anni fa, in quel sabato di festa, c’erano persone che oggi non ci sono più. E anche questa è la vita. D’altronde, ora ci sono persone nuove a incorniciare la nostra esistenza.  Il più importante di tutti: G!

E’ cambiato tanto, da allora. Siamo cambiati noi. Viviamo in un posto né mio né tuo, in una casa tua e mia. La nostra famiglia, forse, non me la immaginavo proprio così. La mia vita, sempre alla ricerca di una definizione, speravo fosse più facile. Non so se a volte abbiamo scelto il sentiero più ripido, o quello più lungo. Credo di sì. D’altronde, chi mi conosce lo sa che non so leggere le mappe e che mi perdo ovunque. E tu, a volte, parti in quarta e non valuti proprio tutte le alternative possibili. Talvolta ci siamo ritrovati soli, alternativamente, a portare il peso  pesante di cambiamenti troppo bruschi. Ma, alla fine, ogni volta che ognuno di noi ha cercato una spalla su cui piangere l’ha trovata. Una mano da stringere, un sorriso da condividere, una risata sonora, un ragionamento che non quadra, un abbraccio forte come quello che ci unisce. Amore.

Photo credit: chicks57 via photopin cc

 

Fragilità

Pubblicato: 20 novembre 2014 in 2014

tearsUna battuta, una nota stonata, sgarbata, una bazzecola, in definitiva.

Si squarcia l’ultimo velo di separazione tra me e il mondo e, fuori controllo, iniziano a scendere le lacrime.

Mi dico: “No.. no.. NO! Sono per strada!”.. Niente, non riesco a fermarle.

Provo a fare come i bambini piccoli che si chiudono gli occhi e sono sicuri di sparire al mondo.
Vado avanti e non guardo nessuno  e così nessuno baderà a me e a quelle stupide lacrime.

Alla fine è così, non siamo così importanti di fronte al mondo. E così mi calmo, sospiro, respiro e indosso una specie di sorriso.

Photo credit: Send me adrift. via photopin cc

Lettera a un metabolismo bastardo…

Pubblicato: 17 novembre 2014 in 2014

dietCaro mio metabolismo,

mi piacerebbe trovassimo un accordo. Sono disposta a fare dei sacrifici. Mangiare poco e convivere con un costante senso di fame. Non cedere alle tentazioni. Muovermi. Pedalare. Non mangiare dolci né cioccolata, che non è solo dolce, ma molto molto di più. Niente Nutella a colazione. Niente biscotto di fine giornata. Se proprio proprio una caramella. Ma è l’unico vizio che mi rimane.

Passeggio con Romeo, quando riesco, due volte al giorno. Mi invento mete sempre più scomode e lontane, pur di camminare.

Ho drasticamente ridotto il consumo di pasta. Non mi piace il pesce, e non voglio esagerare con la carne. Formaggi praticamente zero: e lo sai quanto ne sono golosa.

Tutto questo perché va fatto. Prendermi cura di me è imperativo. Ora. Per carità. Certo, l’ideale sarebbe arrivare a essere come quelle tipe che pesano niente, mangiano tutto, e non vanno mai in palestra. Non aspiro a tanto, raggiungere il mio obiettivo anche con fatica mi sta bene. Però ti chiedo un minimo di collaborazione! Se lottiamo insieme, insieme arriviamo alla meta.

(photo credit: classic_film via photopin cc)

6.30

Pubblicato: 15 novembre 2014 in 2014
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630Fuori piove. Tutti dormono, compreso Romeo.

E’ ora. Cambio maglietta, cuffiette: spotify/allenamento/cardio. Pronti? via! Inizio a pedalare.

Programma di oggi: 25 minuti. La musica stimola un’andatura sostenuta, e io vado. Chiudo gli occhi e inizio il mio viaggio. Perché non riesco mai a star ferma nella realtà? La cyclette si trasforma ed io inizio a volare. Il cielo è azzurro e vedo una ragazza giovane che mi sorride e dice: “ti stavo aspettando”.

Pedaliamo insieme. Dall’alto è tutto molto bello e colorato; e io sono contenta di fare questo viaggio. Se apro gli occhi e mi butto sulla vita vera già a un metro da terra sento quel fastidio dovuto alla paura del vuoto. Ma in questa dimensione va tutto bene, sento solo  sensazioni positive. La ragazza con me ride e scherza, io le vado dietro. Ogni tanto vedo volti conosciuti. Ma è soprattutto la natura a essere uno spettacolo meraviglioso. Mi ritrovo in uno stato primordiale, senza sovrastrutture. E’ lì che vorrei vivere. Dove c’è una perfetta corrispondenza tra dentro e fuori. Dove i rapporti seguono un ritmo naturale, non c’è guerra dei sessi, né vittime e carnefici. Sì, è  tutto semplice e naturale!

Ora ho capito chi è la ragazza, le sorrido e penso che anch’io sono contenta di averla ritrovata.  Penso che abbiamo appena iniziato il viaggio, ma è proprio lì che voglio arrivare. Penso che se ci incontreremo tutte le mattine, sarà tutto più semplice.

Pioggia di novembre

Pubblicato: 12 novembre 2014 in 2014
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novembreSento, come ne “La pioggia di marzo (Fossati)”, ‘la speranza di vita che porti con te’.

Se la strada si è dissolta, ne apprezzo l’esperienza e l’energia. Un rapporto non nato lascia tra le dita le domande per capire dove ho sbagliato. Nel vuoto pieno di attività che devono ripartire e di quelle già partite porto la nuova fotografia di una situazione evidentemente mal gestita. Non piango, non rido. Cerco le risposte per crescere ancora un po’. E vado avanti.

Ho un nuovo diario da scrivere, parte da oggi (in realtà è già da un pò, ma mi rovina la poesia..). La mattina annoto gli impegni della giornata; la sera chiudo gli occhi, individuo i momenti migliori  e li fisso lì, sul quel quaderno. Quindi ogni giorno ha un inizio e una fine. Qualche minuto tutto mio, lontana da tutto: tv, musica, figlio, p, cane. Solo io e quel quaderno. Quindi vado a letto più leggera. Mi spoglio delle ansie che mi hanno accompagnato per tutta la vita. E la mattina, nel silenzio della casa addormentata, lascio entrare la consapevolezza.

Oggi apprezzo persino la noia di questa pioggia che pare non debba finire mai. Agisce come un decanter. Per fare respirare questo nuovo inizio prima di apprezzarlo in tutto il suo sapore. La speranza di vita, un nuovo progetto, una nuova storia da scrivere. E da vivere!