Archivio per agosto, 2015

Scorie

Pubblicato: 28 agosto 2015 in 2015

scorieSettembre si avvicina, è ora di fare pulizia.

L’altro giorno stavo riflettendo sul fatto che ogni volta che faccio un compromesso con me stessa, che taccio per quieto vivere, o perché mi manca la voglia o ho perso la speranza…  Uno spazio interiore viene occupato da delle scorie, della rabbia inesplosa, della frustrazione che poi rimangono lì e si confondono con il resto.

Quindi per fare un buon lavoro occorrerebbe bonificare tutto. Fatica.

Ho provato a riavvolgere il nastro per rivedere la fotografia in cui potevo scegliere di non scendere a patti e l’ho fatto. Ho cercato quel bivio. Ovviamente ci sono tantissime piccole occasioni che posso lasciare correre. Mi riferisco a quella volta in cui ho creato il precedente e in qualche modo ho autorizzato il  mio mondo a vedermi così e a trattarmi in un certo modo. Per amore, per cortesia, perché non ho percepito il pericolo.  Difficile.

Comunque devo procedere senza delicatezza. Senza più bugie. Disseminare i miei mondi di cartelli: STOP! .. ALT! Ristrutturazione in atto, lavori in corso.

D’ora in poi, non tutto è concesso.

 

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L’estate va….

Pubblicato: 20 agosto 2015 in 2015

sunset

Il caldo insopportabile non c’è (più). Le panchine  in cima alla salitina dei giardini si riempiono sempre più di nonni che vengono a respirare il fresco, a guardare il mondo che passa di lì e il tempo che in compagnia è più veloce.

La mia testa a sua volta è affollata di pensieri, che girano girano come trasportati da trombe d’aria. E poi si dissolvono nel nulla; e niente accade che mi faccia sentire di stare altrove rispetto a ieri.

Aspetto di capire come sono gli umori in casa, per vedere come sarà la mia giornata. Facce lunghe corrispondono a lunghe passeggiate. Non ho più voglia di farmi condizionare, anche se è inevitabile. Apro una finestra sulla fantasia, dove c’è sempre il sole, il rispetto e l’energia. Respiro a pieni polmoni e ritrovo il mio sorriso. Ogni tanto faccio un test sulla rabbia. Penso alle recenti delusioni e misuro quale effetto hanno ancora dentro di me. Ultimamente va bene. Solo un fastidio lontano.

Ma è estate. Ho ancora voglia di sentirmi leggera e libera, come quando si nuota nell’immensità del mare, ci si perde nei colori delle albe e dei tramonti, ci si rilassa con il canto delle cicale. Sono questi i momenti in cui so che tutto è ancora possibile.  Quello che non capisco è perché tu non senta le stesse cose. Perché non riesci a perderti e ricaricarti. Perché?

Vorrei…

Pubblicato: 16 agosto 2015 in 2015

desiderio

..desiderare a voce alta, ma non ci riesco proprio.

Proprio qualche giorno fa Giò mi ha fatto mille domande a cui non ho saputo dare risposta. Cosa avresti voluto fare da grande, quando eri una bambina? Quale era la tua materia preferita? E il gioco che ti divertiva di più? E’ stato imbarazzante. Chiunque si ricorda queste cose. Io no.  Di tutte le persone che hanno popolato la mia esistenza, dall’infanzia ad oggi, ne ricordo proprio poche.  Ed è avvilente. Forse l’ho già scritto, mi sono dimenticata persino di un ‘moroso’. Di cui non ho traccia nella mia storia, e chissà perché.

Se il passato è così avvolto in una nebbia (se ne andrà mai via?), il futuro com’è? Perché i desideri stanno lì: in un futuro, vicino o lontano, ma futuro. Nella mia testa, il futuro è un luogo in tutto è risolto. I desideri, per me, è come se fossero chiusi in quell’unica stanza in cui non è possibile accedere? perché? perché NO! Quella porta di cui ho la chiave, ma mi è proibito entrare. E se solo penso di entrarci, immediato scatta un insensato senso di colpa. E allora gioco con i desideri nell’unico luogo in cui nessuno può accedere: la mia testa. Così rimane tutto tra me e me. E non ci sarà traccia di  questi pensieri, come le scie degli aerei. Un po’ di vento, il tempo e tutto torna azzurro.

…Vorrei.. veramente vorrei… desiderare ad alta voce. E forse, azzardo forse, tutto assumerebbe una consistenza reale. Lo spazio dei ricordi si allargherebbe. Ma come si fa?

La passione e il vento

Pubblicato: 12 agosto 2015 in 2015
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sailingLa mattina è calda, non si può dire che non lo sia. Con la scusa del corso siamo in spiaggia relativamente presto. Non solo per noi, a giudicare dalle poche persone in giro e sotto gli ombrelloni. Il mare è calmo, la brezza meravigliosa, i colori pastello avvolgono e chiedono di rilassarti. Non c’è niente di complicato, qui intorno: il mare, il vento, il sole ancora piacevole,  senza quell’aggressività con cui ti raggiunge da lì a poche ore.

Anche le voci si adeguano. Ogni tanto l’urlo di un bambino. Ma, in generale, è tutto molto tenue.

Guardo l’istruttore di vela. Penso che si muova in totale armonia con il quadro intorno a noi. Te lo aspetti così, con quel fisico e quei colori. Ma quello che mi colpisce, in realtà, è la sensazione di serenità che mi arriva. La serenità di una  persona che ha capito il suo elemento, ci ha giocato, lo ha sentito tramutarsi in passione. Di quelle passioni che permeano l’esistenza. In modo totale. Forse non ha avuto scelta. Ha dovuto trovare il modo che la passione diventasse anche parte essenziale del suo lavoro.  Con i bambini, con gli adulti, dalla mattina alla sera. Il vento, il mare, le barche. Le regate. L’estate, l’inverno. Il sole. Il vento. I venti.

Che invidia!