Archivio per novembre, 2015

Gentile.

Pubblicato: 30 novembre 2015 in 2015
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Oggi il freddo è più gentile. Il vento, lieve, fa ballare le poche foglie rimaste a terra. Mi riempio la giornata per non pensare, non ne ho voglia, preferisco godermi questa speranza di tregua, e credere che oggi posso arrivare a sera senza deficit d’aria e speranza. Alle sette e mezza ho aperto tutte le finestre, illudendomi che le scorie tossiche potessero uscire per sempre, spinte fuori dall’aria pulita, fredda e rigida.

Non sarà così. Ma potrebbe succedere un miracolo. Potrebbe arrivare un po’ di luce. Mi aggrappo a questa idea e ho voglia di sorridere. Le cose cambiano se trovi ogni mattina un sorriso? Si. E quando canto, tra me e me, sento lo sguardo severo che si interroga:  ‘che cazzo ha da cantare, poi..’ Lo so io, che cos’ho da cantare. Va bene così, siamo diversi. Il viaggio verso l’inferno lo farò cantando, perché così mi piace viaggiare.

Ma oggi mi godo la gentilezza di questa giornata, senza tinte forti, nel bene e nel male. Una distesa color pastello. E’ riposante.

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Una volta, tanto tempo fa, una bambina ballava, danza classica. Quando è arrivato il momento delle punte, ha capito che poteva sognare. E sognando sognando si è ritrovata sul palco della Scala, perché sognare non costa niente. Poi ha visto le vere ballerine della Scala e ha capito l’abisso che c’era tra loro. Nessun dolore, il sogno è in ogni caso una benzina vitale.

Tempo dopo, un giradischi in camera, un disco live, una spazzola in mano, e gli occhi chiusi: serve altro per trasformarsi in una rock star?

Poi, la magia dei libri, le parole che ti prendono e ti intrappolano in vite più o meno lontane, in dimensioni più o meno sconosciute, in sensazioni mai provate prima. E scoprire di ritrovarsi bene in quelle storie, leggerle tutte d’un fiato fino ad una cinquantina dalla fine poi rallentare, rallentare tantissimo, perché la parola fine ti espellerà definitivamente e non è sempre facile trovare una nuova storia in cui perdersi.

Non ho mai capito quanto poter chiamare amiche le parole. A volte mi divertono, mi scaldano, mi fanno sentire unica. Ultimamente feriscono, soprattutto. Perché nascondono altre parole, mi costringono ad una fatica immane, una sorta di nascondino in cui non è facile ritrovare il vero senso.

E poi ci sono le Mie parole, quelle che probabilmente non ho mai avuto il coraggio di pronunciare, ho chiuso dentro un cassetto, in fondo in fondo al cuore, e ora non riesco a ritrovare.

 

La lupa

Pubblicato: 19 novembre 2015 in 2015
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lupa

sospesa, nell’irreale, come mai mi è capitato. Non capisco più niente, non so più niente, galleggio, volo.

Ha un nome, tutto ciò? Esiste una cura? Mi accontento di un bicchiere di prosecco, sapendo che devo fermarmi là. Ma non riesco a trattenere la ricerca di cibo, per calmare questa COSA.

Ci sono persone che entrano ed escono dalla mia vita come se nulla fosse successo. Come se la fiducia fosse dovuta. Io recito la mia parte, mentre l’animale che è dentro di me, la lupa, annusa, valuta, scruta. E mi avverte di non tornare indietro, almeno fino a quando ci si leva la maschera e si opta per la sincerità. E’ tutto qui, il mondo che vorrei. Nessuna elemosina. Amore, Amicizia, Verità.

Per ora sono disorientata, lo ammetto. Ma non ho perso la bussola. Vedo le radici, piantate nel profondo, di chi mi conosce come le sue tasche: presenze preziose. Radici più giovani, non per questo meno importanti. Radici secche: c’è speranza di rianimarle? E poi ci sono dei buchi: non sempre i semi attecchiscono nel terreno.  Ora che sento molto vivo l’istinto, ora che fiuto e archivio, ora che mi sento abbastanza forte per non accettare tutto guardo la lupa e le sorrido, so che insieme possiamo arrivare lontano.

… sto viaggiando…

Pubblicato: 16 novembre 2015 in 2015
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….alla ricerca di un’emozione che mi faccia sentire un passo avanti rispetto a ieri.

Non voglio cuccioli nella mia strada (né bambini, né cagnolini, né gattini), tanto meno gli ultimi.

Penso alla meraviglia della natura, che ricollega all’essenziale. Un sorriso da chi non te lo aspetti. Uno straccio di verità, che dimostri un po’ di rispetto. Un abbraccio, che vuol dire tutto e niente, ma è un momento meraviglioso, se ferma un vortice negativo e dice: “ripartiamo da qua, da qualche parte arriveremo…”

Non succederà, e questo l’ho capito. L’emozione deve essere tutta mia, e dev’essere così grande da accompagnarmi in questi giorni di deficit energetico. Vorrei che la notte mi facesse volare, sfidando le paure, ballare sui tetti, spiare dalle finestre. E di giorno, mi facesse sentire che andrà tutto bene. Voglio avere la forza, piantata nel più profondo dell’anima, di svegliarmi contenta e addormentarmi euforica.

 

Tristezza d’atunno

Pubblicato: 15 novembre 2015 in 2015
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Ieri la giornata era veramente autunnale. Dentro e fuori di noi. Di tutti noi. L’angoscia di venerdì notte ha trovato conferma ieri mattina. L’incontro fissato da una decina di giorni mi infastidisce, ma alla fine vado a sentire. Rispetto per chi lavora.

Nel pomeriggio dopo i vari impegni quotidiani mi ritaglio lo spazio per la consueta passeggiata con Romeo, obbligata ma grata: ho bisogno di solitudine e aria. La musica dello smartphone pare indovinare il mio umore, e mi butta fuori musica in linea, quella che in punta di piedi mi accompagna nelle strade sicure di questo posto che mi fa da coperta di Linus. Ritrovare tutto uguale, stesse facce, stessi negozi, piccole certezze che oggi mi sembrano enormi.

Ringrazio anche il mio amico del bar che, meteorologicamente parlando mi dice: ‘Finalmente una bellissima giornata!’. Ho capito quello che vuoi dire, ma oggi sembra assurdo. Oggi penso che penso troppo. Che posso incontrare qualcuno nella mia strada a cui non interessa chi sono, cosa faccio, cosa cerco. Ma vedrebbe in me solo un numero in più utile alla sua causa. Che, immagino, non ascolterebbe le mie parole. O le userebbe per trarne maggiore forza. Spero di non incontrarti mai.

Una splendida giornata di sole

Pubblicato: 5 novembre 2015 in 2015
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… fuori e dentro di me!

Alt! E’ ora di fermarsi un attimo e guardare veramente la realtà negli occhi: se la vita oggi non mi dà quello che vorrei, meglio considerarlo un punto di partenza. Continuare a chiedermi di chi o cosa posso fidarmi, ha senso? I dubbi di questi giorni mi stanno sfiancando. Ora basta!

Quindi, si cambia. Svuoto la testa, abbandono la rabbia, cerco il sole. La serenità la posso trovare non trattenendo ciò vuole andare via. La serenità vive di allegria, di rispetto. Di amore, possibilmente. Di condivisione.

E qui mi si apre un mondo. Mi guardo intorno e conto i colori che mi mancano. Le sfumature che vorrei. So che posso avere tutto. Non devo più consolarmi col cibo ma godere dei sapori. Che sono frutto di scelte e non vie di  fuga. Vaghi segnali positivi inizio a intravederli.  Sono sufficienti per farmi provare la sensazione di un’inversione di rotta.

Ahhhhhhhhh! Mi sento già meglio. Ho aperto i sensi alla vita, le finestre permettono un ricambio, le emozioni si nutrono di questo sole.

Maratona

Pubblicato: 4 novembre 2015 in 2015
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Qualche notte fa ho sognato che mia madre mi regalava…. la possibilità di partecipare a una maratona!!! Quindi mi dotava di un professionista che, insieme ai miei coach di cross work, avrebbe lavorato con me per prepararmi per questa maratona. E io che spiegavo a tutti che era inutile, non potevo farcela. Ma nessuno mi ascoltava, preparavano un piano di allenamento e io dovevo semplicemente adeguarmi.

Mi ha molto colpito questo sogno. E’ una metafora perfetta della realtà. Da quando ho iniziato cross work sto molto molto meglio. Ho più energia e sento aumentare l’elasticità. La strada è lunga ma mi piace percorrerla. L’ostacolo che ho incontrato, è stato proprio nella corsa. Un pugno in faccia mi avrebbe fatto meno male. Mi ha costretto a vedere quello che mi ostinavo a non vedere: aver tralasciato ogni tipo di allenamento aveva prodotto dei ‘disastri’. Non ce la facevo. Vedevo il gruppo allontanarsi ed io ero lì, sola, con la tentazione di tornare in palestra vestirmi e andarmene da un lato e trovare da qualche parte l’energia per reagire dall’altro. E siccome ero totalmente in balia della situazione, le lacrime hanno iniziato a scendere e più cercavo di fermarle meno ottenevo.

Quando siamo rientrati, due chiacchiere hanno aiutato a calmarmi. Non me ne sono resa conto subito. Ma ero già un’altra persona. Avevo tirato fuori un problema, non ero scappata, e avrei fatto  di  tutto per risolverlo.

Che lo voglia o no, mi sto già allenando per questa maratona. E veramente non ho scelta. So anche che sono io a dover correre, trovare le risorse o amministrarle. So di aver intorno persone che riescono a sostenermi o a darmi aiuti  per farcela. C’è anche chi, coscientemente o meno, ogni tanto mi fa lo sgambetto. Ma va bene così, è la vita.