Archivio per settembre, 2016

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Tutto bene. Lo dico subito, a chi mi vuole bene.

Ma le ultime 24 ore, devo dirlo, sono state tremende.

Hai presente quando arrivi ad una certa età? e devi farti dei controlli? e se tutto va bene il risultato ti arriva a casa altrimenti “la chiamiamo noi”?

Ecco: mi hanno chiamato loro! “Buongiorno! La chiamo per quell’esame che ha fatto.. E’ necessario approfondire.. Niente di grave, stia tranquilla. Nove volte su dieci sono falsi allarmi…” Ha continuato a parlare, ma non mi ricordo niente. “Potrebbe venire domani?” Anche oggi! Anche subito, verrei!

Quanto tempo manca a domani? Fino a un minuto prima pensavo, anzi, ero certa, che finalmente le cose stavano lentamente rimettendosi nei giusti binari. Che potevo dire ‘domani’ senza troppa ansia, che potevo non sentirmi isolata e sola. Potevo, in qualche modo, sentirmi ottimista… Ma quel ‘domani’ era improvvisamente sparito. Un destino stronzo è arrivato, mi ha strappato le carte dalle mani e dovevo scegliere: ‘Imprevisti’ o ‘Probabilità’? I mazzi sono coperti. E io così piccolina…

Ho cercato di aggrapparmi a quelle frasi consolatorie su quanto le esperienze peggiori si rivelano alla lunga le migliori perché ci aprono orizzonti impensabili. Ma non mi sono sentita meglio. Non ho voglia di trovarmi ancora nella palude, una nuova lotta quando, ancora, non ho risolto quella attuale. Almeno: non del tutto. Il respiro si è fatto di nuovo cortissimo. E per quanto abbia tentato di razionalizzare, perché non ne valeva la pena, fino a domani, di sentirmi tanto vulnerabile, ho capito quanto sia potente la paura. Perché di fronte alla paura siamo totalmente disarmati. Non ci sono ragionamenti. Il mio corpo sapeva la risposta. Io  no. E dovevo accettarla. E ripartire eventualmente da un punto imprevisto perché è così. Non si può scegliere. Solo accettare la nuova rotta.

Domani è arrivato. L’ora X pure. Mi sono seduta nella sala d’aspetto e ho riconosciuto subito un’altra donna a cui, sicuramente, era stata fatta la stessa telefonata. Sembravamo gemelle, nell’atteggiamento e nello sguardo.  L’esame è stato scrupoloso e, mi è sembrato, lunghissimo. Le espressioni del dottore non suggerivano ottimismo. Né pessimismo. Niente. Ho provato a mettere in totale assenza di pensieri la testa immaginando della nebbia fitta oltre la quale tutto può essere. Un borbottio incomprensibile, e stavano per scendermi le lacrime. ‘No.’ cosa no? ‘Falso allarme’.  E finalmente il sorriso. E, senza vergogna, la felicità. Riparto da qui. Ma questo viaggio imprevisto, in cui ho toccato tante tappe in poco tempo, mi ha insegnato molto. E un rimpianto: tante amiche, quasi tutte astemie, che non capiranno mai come sarebbe stato bello, stasera, condividere un Negroni… o due..

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E’ arrivato il momento di dire addio

Pubblicato: 8 settembre 2016 in 2016
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COMPLEANNO

enti enta anta ………..anta! Si entra nella nuova decade e si dice addio alla vecchia!

Alla fine il tempo non lo fermi e corre e corre e tu con lui.

E in alcuni momenti si corre in compagnia mentre in altri in totale solitudine. E non è male essere soli, a volte. Il silenzio, il dialogo interiore, il tempo. Sembrano un lusso della notte o della mattina presto, quando il mondo dorme e posso essere libera. Ma ancora meglio, per me, è essere in movimento. Una passeggiata a piedi. Un viaggio in treno. Sono contesti magici in cui la testa vola verso mete imprevedibili. Perfezione: essere scortati dal vento. Più forte è meglio è.

Come l’altra sera, il cielo aveva colori strani, cupi. Ma fino a quando non è arrivato il vento con folate violente non ho capito. Poi io Romeo e una danza di foglie secche facevamo parte dello stesso affascinante quadro. Non avrei voluto rientrare, né essere altrove, tanto mi sentivo bene.

Ma oggi ho una carica in più. E’ il mio compleanno ed è di quelli difficili ma affascinanti. Sono contenta di molte cose. Oggi i musi lunghi non sono contemplati. Una coccinella è entrata in casa e voglio essere superstiziosa e leggervi un ottimo segno di buon augurio. Tutti i passi delle ultime settimane spero sblocchino la situazione per riuscire a raccogliere i frutti del mio giardino. Stappiamo una bottiglia e brindiamo, vedo tante cose oltre questa porta. Solo quando vivi ti accorgi che la testa non potrà mai capire a priori la profondità delle esperienze. Ecco. Ho voglia di vita. Ho fame di vita. Auguri!!

Photo credit: Noélie’s Birthday : Trigger-Happy ! via photopin (license)