Archivio per marzo, 2017

Alla scoperta di …

Pubblicato: 30 marzo 2017 in 2017

Album di Jovanotti – L’albero.

Cuffiette, Romeo e via, si cammina. Parte la musica e il mio viaggio. Solo una mia amica lo capire, questo. Penso a quei tempi e, camminando, ritrovo i perché. Era un momento particolare, in cui c’era tutta la frenesia di cambiare di costruire di partire. Penso che non avrei voluto proprio questo viaggio o, almeno, non alcune di queste tappe.

Mi ritrovo con la stessa frenesia, la stessa voglia di un nuovo senso, la stessa energia. Sto riconquistandomi. E questo mi piace molto. Perdo i chili e riscopro  forme che non ricordavo. Mi sembra che il mondo si accorga che io esisto, quando vado in giro. Dagli sguardi e dai sorrisi. Almeno, preferisco crederlo, ne ho bisogno e mi fa bene. Ogni chilo che perdo sono scorie che posso lasciare andare. So che la parte più difficile deve ancora venire, si tratta della fiducia e quella non si guarisce con una formula matematica.

Cammino, cammino, esploro strade e zone mai viste. Romeo esita, non ama le novità. Quando riconosce una strada tira verso casa, probabilmente capisce di essere salvo. Io no. Io sto bene fuori, senza punti di riferimento certi, senza percorsi già battuti. Ovviamente, ho dei paletti da rispettare. E va bene così, sono frutto di scelte ben precise. La differenza, però, è che ho cambiato prospettiva.

Adesso io sono al centro. Davanti: il MIO futuro.

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Dove nasce la primavera

Pubblicato: 23 marzo 2017 in 2017
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Un posto come questo, potendolo esplorare con la dovuta calma, restituisce in ogni stagione stimoli e sensazioni uniche.

La magia della primavera e il lento declino dell’autunno, in particolare, con i loro colori e i loro profumi, dipingono quadri che esplodono all’improvviso: un albero nudo in inverno si trasforma in questi giorni in un trionfo di vita, tanto da cancellarne il ricordo sbiadito di com’era solo qualche giorno fa.

Forse oggi riesco, più di altre volte nel passato, ad apprezzare questa stagione. Probabilmente qualcosa ha aperto uno squarcio e ho ritrovato la vita. Le parole di ieri mi sembrano inutili e tristi cantilene che mi hanno intrappolato nell’inverno gelido senza fine. Una piccola fiamma ha dato il via a un nuovo flusso, una circolazione torrenziale di sensazioni, emozioni e una nuova idea di futuro mi sembra possibile e non così lontana.

E’ qui la primavera: la sento nell’energia che mi travolge e mi guida in quello che faccio e dico. E’ nell’intensa voglia di cambiamento che si materializza in risultati reali. E’ nell’istinto di stringermi addosso tutto il mio mondo, quello che con me sta bene e condivide il viaggio.  E’ nella ricerca del positivo, nella voglia di ascoltare e in quella di parlare. E, soprattutto, ridere. E’ l’assurda sorpresa di vedere coerenza tra parole e cuore. E’ nel rifiutarmi di dare ulteriore spazio alle dita puntate da giudici senza toga che accusano per non vedere cosa sbagliano in prima persona.

Un uomo può uccidere un fiore, due fiori, tre… Ma non può fermare la primavera.
(Mahatma Gandhi)

10.000 passi

Pubblicato: 17 marzo 2017 in 2017
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Fare 10 mila passi al giorno aiuta a stare bene cuore, muscoli, colesterolo, schiena; camminare per 2 ore tutti i giorni fa dimagrire circa 450 calorie” – Organizzazione mondiale della Sanità.

Scarico l’app, dichiaro il mio obiettivo quotidiano, e via: 5000 la mattina e 5000 il pomeriggio, approfittando di Romeo, musica e chilometri di Naviglio a disposizione… Ci ho aggiunto la cyclette, una dieta ferrea e cazzo! i risultati si vedono, veramente.

Per quanto mi conosco, lo so: io dimagrisco solo quando sono alla fine di un episodio della mia vita. Forse per l’esigenza di rimettermi in gioco. Quindi, le cose che mi ballano dentro sono tantissime. Oltre all’equilibrio che va garantito a chi ha bisogno di equilibrio. Risultato: per un paio di giorni sono diventata quasi pazza, tutti i nervi scoperti. E se le persone intorno sceglievano termini o toni sbagliati, ero pronta ad azzannare! poi la mia educazione più o meno riprendeva il comando, ma qualche parola sbagliata mi è uscita.

Poi, oggi, camminando come un’isterica, mi sono soffermata sull’espressione di Romeo. Non era per nulla contento della passeggiata, strattonato continuamente per macinare passi e traiettorie che mi ricongiungessero con la casa rispettando l’obiettivo. Ho tolto le cuffiette, rallentato il passo, ripensato alle ultime 48 ore. Così non arrivo da nessuna parte.

Devo lasciare andare le cose che devono andare senza trovare facili sostituzioni. Non ci sono. Per un po’ si naviga a vista, senza nemmeno il profilo della costa all’orizzonte. Ho pochi fondamentali e tanto cambiamento da affrontare. C’è anche la paura, me la concedo. E cammino. Più serena.

PS: SCUSA! a chi mi ha incrociato nello squilibrio…

Pensieri.

Pubblicato: 6 marzo 2017 in 2017
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La pioggia è arrivata. Non si esce. Almeno.  Niente lunga passeggiata. Peccato. Ne avevo bisogno per mettere in riga i pensieri. Il fluire disordinato assomiglia al ritmo caotico dettato dalle mie esigenze e quelle di Romeo, quasi mai armoniche. Un caos. Creativo. Tutti gli spunti degli ultimi giorni mi ballano intorno e io mi sento senza una direzione certa. Non so più dove abita la verità. Non so più dov’è il mio orizzonte.

In questo mondo dove tutto ha un suo mercato, mi manca uno spaccio di abbracci, dove rifugiarmi, in silenzio, e sentirne il calore rassicurante. Magari esiste un’app, con un geo-localizzatore di abbracci. Triste? mi accontenterei…

La verità è che se in questo momento non ho chiarissimo il primo passo, so dove voglio arrivare. So quali errori mi hanno portato qui. So cosa c’è di bello, intorno a me. So che mi sono nascosta e che non mi interessa capire fino in fondo il  perché. So cosa non accettare più. So che le bugie sono tristi più per chi le dice. So che ogni giorno mi posso allontanare dalla nebbia, passo dopo passo. So che posso finalmente credere che in fondo all’arcobaleno c’è un tesoro che mi aspetta.

Questo piccolo grande viaggio

Pubblicato: 4 marzo 2017 in 2017
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Metti di trovarti immerso nella natura quella bella, imponente, maestosa.

Metti che nella valigia, senza accorgertene, hai infilato tutti i tuoi pensieri.

E succede che, nel bosco, dove il silenzio è vero silenzio, una scheggia impazzita inizia a ballarti dentro colpendo a caso tante parti di te, in un viaggio che parte dal cuore e arriva all’anima e non c’è più controllo.

Essere sola o in mezzo a cento persone. Ininfluente. Il cervello non comanda più e il corpo vive e reagisce a questo girotondo di emozioni. E capisco che non ha senso opporsi ma vivere e lasciare vivere: da qualche parte approderò.

Non metto a tacere l’ansia, per oggi. Lascio che partecipi alla festa. Non cerco parole consolatorie, non mi servono, non cerco scuse, né colpevoli. Forse l’unica cosa che voglio è la certezza di avere la forza, dentro di me, di cambiare. Partendo dal corpo, trascurato e messo in un angolino. Sento un urlo, un’esigenza di vita, che inizia proprio lì. E poi tutto il resto. Forse cercavo fuori un sorriso da condividere. Da oggi l’ho ritrovato dentro di me.