Archivio per maggio, 2017

Ultima domenica di maggio

Pubblicato: 28 maggio 2017 in 2017
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La passeggiata con Romeo di questa mattina è stata un vero piacere: uscire con il traffico ridotto praticamente a zero, sia umano che automobilistico, in un generale silenzio che pare amplificare persino i profumi della primavera. Camminare a ritmo ridotto, con questo piacevole freschetto, manca solo la carezza del vento: chiedo troppo. Nell’ipod seleziono Lorenzo che mi dà la giusta carica fino al caffè che prima o poi troverò in questa città sonnecchiante.

Quando rientro mi assale la pigrizia, quanto vorrei poter rimandare a domani! ma ripetendo nella mia testa la lista delle cose da fare mi rendo conto che non posso scappare.

Mi prendo ancora dieci minuti per me, e penso a quest’ultima settimana in cui non è passato giorno in cui non mi sentissi sotto osservazione; la soddisfazione è stata arrivare a venerdì e accorgersi di aver vinto la sfida e superato l’ostacolo. Domani riparte la sfida, lo so. Ma il primo passo, il più difficile, è stato fatto.

Ieri, nella mia giornata premio, ho accettato di rimettere in discussione un principio che era graniticamente radicato dentro di me. Anche in questo caso ho aperto un mondo nuovo di possibilità, entrando in una dimensione in cui mi muovo in totale libertà, soprattutto mentale. Mi accorgo di aver vissuto in difesa, fino ad ora. Oggi, che è l’istinto a guidarmi, faccio quotidianamente progressi senza nemmeno rendermene conto. E’ vero che la traiettoria che sto compiendo sembra del tutto casuale. E se mi chiedo cosa farò domani so che non ne ho idea. Ma forse, alla fine, tutti questi pezzettini avranno un senso più chiaro dentro di me. O, semplicemente, fortificheranno  il mio agire. Non lo so, lo scoprirò vivendo.

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Extraterrestre portami via

Pubblicato: 21 maggio 2017 in 2017
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Ritrovarsi, improvvisamente, in una città straniera, con un’amica (l’amica, meglio), e cantare a squarciagola e ridere ridere, senza responsabilità, e parlare di cose più grandi di noi con una sicurezza divertente se ci ripenso oggi.

O in Sicilia, su uno scoglio, ad aspettare il proprio turno per tuffarsi, con l’impazienza della prima giovinezza, permettendo a tutti colori delle emozioni di attraversarci. Ora non riesco a farlo più, quanto mi piacerebbe, però! Mi manca il coraggio: perché?

Correre su una moto, senza meta, semplicemente andare, senza porsi troppi problemi, quando ne vale la pena ci si ferma altrimenti via! Che bisogno di semplicità!

L’emozione di ogni primo bacio, in cui si concentrano tutte le emozioni, le aspettative, le fantasie. Quel momento unico che apre una porta e definisce una direzione. E assaporare quell’esperienza così irripetibile e sperare che non finisca presto, perché poi, inevitabilmente, tutto cambierà.

E risentire una vecchia canzone e ritrovarsi  improvvisamente nella cameretta, popolata da tantissime cose più o meno reali, sempre pronta a partire per un nuovo viaggio, perché quello era il mio mondo e nessuno poteva accedervi.

E ora?
Un macigno sul cuore che basta così poco per sentirmi capace di volare in altissimo e un attimo dopo incatenata senza speranza in un abisso di insicurezze, con la paura che la caduta non si fermerà mai!

Extraterrestre portami via… fammi capire dov’è casa mia….

Ha da passà ‘a nuttata

Pubblicato: 17 maggio 2017 in 2017
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Verso la fine della giornata, tornando verso casa, ho la fortuna di percorrere zone bellissime. Mi piace guardare la vita degli altri. Negli ampi prati del parco umanità di vario genere. Molti, moltissimi ragazzi. Chi gioca, chi fa sport, chi si innamora. Tanti bambini. Chi impara ad andare in bicicletta senza rotelle, chi è già esperto e sfreccia senza paura. Tanti anziani, alla ricerca del fresco e della vita.

Coppie di amiche sedute sulle panchine si sussurrano segreti e confidenze. Ragazze di ogni età. Con i brufoli o i capelli bianchi. Racchiuse nel loro mondo. Un po’ mi mancano quei momenti. Quelle risate per niente. Quell’intimità condivisa e bisbigliata.

La stanchezza di questi giorni non smorza l’entusiasmo. Devo fare i conti con tanti stimoli, non tutti positivi. Non posso correre, nemmeno quando sento che è quello che vorrei fare. Accetto qualche regola che non condivido, perché tante cose ancora non le vedo in modo chiaro. Tutti i giorni mi devo confrontare con una parte di me nuova. E’ faticoso. Ma bellissimo. Anche quando i risultati non sono quelli sperati. E’ una sfida.

Ma la bellezza di tutto questo è che è solo questione di tempo. Non so quando finiranno le paure, quando l’energia darà una forma più definita a questa massa vorticosa di opportunità, quando si potranno pronunciare nuovamente alcune parole, quando i sentimenti potranno esistere alla luce del sole. E sarà bellissimo. Ha da passà ‘a nuttata. Tutto qua.

Photo credit: Clint__Budd Life giving Sun or the Death Star? via photopin (license)

Si riparte!

Pubblicato: 15 maggio 2017 in 2017
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Oggi il buio mi ha accolto e spronato a partire senza attendere l’alba.

La lunga passeggiata di ieri, benedetta, mi ha fatto accantonare i rituali doveri familiari. Quindi, dopo una decina di minuti dedicati al risveglio, ho attaccato il ferro e iniziato a stirare. Oggi sarà una giornata importante, nulla deve disturbarmi.

Prima di tutto: capire gli errori. Prenderne atto. Farsi una coccola e andare avanti. Non posso pretendere troppo equilibrio.

Secondo: pesarsi. Tutto procede, la meta è vicina… riuscirò a fermarmi?

Terzo: abbracciare la nuova opportunità. Tanto distante da me ma, che dire, una nuova sfida. Sono curiosa di vedermi in questo nuovo ruolo.

Quarto: abbracciare le mie amiche… Non ce la farei senza di voi!

Quinto: la parte più difficile. Fare qualche passo indietro, ritrovare il sentiero giusto e ripartire!
Una piccola cicatrice in più non fa differenza.

L’urlo

Pubblicato: 10 maggio 2017 in 2017
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PREMESSA. Solo qualche settimana fa, sul ponte vicino a casa, tra naviglio e metropolitana, ho avuto una sorta di visione: io che, improvvisamente, correvo all’arrivo del treno e mi buttavo giù.

Non ne ho parlato mai. Primo perché veramente non ho mai pensato a una “soluzione” tanto estrema. Secondo perché mi ha sconvolto.

Negli ultimi giorni, le mie lunghe passeggiate sono state un tormento: nemmeno la musica a tutto volume riusciva a spegnere il cervello. Ero sulle montagne russe, passavo da un aspetto all’altro della mia vita senza trovare pace. Insoddisfazione, voglia di cambiamento, stasi necessaria ma subita. Voglia di sentimenti chiari e puliti, ma consapevolezza che per arrivarci devo scalare l’Everest con un paio di Superga ai piedi, tanto è il mio livello di sfiducia e paura. Frustrante.

Solo nelle favole arriva la fata buona e agitando una bacchetta magica risolve tutto? BIBBIDI BOBBIDI BOO fa la magia tutto quel che vuoi tu….

Ieri sera ho pensato a una persona e, così, gli ho mandato un messaggio. Ci siamo sentiti e mi ha ricordato un’idea di cui avevamo parlato e che, in cuor mio, avevo scartato non ritenendomi all’altezza. Alla fine della telefonata, è partita una scintilla dentro di me, e ha attraversato tutto il mio mondo, illuminando una serie di errori che ho compiuto ultimamente. Ho dovuto pormi molte domande. Perché non hai fatto questo? o quello? ci hai provato? ma veramente, ci hai provato veramente?!

CONCLUSIONE: Oggi, passeggiando con la musica di sottofondo, la testa più leggera, il vento come compagno di viaggio, ho avuto una sorta di visione: io che, improvvisamente, mi piegavo sulle gambe, inspiravo profondissimamente e un urlo come mai si è sentito è uscito potente dalle profondità più profonde della mia anima.

Sono tornata a casa molto più leggera. Ora so cosa fare.

Vive l’amour!

Pubblicato: 7 maggio 2017 in 2017
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Il viaggio continua.

Che si voglia o no, quando si va, si aprono porte, senza forse esserne troppo coscienti.

E ogni nuova porta mi costringe a mettere a nudo qualcosa di me.. e non è sempre piacevole. Sto scoprendo delle gabbie che non pensavo di avere. E delle esigenze che non volevo sentire. Quando mi ritrovo sola penso a tutto il lavoro che dovrò fare per uscire dal labirinto. E se ci sono momenti che avrei solo voglia di sedermi, o sdraiarmi, e chiudere gli occhi al mondo, poi so di non avere scelta.

Quando una persona mi ha detto: ‘Io all’amore non ci credo più!’ non ho reagito. In qualche modo, l’ho provato anch’io questo sentimento. Ma, amica mia (posso permettermi di chiamarti così?), sei una giovane donna e un giovane cuore non può sentirsi così sconfitto. Non rientra nelle priorità di oggi. Va bene, vuoi che non ti capisca? Ma ho scoperto che se tutti i giorni ci prendiamo un po’ cura di lui, del nostro cuore intendo, ci sarà un giorno che Amare non ci farà più così paura.

E così sto cercando di fare anch’io. Per niente facile. Perché basta poco, pochissimo, che le ferite si riaprano e ricomincino a sanguinare. Ma alla fine sarà servito. Sarà servito affrontare la frustrazione e il senso di solitudine. Sarà servito affrontare la paura, le lacrime e la rabbia. Già oggi cerco di spingere l’asticella un metro più avanti rispetto a ieri. Già oggi mi spoglio un po’ di più rispetto a ieri. E il mio cammino è appena cominciato. Quello che mi sento di fare, e questa è la mia idea, è di non fermarmi. E ogni volta che scopro una nuova paura, o difficoltà, la accetto. La affronto. E cerco di risolverla.

Un giorno sarà più facile riconoscere gli abbracci e, magari, addirittura, l’AMORE.

Il gioco delle tre carte

Pubblicato: 3 maggio 2017 in 2017
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In questo periodo, da qualche settimana, ho agito di cuore. Dovevo vedere tante cose e farlo senza troppa testa. Dovevo valutare passato, presente e futuro. Individuare strade per ripartire, cercando di non essere sopraffatta dalle idee degli altri. O dalle mie, ma condizionate dall’eterna scarsa fiducia.

In sintesi: ho agito in piena libertà per esplorare il mio mondo a trecentosessanta gradi. Il risultato è stato un agire convulso, disordinato, esplosivo; vitale, dinamico. Tipo pallina di flipper, ho trovato stimoli ovunque, e ogni volta sono ripartita con energia rinnovata. A volte troppa. Veramente troppa.

Da qualche giorno si è unita la testa, era inevitabile. Mi sono ritrovata improvvisamente stanca. E le idee ancora più confuse. Il grande inganno è stato, probabilmente, di ritenere che tutto si sarebbe risolto con una certa facilità: io chiedevo il mondo e il mondo mi arrivava tra le braccia, per una volta disponibile a giocare con me.

Però, in tutto questo, sono emerse le ferite, le fragilità che mi condizionano nel percorrere le nuove strade. Mi ero illusa che bastava l’energia vitale. No. Devo fare i conti, finalmente, con tutto quello che mi ha portato in questo labirinto. Capire le direzioni sbagliate. E arrivare all’uscita. E scoprire che riuscirò nuovamente a FIDARMI.

Oggi, dopo tanto tempo, un’immagine mi ha riportato a qualche anno fa. E, dopo tanto tempo, una punta di nostalgia si è fatta largo nel mio cuore.

Nascere non basta.
È per rinascere che siamo nati.
Ogni giorno.
(Pablo Neruda)