Archivio per luglio, 2017

W l’amore!

Pubblicato: 27 luglio 2017 in 2017
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Giro, giro, cammino e cammino, proseguo, se capita sbaglio, riconosco gli errori, mi scuso ma anche no, riprendo la strada e cammino cammino…

C’è un punto in cui vale la pena fermarsi. C’è un enorme specchio che riflette solo me. Inutile chiedermi perché. In fondo la risposta è facile, quasi banale.

Eliminate le zavorre e riesaminate le certezze di sempre, una nuova libertà è diventata la mia compagna di viaggio; ho dominato anche la paura di questa nuova dimensione di cui non riconosco né forma né confini…. bene, esattamente a questo punto mi appare l’unico punto di ripartenza possibile: non solo me stessa, di più! È l’amore per me stessa.

E finalmente riconosco nella giusta dimensione i vari tipi di amore che compongono la mia vita. E tornano ad essere parte viva e vitale del mio quotidiano. Non solo conforto. Stimolo. Energia. Ho allontanato molto, in queste settimane. Era probabilmente necessario. Ma ho anche aperto porte inconsuete, per rimettermi in gioco senza barare. Ora il quadro mi è più chiaro, anche se di strada da fare ancora ce n’è, e molta.

Ma sto riempiendo gli armadi, dopo aver buttato via tanto. E sto accorciando le distanze, dopo aver camminato tanto.

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Si riparteeeeeeeee!!!

Pubblicato: 21 luglio 2017 in 2017
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La dieta è ufficialmente finita (già da un po’, a dire il vero).
Oggi, nella mia camminata quotidiana, mi sono impegnata a cercare una definizione all’inquietudine di questi giorni.
Da una parte devo definire con precisione il prossimo obiettivo. E in questa corsa al cambiamento mi sento un po’ persa. Questa prima fase è stata relativamente facile: un conto calorico, 10/15.000 passi al giorno, tenacia e forza di volontà e i risultati si sono visti.

Ora mi si presenta un’altra montagna da scalare ma, ahimé, non vedo il sentiero. Sono totalmente disorientata anche se so che non posso permettermi di sprecare il mio tempo. Ovviamente il primo punto da affrontare è definire la meta ma, non meno importante, riconoscere e abbandonare tutte quelle idee distorte che mi hanno bloccato in un limbo insopportabile.

Ma c’è un’altra cosa, che riguarda l’oggi. Una cosa a cui non avevo pensato. La barriera che prima mi ‘proteggeva’, mi nascondeva, mi allontanava, non c’è più. Oggi mi sento estremamente visibile. E questo è un bene, spesso è lusinghiero e non succedeva da tanto.
Ho scelto di muovermi in libertà in queste settimane, per ritrovare tinte e sfumature, odori e sapori necessari nel percorso di ieri, di oggi e, spero, di domani.

Oggi, però, sento che mi sfugge il controllo. E’ come se la parte più fragile di me, il mio cuore, fosse troppo esposto e in pericolo. Ho scelto di evitare il più possibile la razionalizzazione, il periodo lo richiedeva. Forse ho anticipato troppo i tempi. Forse avrei dovuto fortificarmi un po’. Basta così poco che un ciclone di emozioni mi travolga, e non sempre è positivo. Se tornassi indietro non sarebbe comunque più come prima. Sono io che sono diversa. Ho solo una direzione da percorrere, tutta davanti a me. L’unica cosa che posso fare, è mettermi alla guida, studiare le carte, abbandonare le zavorre, riconoscere la meta, elaborare il viaggio e ripartire.

 

L’andamento del gambero

Pubblicato: 19 luglio 2017 in 2017
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In realtà i gamberi non camminano all’indietro ma in avanti. È vero però che, di fronte a un pericolo, i gamberi fanno un balzo all’indietro. Come? Con una forte contrazione dei muscoli addominali che provoca la flessione improvvisa della coda a ventaglio, costituita dall’ultimo paio di appendici addominali, gli uropodi. Passato il pericolo, però, riprendono a muoversi normalmente.

(Fonte: Focus)

E’ bastato poco, veramente poco.

Quelle che credevo certezze mi si sono sgretolate improvvisamente davanti e mi sono ritrovata in un luogo che non riconoscevo quasi più ma, ahimé, tanto familiare. E quel che è peggio, totalmente disorientata. L’onda ha spazzato via tutto: i punti di riferimento, il sorriso, la meta. Chi sono, dove sto andando, quali sono i miei compagni di viaggio?

Ho fatto l’unica cosa che so fare bene, ultimamente: camminare. Intanto la rabbia sommergeva ogni cellula del mio corpo. Il respiro annaspava, come sempre, in queste occasioni. Aria! ho bisogno di aria e silenzio. Come un burattino mi sono fatta trasportare da Romeo, tanto ormai conosce le direzioni. Io respiro e cerco, dovendo trovare in fretta l’equilibrio dovuto a chi ha bisogno di una guida che lo trattenga ai margini della disperazione. Fatto.

A questo punto rimango sola e mi sento tanto diversa da poche ore fa. Sento che la gabbia è più solida di quello che credevo. E non so se ho gli strumenti più giusti per creare un varco e cambiare. Prevale il disfattismo. “E’ tutto inutile”. Mentre le lacrime iniziano a scendere sul viso sconfitto.

E’ durato un attimo.

Passato il pericolo, però, riprendono a muoversi normalmente. Anch’io. Ma sono tornata indietro, lo so. E il vento ha cancellato le tracce. Devo ritrovare la direzione. Devo ritrovare la fiducia. Devo ritrovare il sorriso aperto e ottimista. Devo poter abbracciare senza questo muro di diffidenza che sento dentro. Ma mi sto muovendo. Non scappo. Vado avanti.

Il gigante e la bambina

Pubblicato: 17 luglio 2017 in 2017
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La passeggiata mattutina, fresca e sonnacchiosa, mi ha suggerito il titolo di questo post, in quel continuo scambio di informazioni e immagini fuori e dentro di me, a tutti i livelli.

Se il gigante era l’insicurezza e la bambina si trovava intrappolata tra le paure, ora la cosa è virtualmente capovolta. In qualche modo, la nazi-dieta ha avuto molti meriti; uno dei quali, sgonfiare il gigante e ingigantire la bambina. Virtualmente, nel senso che il processo è in evoluzione e ‘the big one’, cioè il grande cambiamento, deve ancora avvenire. Ma tutto si muove. Tutto procede.

Detesto cadere nelle trappole, ma ancora succede. Succede quando qualcuno non prende atto di chi sono oggi e cerca di riportarmi indietro. Succede quando mi trovo a lottare con muri di gomma senza pensare che il problema non sono io.  Succede quando mi sembra ‘normale’ di dovermi accontentare di un sorriso implorato. Non è così.

La bambina è cresciuta. E vuole dalla vita tutto quello che è giusto avere. Ho fatto ordine. Ero fuori fuoco. Ho capito, ora. Identificare le esigenze, le voglie, le necessità. E non concentrarsi su una soluzione. E’ lì che la vita ci può sorprendere, regalandoci alternative del tutto inattese. Rimpicciolire le paure. Ingigantire l’essenza. Non porci limiti. Respirare profondamente. Accogliere a braccia aperte il nuovo. Vivere pienamente.

I had a vision

Pubblicato: 12 luglio 2017 in 2017
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Ho avuto una visione delle mie: una giornata di sole, con una luce quasi accecante, cammino su un trampolino sospeso nel vuoto a una altezza imbarazzante.

Se fosse realtà, sarei terrorizzata. Probabilmente sarei abbracciata a quel pezzo di materiale plastico rifiutandomi di andare avanti o indietro, guardando giù e con la certezza di non uscirne viva.

Ma era una visione (e NON un sogno). E camminavo fiera, andavo avanti, guardavo giù e poi su. E sorridevo.

Ho iniziato a pensare che le esperienze che mi capitano in questi ultimi tempi sono essenzialmente di rottura e di conquista. Sono al centro di una rivoluzione e totalmente aperta al cambiamento. Non so da quanto non mi sentivo così viva. Tendo a rifiutare i ruoli di sempre, potrebbe essere vero. Quando capisco di dovermi mettere in gioco sono contenta, perché vengono fuori tante cose nuove di me. Cerco di accettare gli altri per quello che sono e per quello che possono darmi senza nulla pretendere. Cerco. Sto migliorando. E’ una fase di passaggio, non posso commettere troppi errori. Soprattutto se coinvolgono altre persone.

C’è tanto sole, intorno a me. Le ombre, inevitabili, le guardo senza troppa paura: prima o poi capirò tutto. Cammino lungo il trampolino, guardo fiduciosa in basso. L’acqua è limpida. Ma non è così importante. Perché sono pronta a saltare. E a volare.