Archivio per agosto, 2017

En attendant…

Pubblicato: 27 agosto 2017 in 2017
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In metropolitana. La ragazza con la valigia ha attirato subito la mia attenzione. Una bella ragazza. Grandi occhiali  da sole. Le mani si muovono con discrezione compiendo l’inequivocabile gesto di asciugare le lacrime, prima a destra e poi a sinistra, per tutto il viaggio. E’ successo anche a me, tempo fa. E più speravo di smetterla più le lacrime scendevano. Chissà quale storia dietro a questo pianto. Un amore finito. Un lavoro perso. Una strada che improvvisamente ha preso una direzione non prevista.

Arrivo a casa, porto giù Romeo e incontro una persona che conosco da sempre ma non posso chiamare amica. Iniziamo a parlare dei soliti argomenti di fine estate quando, non so perché, decide di buttare fuori la sua rabbia, mi racconta della fine del suo matrimonio, di tutte le tappe che l’hanno portata a decretare la fine della Storia, quella che avrebbe dovuto essere la Storia ma che ad un certo punto è scoppiata.

Il giorno prima era successo con un’altra persona, racconto sovrapponibile.

Basta. Io che viaggio ininterrottamente alla ricerca di un linguaggio che mi permetta una sana condivisione con il (mio) mondo, mi ritrovo a misurarmi continuamente con muri che non riesco ad abbattere, miei e altrui. Non ho più voglia di difendermi dalle emozioni. E non ho voglia di trovare sempre porte socchiuse in cui fatico ad entrare. Vorrei sentirmi libera in mezzo a persone libere. Ottimista fra persone ottimiste. Felice tra persone felici.

Quindi cammino e penso. Vengo travolta io stessa da desideri contraddittori. Rido e piango. Respiro avidamente per allontanare quel senso di affanno. Quasi quasi mi siedo qui, lungo questo Naviglio, osservo ipnoticamente l’acqua che placidamente scorre, svuoto finalmente la testa, e aspetto.

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Bella

Pubblicato: 20 agosto 2017 in 2017
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Un giorno qualunque, agosto, manca poco al rientro. Prove tecniche di comunicazione. Stai per sganciare la bomba, e io non ne ho proprio voglia.

Iniziano le provocazioni: le prime soft e via via sempre più sul personale. Un tempo sarei rimasta sul campo. Oggi non hai più questo potere. Certo: mi innervosisco. Veramente: credi che io abbia voglia di vivere nella rabbia?

A chiare lettere: NO.

Conto fino a 10, 100, 1000, se serve. Penso a tutto quello che mi dà energia. Devio il pensiero nel positivo. E non reagisco. Perché quando deciderò di farlo, e ci sarà quel momento, spero di riuscire a farti capire tante, tantissime cose. Ma ora non siamo maturi.

Quindi, mi dedico a me. Faccio una doccia e, mentre mi sistemo di fronte allo specchio, intravedo nei miei occhi un qualcosa di (forse) mai percepito prima.

BELLA. E’ la parola che mi si forma in testa. Non sono i chili. Né il taglio. Tanto meno il costume. No. E’ tutto dentro. Sono quella che ho scelto di essere. Finalmente tra l’idea, il corpo, il cuore c’è piena rispondenza. In un certo senso, mi concedo di essere bella. La mia bellezza, ovvio. Fatta del cammino che mi ha portata fino a qui. Dell’energia che alimenta i sogni per domani. Dell’amore per il mio mondo di oggi.

E in questo continuo dialogo quotidiano sento che i livelli (s)conosciuti che riesco a raggiungere sono sempre di più. Non mi sento matta (dovrei? forse sì..). Sento semplicemente che le barriere sono totalmente abbattute. Se la strada (ancor meno la meta) non è chiarissima, il panorama in cui mi muovo è bellissimo. I NO hanno lasciato il posto ai SI, decisi e curiosi. Non cerco più percorsi rassicuranti e conosciuti, perché non ho più voglia di trappole. La libertà non è frutto di decisioni antiche, ma del qui e ora, si ciba delle nuove opportunità, che aprono porte sempre diverse. Non va sempre tutto bene. E’, per forza, un viaggio solitario. Il mio viaggio. Imperfetto. Bello.

Pensieri d’agosto

Pubblicato: 16 agosto 2017 in 2017
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#1 – Fotografie – Da quando sono qui, al mare, mantenendo la consuetudine degli ormai almeno dodicimila passi al giorno spendo i primi 3500 per raggiungere la spiaggia. Qui mi faccio una foto (un selfie…) che regolarmente butto via una volta rientrata a casa.

Non ho mai avuto un buon rapporto con le fotografie, a casa ne ho pochissime e tutte di Giovanni.

Ho chiesto quindi a Giò di farmene lui, cosa che ha fatto. Entusiasta degli scatti, me li ha sottoposti. E io ho nuovamente cestinato tutto.

Ora ho trovato la mia chiave per fare un passo in avanti. Ho iniziato a giocare tantissimo sulle immagini fino a trovare risultati soddisfacenti. Butto via meno e gioco di più.

#2 – Fuoco o fiammella? – Fisso la fiammella e mi chiedo cosa fare. Se fosse buio pesto basterebbe quella a darmi sollievo, ma buio non è. Posso aspettare e vedere se si alza il vento e sperare che si trasformi in un fuoco; oppure temere che la prima pioggia la spenga definitivamente. E chiedermi se il fuoco in realtà l’ho visto solo io, non c’è mai stato né mai ci sarà. O soffocarla con le mie mani, e ripartire da qua. Quindi la fisso e la osservo, e non so decidermi. Sono sicura che chi mi vuole bene mi direbbe: “che fretta hai? prenditi tutto il tempo che ti serve!”. Sento di non avere tempo da sprecare, tutto qua! Le emozioni sono preziose.

#3 – Amiche – Che dire? tanta roba!
in questi tempi di WhatsApp non si parte più da soli. La comunicazione non si interrompe mai. Le finestre sono sempre aperte, quando si ha bisogno di ridere, sfogare la rabbia o di  un abbraccio consolatorio. Nulla sostituirà mai un’uscita vera, tra lacrime e risate. Ma la profondità che a volte raggiungo in certe conversazioni o la leggerezza in altre, è impagabile. Quindi: grazie amiche! Bello sentirvi sempre con me

#4 – Peso – Fissazione quotidiana. La parte sana di me sa tutto. Che devo recuperare due o tre chili, muovermi, rassodare, etc. etc.  Poi c’è l’altra parte. Quella che si sveglia la mattina e controlla che tutto sia a posto, che corre alla bilancia sperando che  nulla sia cambiato, che vive un solo un chilo in più come l’inizio del fallimento. E che pone tutte le barriere alla parte sana di me. Non dimagrisco più, questo no. Ma recuperare quei due o tre chili …

Le mie vacanze non stanno andando nella direzione che pensavo. Ma va bene lo stesso. La calma non mi appartiene, in questa fase. Vorrei capire tutto, decidere, andare avanti. Ma non tutto è fattibile nell’immediato. In questo ping pong emotivo in cui cambio opinione e certezze con la velocità della luce, mi rendo conto di essere spesso indecifrabile. Non conosco altre strade. Devo farmi travolgere, esplodere, morire e rinascere tutte le volte che serve. Devo sentirmi piccolissima. Poi un gigante. Devo attraversare tutto e farmi attraversare. Prima o poi vedrò la luce. Fuoco o fiammella?

Se io sapessi…

Pubblicato: 10 agosto 2017 in 2017
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che andrà tutto bene.. come sarebbe più leggero il viaggio (imperfetto sempre, ma più leggero)…

Se io sapessi che dopo tutta questa salita troverò il luogo più meraviglioso dell’universo (e non un baratro o un’altra salita) correrei, nonostante la pendenza.

Se io sapessi che quando mi manca l’aria non è per sempre, basta aspettare un attimo, ritrovare la calma, accettare anche qualche istante di apnea tanto piano piano il respiro torna a farsi grande, non penserei ogni volta di dover morire.

Se io sapessi che mi posso fidare, eviterei di sbandare continuamente e come sarebbe più aperto il mio sorriso!

Se io sapessi che tutti i sorrisi che mi sono stati regalati oggi, nella mia passeggiata solitaria, sono riuscita a ricambiarli tutti (proprio tutti), senza ombre, senza forzature… come sarei contenta!

Perché oggi, nonostante le turbolenze, mi sento forte. Mi sento serena. Mi sento in grado di sorridere, fidarmi, respirare, correre, salire e viaggiare, accettando tutti i rischi che la vita comporta. Perché non mi faccio male se non quando mi nascondo in un angolo per non accettare la sfida. Perché ieri, mentre tutto franava, ho visto il sole finalmente grande e splendente. E se tutto, come si dice, accade per un motivo, ora penso di sapere qual è.