L’orchidea va in cattedra

Pubblicato: 21 novembre 2017 in 2017
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Oggi mi sento forte (senza un vero perché). Anche se oscillo e sono ancora troppo esposta alle opinioni altrui.

Vorrei vivere in un mondo muto, per un po’. Vorrei che gli specchi restituissero a tutti la stessa immagine. Ma non è così. Vorrei essere veramente trasparente, in modo  che, prima di aprire bocca, le persone si rendessero conto di come sto.

Ma a chi devo rendere veramente conto? Banalmente: a me stessa, ovvio. E direi Giò. Stop. Stronza? può darsi. Ma, come diceva Vasco:

Egoista… certo… Perché no!
perché non dovrei esserlo!…

Quando c’ho il Mal di Stomaco
con chi potrei condividerlo!… oh!

Quindi, signore e signori, si va in scena. Alzo gli scudi a difesa del cuore, respingo i giudizi non richiesti e cerco trampolini di lancio.

Si, perché nonostante tutto, ho brutto vizio di sognare. Ogni giorno di più. Sabato sera, lo spettacolo dei BLUE MAN GROUP (thanks brother…), ha dato il via a una ricerca (..in corso…) su come poter ottenere un simile livello di coinvolgimento usando SOLO le parole. Le parole possono essere potenti, ma trovare un forte registro evocativo sugli altri sensi non è facile. Bisogna usare tutta la creatività per cercare i sentieri più nascosti. Meno consueti.

Poi, scherzando con Giò, ho pensato alla mia casa, quella che vorrei, con un lungo corridoio, il parquet vecchio e scricchiolante, enormi finestre, le stanze che servono più una, un terrazzo comodo e, sulle pareti, graffiti ovunque. Giò entusiasta.

Infine, immaginando il mondo che vorrei, ho pensato che sarebbe bellissimo incrociare la mia vita solo con le persone capaci di vivere i sentimenti. Danzare con le emozioni. Scambiarsi i colori più luminosi. Abbattere le barriere mentali. Che senso ha (la vita, addirittura), altrimenti?

Il mio sguardo si è posato sull’orchidea destinata al secchio del verde perché uccisa dalla mia indifferenza. Nonostante la mancanza d’acqua da settimane, ha trovato chissà dove le risorse per far nascere un nuovo ramo verde, forte. Ti sei meritata l’acqua. Mi hai ridato la speranza.

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