Archivio per dicembre, 2017

Il latte freddo alla signora..

Pubblicato: 29 dicembre 2017 in 2017
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Free like a bird

Il latte freddo alla signora..

Non so se mi abituerò mai a sentirmi  chiamare così. Anagraficamente sono abbondantemente una signora. Lo status c’è tutto. Ma, niente.. non riesco proprio a sentirmici. Chissà. Macchio il mio caffè. Bevo ed esco. La città mi aspetta, agghindata e luccicante. Profuma di Natale. Ma ormai siamo tutti proiettati ad accogliere il nuovo anno.

-“Speriamo che sia molto meglio di quest’anno”.-

No.

Per quanto mi riguarda non posso proprio essere d’accordo. I primi tre mesi sono stati tra i più brutti della mia vita, ed erano necessari per arrivare al punto di non ritorno, per raccogliere la forza, la rabbia, l’energia per affrontare la svolta. Non credo di essere mai cambiata così tanto in così poco tempo, prima. Non mi riferisco ai chili: quelli sono la parte evidente del Cambiamento. Ma non finisce lì. Ho finalmente visto con chiarezza tante cose. Ho recuperato aspetti sepolti non so nemmeno io da quanto tempo né perché. Ho fatto un viaggio riconquistando via via l’essenza, ritrovandomi pezzo dopo pezzo, ricucendo, esplorando terreni mai esplorati. Ho deciso io, finalmente per i giusti motivi, dove annullare le distanze e dove, al contrario, erigere quei muri sani di difesa. Sono cresciuta, accettando di vivere senza accontentarmi.

Il cambiamento non finisce con dicembre. Sto andando avanti. E sono più determinata che mai. Quindi. Saluto il 2017 augurandomi che il nuovo anno assomigli il più possibile a quello che ci sta lasciando. Nell’intensità emotiva. Nell’energia vitale. Nella propensione al cambiamento. Spero solo in più occasioni professionali. E di riuscire a cogliere e sviluppare tutte le idee che viaggiano fuori e dentro di me. Voglio continuare a sentire con tutta me stessa la vita. Voglio che la testa stia sempre un passo dietro al cuore. Anche due. Spero di perdermi e ritrovarmi tante e tante volte. Di salire sempre più in alto accettando le discese più scomode. O dolorose. Spero che allungando la mano troverò sempre qualcuno capace di viaggiare con me. Ma, se così non fosse, cercherò ancora. E ancora. In questo viaggio. Imperfetto?

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…Christmas!

Pubblicato: 25 dicembre 2017 in 2017
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Auguri! 

Santa Claus’ Main Post Office
Tähtikuja 1
96930 Arctic Circle, FINLAND

Alla cortese attenzione del Sig. Santa Claus

Scusa il ritardo. Ho girato in lungo e in largo, scansando a modo mio il rosso, l’oro, presepi, alberelli, lucine, carta da regalo, nastrini, candele…

Ma ieri sera, passeggiando verso il mio appuntamento, la grande città nel suo splendore natalizio mi ha investito. E mentre litigavo col navigatore che non mi dava precise indicazioni per giungere in tempo, gli ambienti di un negozio di mobili hanno attirato la mia attenzione. C’era qualcosa, in quei quadretti artefatti, che mi ha violentemente catapultato nell’unica casa che, nella mia personale iconografia, significa famiglia.

E, se da un lato c’è sempre quel dolore latente per chi al pranzo del 25 non ci sarà (ma che a suo modo c’è), non ho potuto fare a meno di tirare un sospiro di sollievo, profondo, profondissimo. E sentire, finalmente, quel senso di gratitudine uscire dal cuore, o anima, comunque un punto lontanissimo dentro di me. E se l’ultimo anno è stato fondamentale, nel Male e nel Bene (in ordine di apparizione); e se sento di essere nel bel mezzo di un processo di profondo cambiamento; e se credo di poter urlare alla vita: so, lo so, sono convinta che il meglio deve ancora arrivare!

Grazie. Devo molto ad ogni singola persona che ha un qualunque ruolo nella mia vita: spesso, tra resistere o lasciarsi andare la differenza può farla anche solo un sorriso sincero. Quindi, ancora, grazie. Ai sorrisi, alle risate, alle parole dette e ascoltate. E a tutto il resto.

Quest’anno, tra i vari buoni propositi, c’è una totale apertura e fiducia con cui ho intenzione di attraversare la vita. Perché l’ho capito che è l’unico modo in cui tutto ha un senso.

Veniamo a noi, caro Babbo Natale. Capisco il ritardo, ma il primo a cui ho intenzione di credere sei tu. Penso non ti sarà difficile farmi trovare sotto l’albero quel briciolo di fortuna di cui ho bisogno. Magari suddiviso in 365 pezzettini, in modo che ne abbia un po’ tutti i giorni.

All’amore, all’amicizia, alla creatività: ci penso da sola.

Fiduciosa, ti auguro un buon lavoro.

Cordialmente,
Valeria

L’inverno ha fatto il suo ingresso. Brutale, di prima mattina. Ma il sole riesce a fare il suo dovere e, quando decido di portare a spasso il paziente Romeo, la situazione risulta addirittura piacevole.

Volendo esagerare, cerco di soffiare sulla brace in cerca di una qualunque fiammella che si trasformi in un deciso fuoco. Musica, il più potente mezzo evocativo, almeno per me. Spotify, le hit di Natale. Alla seconda traccia ho la tentazione di rinunciare, troppo fastidio! Prendo il telefono in mano… Ma…. Santa Claus is coming to town, versione Live di Bruce Springsteen… Oh oh oh! un piccolo varco! Un sorriso, e mi ritrovo lungo il naviglio, a canticchiare e passeggiare a tempo con la musica. Dura quanto il brano, poi di nuovo miele e campanellini… chiudo spotify, per oggi va bene così!

Mi rimane il buon umore, un naviglio accogliente, un freddo decente, un sole gradevole. Continuo la mia passeggiata, ho stranamente la testa vuota, posso quasi definirmi rilassata e in buona armonia con il mondo, con il mio mondo ma non solo. Non è che vada tutto  bene, ma la guerra è lontana, sembrerebbe. E’ vero che a volte basta molto poco per cancellare chilometri di passi in avanti. Ma percepire la volontà generale di fermarsi in tempo è già un successo. Non tutti i cocci saranno recuperabili, le ferite più profonde rivelano cicatrici troppo fresche, ma oggi respiro. Ho attraversato l’inferno, e ho trovato le risorse per uscirne. Probabilmente io stessa mi rispetto e mi amo come mai prima, cerco di costruire sulle macerie, per me e non solo. Le certezze sono Certezze. Oggi, quando mi guardo allo specchio non vedo, come tutti, una persona troppo magra. Vedo una donna. Che meno di un anno fa ha detto: basta! Mi accarezzo la pancia, finalmente piatta, e faccio fatica a credere di esserci riuscita. Non c’è più la vergogna di un peso insopportabile, quei vestiti comprati senza il coraggio di guardarsi allo specchio e accantonati subito dopo in un armadio senza senso. Oggi, in una giornata qualunque di dicembre, in un momento in cui fa freddo, ma non freddissimo, cammino con orgoglio verso il destino: il mio, ma non solo.

…6 days to Christmas..

Pubblicato: 19 dicembre 2017 in 2017
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..come recita il calendario digitale che ogni tanto mi ricordo di aprire.. Quest’anno sono riuscita ad evitare tutto: decorazioni, albero, regali. Le richieste di Giò, giustamente pressanti, ma occultate da problemi più stringenti: la Grande Scelta.

Poi, stamattina, sotto la doccia, mi scopro a canticchiare un motivetto. Una stupida canzoncina di Natale. Alla fine tocca arrendermi.

Fatto il viaggio in cantina, procurato il necessario e, finalmente, consegnato il tutto: divertiti!

L’altro giorno, una struggente canzone alla radio, per un attimo, mi ha aperto il cuore, riportandomi a quando il Natale era il Natale. Il trionfo dei desideri, il catalogo dei giochi tra le mie piccole mani, dovevo solo scegliere e l’omone in rosso mi avrebbe fatto felice, consegnandomi tutto. Il perché o il percome era ininfluente. Era una cosa piccolissima in confronto al fatto che un buffo signore, che peraltro non mi conosceva, si sarebbe fatto carico dei miei desideri e dei desideri di tutti i bambini del mondo.  Fantastico!

E’ stato solo un attimo. Come si chiama? ‘La magia del Natale’… non ce n’è, rimane dentro.

Quest’anno non sento niente. Ma persino chi mi conosce bene ha equivocato. Non è tristezza, la mia. Non è mancanza, la mia. Né disillusione. Niente di tutto questo. Al contrario. Sono  in un continuo ribollire di desideri, di traiettorie, di futuro possibile. Sballottata come dentro un vortice da una centrifuga, ovunque intravedo possibilità. Un complicato garbuglio da attraversare. E da farmi attraversare. Sono impegnata a vedere il prossimo passo. Cerco tracce. Intuisco percorsi. Ho fatto pulizia, per non portarmi in giro troppe zavorre. Mi sento forte come da troppo tempo non mi sentivo.

Quindi.

Mi piacerebbe potermi aggrappare alla mano dell’omone in rosso, farci due chiacchiere e consegnargli la mia personalissima lista. Ma quel tempo è andato. Continuerò a cercare e a muovermi, senza troppe domande. Guarderò lucine e addobbi senza troppe emozioni. Augurerò a tutti la felicità e la magia. Sperando, in fondo, di venirne investita almeno un po’.

Oltre la nebbia

Pubblicato: 13 dicembre 2017 in 2017

MADRE TERESA DI CALCUTTA

Due giorni di alimentazione totalmente insensata mi hanno catapultato nel baratro del fallimento: non tanto per la bilancia, sono ancora sottopeso e ho margini. Mi sono trovata, dopo tanto tempo, fuori controllo. Non si è trattato di mega abbuffate, ma di un continuo mangiare, passando dal dolce al salato, dal salato al dolce. Poi camminata, poi cyclette, per non sentirmi del tutto sopraffatta.

La nebbia della mattina mi corrispondeva. Ma dopo pranzo, un bellissimo cielo azzurro, il sole e il freddo più sopportabile, mi hanno restituito il buon umore. Ho camminato, per raggiungere i miei 10000. Ho fatto ballare dentro di me, disordinatamente, parole e immagini, fino a quando ho visto una frase, chiara, nitida: io ti perdono. Un sussulto, un brivido. Sì, era di questo che avevo bisogno. Si era creato un diabolico loop in cui più mi imponevo di smetterla meno riuscivo ad avere il controllo della situazione. Non c’era amore. Solo tanta, tantissima rigidità.

Non sempre le cose vanno come vorrei. In questa fase, tra i desideri e la realtà c’è grande distanza. Vivo, comunque, un’atmosfera più serena intorno a me. Apprezzo tutti gli sforzi e cerco di fare la mia parte. Ma. Non riesco a ignorare i buchi, dentro e fuori di me, che prima o poi dovrò chiudere, vivendo al 100%. Oggi prevale l’idea di equilibrio. Fino a quando resisteremo. Per oggi la nebbia non c’è più, la fame si è zittita, ho ritrovato l’amore per me stessa. Un buon compromesso.