Archivio per marzo, 2018

Sulle tracce della felicità

Pubblicato: 31 marzo 2018 in 2018
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Il lungo letargo sta per finire, per tutti, mi auguro. Anche la primavera approfitta di ogni piccolo squarcio per ricordarci che sta arrivando, veramente. Questo freddino non riesce a fermare un processo che è già in atto. Fiori e germogli che ieri non c’erano, oggi arricchiscono rami rigenerati. Aspetto l’esplosione.

Intanto cammino, e vedo. Guardo. Osservo. Sento.

Lascio aperta la porta dell’ottimismo, l’altra proprio non vale la pena. Seguo ogni piccola traccia di vita che mi procuri del benessere. Sento un lontano sussurro che mi suggerisce ‘Andrà tutto bene!’. E mi ritrovo a ripeterlo come un mantra in questo periodo in cui non ci sono scelte giuste o sbagliate, ma solo scelte. Scelte e basta. Per capovolgere il mondo. Per compiere quel passo e ritrovarsi esattamente dove ho, più o meno inconsapevolmente, fissato la meta, camminando confusamente, senza sapere la direzione, seguendo la bussola impazzita dei miei umori. Era tanto che non mi sentivo così bene.

Le persone entrano ed escono dal mio orizzonte e mi accorgo di non avere più pretese. Mi piace muovermi in assoluta libertà e sentire che il mio mondo si comporti esattamente così, senza riti obbligati, convenzioni, stronzate simili. Ci si incontra, si condivide, si ride, si parla, ci si saluta. Fino alla prossima. Intanto lavoro e scavo, ripulisco, butto via, fortifico. E’ un lavoro a tempo pieno, ma i risultati iniziano ad esserci. Finalmente il mio sorriso non nasconde più rabbia, delusione, amarezza. Sorrido non all’illusione, ma alle tracce che vedo, ovunque intorno a me, di una felicità possibile.

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Dentro l’armadio

Pubblicato: 17 marzo 2018 in 2018
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Giornata di pioggia. Senza speranza. Mi sento in gabbia. Anche se uscirò, e camminerò. Ma non è lo stesso,  quando c’è il sole a farmi compagnia. E i primi timidi segnali di primavera.

Tra lo specchio e l’armadio, non so decidere cosa mi innervosisca di più: il primo proietta una distorsione mentale con cui non ho voglia di fare i conti: troppo grassa, troppo magra, troppo sbagliata.

Il secondo è un insieme, per lo più vintage, di capi di tutte le taglie. E’ il primo posto in cui vorrei mettere un po’ del mio amore. Inizio a tirar fuori maglioni, pantaloni, gonne e vestiti. Tutto fuori misura. Per lo più enormi. Ma. Buttare via tutto: e se poi torno a ingrassare? Buttare via le cose più vecchie: mhhh…. e se tornano di moda? Buttare via le cose più brutte: questo sì!

Il risultato, ovviamente, non mi soddisfa. L’armadio è ancora pieno di cose che non mi rappresentano più. In un angolino c’è quello che metto: taglia giusta, per lo più jeans e maglie e cardigan. Stop. Così non va. Parlo di cambiamento. Ho fame di cambiamento. Ho bisogno cambiamento come l’aria che respiro. Ma se tengo tutto, se non butto via per la paura di rimanere nuda. Se non creo lo spazio. Se non mi vedo diversa da ieri e da oggi. Mi condanno da sola.

Tutto da rifare. Copro lo specchio, prima o poi faremo un discorsetto, io e te. E riparto da zero. Dentro l’armadio, ci devo essere io, oggi e domani. Devo metterci l’amore. Il rispetto. Il cambiamento. Vero.

Viaggio al centro dell’amore

Pubblicato: 14 marzo 2018 in 2018
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Vedi? Non sono così intelligente come dici tu. Ci ho messo tanto (troppo) tempo, ma alla fine ho capito.

Il viaggio nella mia testa non si ferma mai, procede secondo mappe improbabili, ed è facile perdersi, in questo disordine. La cosa bella è che non sono triste. Sto ripartendo senza compagni di viaggio ma ho tanti pensieri a tenermi compagnia. Pensieri instabili, li ha definiti qualcuno recentemente. Già.

Lo spunto interessante è un incrocio tra le chiacchiere con le amiche e un libro che sto rileggendo. Alle volte penso di seminare frutti preziosi, ma il raccolto raramente mi soddisfa. Penso di essere sempre io quella sbagliata. Ed è proprio così. Mi sopravvaluto e mi sottovaluto, come il movimento di uno yo-yo perpetuo. Autorizzo il (mio) mondo a trattarmi mediocremente. Perché sono io la prima a farlo con(tro) me stessa. Basta!

Ho aumentato i passi quotidiani. Oggi si stava divinamente lungo il naviglio. Profumo di primavera e cappotto a casa.  Non posso pretendere da nessuno quello che io per prima non riesco a dare. Amore. Fiducia. No. Ho continuato a sbattere la testa contro lo stesso muro. Ne avevo bisogno? non importa, probabilmente sì. Oggi, anzi: da oggi, la ricerca riparte dentro di me. Non sono le ferite a farmi male, è il vuoto. Il nulla. Le briciole.

Quindi, senza scuse, cerco amore. Quello che io posso tirare fuori da me stessa. Per me stessa. Per il mondo che voglio. E per la vita che voglio vivere.

Considerando che l’amore non ha prezzo
Sono disposto a tutto per averne un po’
Considerando che l’amore non ha prezzo
Lo pagherò offrendo tutto l’amore
Tutto l’amore che ho

Dondola dondola

Pubblicato: 2 marzo 2018 in 2018
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Va su e giù, l’altalena. Avanti e indietro. Ora sono in alto, che sento quasi le vertigini. Schiena in avanti e vado giù. Schiena indietro e vado su. Ammiro il cielo, blu. Vorrei staccare le mani e provare a volare. Ma non sono così leggera. Né ho tanta rincorsa. Saranno le domande, sempre le stesse, che non mi danno pace, né risposte chiare. Sono come delle zavorre. Mi tengono ancorata qui. So tutto. Eppure sono ferma. In un continuo dondolare che quando salgo sono Felice, e tutto mi sembra possibile. E tutto mi sembra vicino. Facile. Ma, all’improvviso la discesa, di cui non vedo la fine, in cui mi sento sola, terribilmente. E inutile.

Non sono programmata per l’equilibrio; o l’ordine. Intanto ammucchio manuali in cui mi insegnano come si fa. E impilo i buoni consigli di chi non sa, non sente, ma parla. Vorrei darvela, per un po’, la mia vita. Sono sicura che trovereste il bandolo. Prima e meglio di me. Purtroppo non si può fare. Quindi provo a spingere più forte, perché a ogni spinta ritrovo qualcosa. Ed è questo il bello. Il mondo, anche (e soprattutto) guardandolo dal disequilibrio, ha stimoli ovunque. Chiavi che arrivano da chissà dove e aprono porte che nemmeno immaginavo, chiuse. E’ l’istinto, baby: antenne su, paranoie giù, dondola, spingi, su e giù, accettando tutto. E chissà!