Archivio per agosto, 2018

Venerdì. Ho visto di meglio.

Pubblicato: 31 agosto 2018 in 2018
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Va bene. Non può essere sempre estate. Succede di aver sbagliato qualcosa e capire di partire troppo tardi da casa. E dalla quantità di gente lo capisco che ho perso la solita metropolitana.

Fuori dalla metropolitana guardo il cielo talmente nero che sembra inverno. E quel vento, mamma che vento…. L’ho capito che non porta niente di buono. Infatti. Da zero alla grandine con una velocità mai vista. Sono completamente fradicia.

Intanto. È venerdì, il giorno della coccola e non c’è diluvio che possa farmici rinunciare. Amen. Due sorrisi e chiacchiere accoglienti non hanno il potere di aggiustare tutto, ma addolciscono questo inizio di giornata.

Posso fare di meglio. Guardo alle mie cose con sincerità e sistemo le carte in mio possesso. Niente male. Devo solo imparare a tenere la distanza di sicurezza.

Non lo farò, già lo so. Mi piace toccare fino a scottarmi. E così sia.

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Tra desiderio e realtà

Pubblicato: 28 agosto 2018 in 2018
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Scrivo meno. Ho bisogno di trovare delle idee. E le idee hanno bisogno di tempo. E di perfette condizioni ambientali in cui germogliare.

Ho avuto due giorni per me. Mi sono permessa un piccolo lusso: lasciare la guerra al suo destino, in un livello molto al di sotto dei miei piedi.

Quindi ho fatto un salto, altissimo. E, nella solitudine, quassù, con tutto così lontano, ho messo in ordine i miei desideri. È tutto così chiaro, in me. Certo, qui, dove tutto può essere. Perché se scendo nella realtà, tutto cambia. Ma, per ora, rimango su. E alimento lo spirito, prendendo tutto quello che posso, tutti gli stimoli, le sensazioni e le emozioni che trovo. O che mi vengono regalate. Le combino, le attraverso, le vivo.

La testa tace. Non è il momento dei grandi pensieri. I sensi, fuori controllo, esplorano questa nuova dimensione, sperando che duri a lungo. Le idee, qui, si muovono liberamente, perché liberamente devono crescere. C’è tempo. Per ora non scendo. Sto qui. Sto bene.

IO

Pubblicato: 24 agosto 2018 in 2018
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Treno. Direzione Milano. Finita.

Meglio così. E’ stata una vacanza di scrittura e passi, essenzialmente. Pochi bagni, tanti pensieri. Come sono fatta io. Ma ho percorso delle strade che prima non vedevo, pur procedendo disordinatamente. Lo sono, d’altronde, disordinata.

Quindi torno a casa, con un impegno preso con me stessa che non è per niente leggero. Ma che voglio portare a termine perché ho deciso di non dar spazio alla paura e buttarmi. Preferisco schiantarmi col sorriso. Che sopravvivere.

I «buoni motivi», le scuse.. mi impediscono di vedere oltre il prossimo passo. Ma va bene così, alla fine io sono questa. I progetti troppo lunghi mi tolgono il respiro.

Ieri ho fatto una piccola cosa che mi sono negata da un po’ di tempo: ho pubblicato una mia foto. Ed è stato liberatorio. Non devo farmi condizionare più. Devo essere, e fare, quello che sento, accettando quello che viene, se viene.

Ci sono parole che non ho scritto, immagini che non ho mostrato. Ma non va bene. Non sono io. E oggi, più che mai, ho bisogno di coerenza. Essere. Io. Al cento per cento: io.

Domenica d’agosto

Pubblicato: 20 agosto 2018 in 2018
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Ieri ho fatto due lunghe passeggiate. E un giro in bici per togliere qualcuno dalla posizione di sdraiato cronico con cellulare perennemente in mano.

Nel pomeriggio, tra una pineta e un viale, tra archi e raggi, ho percorso la passeggiata sopraelevata che unisce le varie rotonde. Ho finalmente sentito un profondo senso di benessere, uno stato che si avvicina molto, e lo dico sottovoce, alla felicità.

È che ho capito tante cose in questi pochi giorni.

La cosa più importante di tutte: ricordarsi di mandare tutti i giorni a fanculo la paura.

Tra tutti i miei talenti 😉 ho sempre evitato di spingere su quello che mi dà più piacere. Ora basta.

Per educazione, mi sono attribuita anche colpe non mie. Ora basta.

Per insicurezza, non ho scelto, mi sono fatta scegliere. Ora basta.

Per come sono oggi, eccessiva, testarda, oltre… ma mi va bene così, quindi basta!

Se penso a un anno fa, che facevo le stesse passeggiate, ma mi mancava la leggerezza. Oggi scelgo. Di spingere l’acceleratore. O il freno, se serve.

Mi permetto (finalmente) di essere: scrivere di me stessa mi ha permesso di trovare le parole. E quando si da un nome alle cose vissute diventa tutto più semplice. Non facile. Non bello. Ma semplice. Ho visto chiaramente la strada che stavo cercando.

Quindi. Mi permetto finalmente un po’ di felicità. Mi permetto una possibilità di realizzazione. Scannerizzo il mondo per scegliere. Non mi assumo più le colpe altrui. Cerco di frenare le fughe, a volte funziona. Ma riesco a tornare indietro, quando capisco. Che era solo paura. Fanculo!

Time out

Pubblicato: 18 agosto 2018 in 2018
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Ieri il mio cuore mi ha chiesto una pausa. Ho dovuto ascoltarlo. Le pile erano al minimo.

Questa mattina ho fatto una bella scoperta. Tutto il lavoro di “pulizia”, che peraltro non è finito, ha liberato dello spazio. Il sole è tornato a splendere. Decisamente.

Mi sento persino più bella, senza quella pesante nuvola nera intorno. Oggi vedo i colori, sento le voci, mi lascio raggiungere. Ed è bellissimo. Mi sento nuovamente oltre le nuvole, con infinite possibilità davanti a me. Probabilmente troppo ottimismo. Chi se ne frega!

Ieri ho pensato che quando arriva un terremoto e rade al suolo tutto e bisogna pensare alla ricostruzione, ci sarà pure un protocollo da seguire. Tipo: iniziare ad analizzare le macerie. Non è detto che sia tutto da buttare, ci possono comunque essere nascosti piccoli o grandi tesori.

Oggi, in pratica, sono qui con la scopa in mano e, cantando le mie canzoni preferite, faccio spazio. E progetti. Piccoli per ora. E sento di nuovo le piccole e grandi emozioni danzare con me. Andrà tutto bene, l’importante è muoversi. E’ già da un po’ che se analizzo la mia posizione, a ritmo regolare, non è mai la stessa rispetto alla “rilevazione precedente”.  E procedendo su questo sentiero, oggi mi stendo e prendo il sole. Allontano con forza paranoie non mie. Respiro a pieni polmoni quest’aria che sa di Vita. Pronta a ricominciare il lavoro più difficile.

Quest’estate…

Pubblicato: 16 agosto 2018 in 2018
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.. è difficile. Ho scelto una vacanza tutta mia, perché questo viaggio lo dovevo fare.

E lo sto facendo. Con tutta me stessa. Cercando di separare la realtà, a cui devo comunque il mio sorriso più convinto, e il mio percorso, in cui cerco di tirare fuori con spietata verità tutto il mio vissuto.

È un’estate difficile. Non credo che tornerò riposata. Non sarò più forte. Non avrò le idee più chiare. Probabilmente sarò semplicemente più sola. Ma non importa. Questo viaggio andava fatto. E magari prima o poi tutto avrà un senso. E riuscirò a vederlo.

In quest’estate in cui le parole contano di più delle onde del mare. In cui solo il vento è riuscito a raggiungermi. E le cicale non mi rasserenano come prima. In cui i teatrini di sempre mi provocano solo indifferenza. Le emozioni aprono frontiere invalicabili. La confusione è massima.

Quest’estate, proprio questa, in cui non vivo veramente, ma viaggio continuamente, rischia di essere, forse, la più importante della mia vita.

(dis)Orientamento

Pubblicato: 15 agosto 2018 in 2018
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Vago in un territorio difficile, quello in cui il presente è già passato ma il futuro indefinito. Il presente è un insieme di attimi che accolgo come si presentano.

Sono senza bilancia, e questo è un problema, devo tenere almeno fissa la situazione.
E sono senza il mio Virgilio, cosa che mi destabilizza, perché devo fare i conti da sola con tutte le mie debolezze. A peggiorare la situazione c’è la scrittura. Sto mettendo ordine. Ma il viaggio nel Caos sta risultando più doloroso di quanto mi aspettassi.

Oggi, approfittando del fresco arrivato con le piogge di stanotte, ho costretto Romeo a una lunghissima passeggiata. Ho trovato la bilancia. E ho lasciato liberi i miei pensieri. Mi sono chiesta quanto valga la pena, per me, non scappare. Se è una prova di coraggio. O puro masochismo. Io lo so che pretendo moltissimo dagli altri, probabilmente più di quanto io riesca a dare, se fossimo in una logica di «tanto al chilo».

Se una persona mi fa sentire tanto scoperta, forse non sono in grado di includerla nella mia vita. E ho immaginato di eliminarla. Così, come puro esercizio. Una parte di me si immediatamente ribellata: «ti manca solo di tornare indietro…» E indietro dove? A quattro mesi fa? un anno fa? cinque anni fa? No, non è così! Se rinunciassi a qualcuno non tornerei da nessuna parte. MA dovrei ripartire. Da quello che sono oggi. Dai progressi che ho fatto. Non perderei niente di quello che è stato. Ma perderei di quello che potrebbe arrivare nel futuro.

Sono disposta? non lo so.

Allargando il concetto, dovendo affrontare l’altro problemino, il peso, vale lo stesso principio: riguadagnare qualche chilo, con calma e con amore, non significa tornare indietro. Ma andare avanti nella giusta direzione.