Archivio per settembre, 2018

Inevitabilmente

Pubblicato: 14 settembre 2018 in 2018
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Non troppo tempo fa è caduta la benda dai miei occhi e finalmente sono riuscita ad accorgermi di tante cose.

Prima vivevo come se tutto fosse inevitabile, procedevo e credevo. Cieca e sorda. Non mettevo in discussione nulla. Quella sbagliata, mai abbastanza, sempre troppo… ero sempre io.

Inevitabilmente, per evitare colpi mortali, diretti a me, ma non solo, ho camminato come una funambola, cercando un equilibrio nel caos, un fiore tra le macerie. E sono risultata fredda, gelida addirittura; o peggio. Se ci si ponessero delle domande, se si cercassero delle risposte, prima di definire le etichette ci sarebbe meno dolore in circolo.

Pochissimo tempo fa, ho scoperto di essere forte. Ma, inevitabilmente, continuo a sbagliare, come tutti. Solo che ho deciso di incedere rispettando il mio bisogno di capire. Di sentire che ogni singolo fottutissimo passo vada nella giusta direzione. Che è la mia direzione. Che è la mia vita. E, inevitabilmente, non solo.

A chi cerca sempre una vittima per affondare il suo dolore voglio dire una sola cosa: mi spiace. Veramente. È che a furia di colpi sono rinata. È che rischi di perdere tutto, ma proprio tutto. Inevitabilmente.

Ritrovarmi

Pubblicato: 9 settembre 2018 in 2018
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Un bicchiere di prosecco, olive condite, triangolini di mais e un sorriso: voilà! Non mi serve altro.

L’orecchino scomparso qualche mese fa è misteriosamente riapparso mentre stavo pensando che oggi, più di ieri, sono consapevole di avere oltrepassato una soglia.

Ci sono arrivata (thanks) attraversando una dimensione altamente emozionale. Ho fatto un viaggio che mi ha permesso di vedere un nuovo modo di vivere le cose che non avevo mai pensato possibile. Tutto questo ha lavorato dentro di me e ha aperto questa porta, probabilmente LA porta.

Perché, allargando questo concetto, ho (ri)visto le infinite possibilità che ho scartato per seguire una strada che è stata la mia strada, scelta, voluta, ma che ora non mi rappresenta più.

Quindi mi ritrovo in una specie di giardino incantato, esploro, osservo e studio, completamente sola, ma senza paura, senza quel senso di delusione che ha caratterizzato gli ultimi giorni. Si è trasformato in gratitudine, da sola non avrei visto, probabilmente.

Guardo il mio orecchino, mi chiedo da dove sia sbucato fuori, ma che importa? Oggi sono pronta a viaggiare senza capire, a osservare senza barriere, ad assaggiare senza paura. Per (ri)trovare, al di là del (mio) mondo conosciuto, quello che non ho saputo vedere in questi anni e che, inevitabilmente, mi ha portato così lontano dalla mia natura.

Oltre

Pubblicato: 5 settembre 2018 in 2018
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Il profumo del cambiamento ha avuto il potere di spazzare via quel senso di amarezza e delusione che ha caratterizzato le ultime giornate.

Meglio così: sabato è il mio compleanno e intendo arrivarci con il sorriso.

Il vento del cambiamento, se pur debole, ha aperto nuove prospettive e attivato energie importanti.

Domande destinate a rimanere intrappolate dentro di me, solo perché non posso ammettere di non aver capito proprio niente. Ma pare sia così.

Ho bisogno di sincerità. Responsabilità. Chiarezza. Ma non me l’aspetto più. Non mi aspetto più niente.

Mi sono ricordata di un piccolo e ovvio pensiero che mi ha attraversato quest’estate: fino a quando mi comporto da vittima SARÒ una vittima. Fino a quando mi aspetto l’abbandono avrò l’abbandono. E quindi? Non capisco, mi adeguo e vado oltre.

Penso a quella persona che sta conducendo la sua personalissima lotta contro IL mostro. E pensa di non farcela. Ma non molla, cazzo! E penso a me, che l’altro giorno, passeggiando al parco, ho capito una cosa: devo risolvere il mio conflitto interiore che mi fa vivere in uno sdoppiamento tra l’immagine che ho di me (la grassottella) e la realtà (la smilza). In questo conflitto, o confronto continuo, c’è tutta la difficoltà della risalita.

In questi giorni mi sono fermata perché ho perso la strada. Il senso. E la guida. E, improvvisamente, sentivo di non potercela fare.

No.

Metro dopo metro. Un passo alla volta. Coccolata dalla brezza del cambiamento. Vado avanti. Vado oltre.

Giochiamo?

Pubblicato: 3 settembre 2018 in 2018
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Tiro i dadi, imprevisti o probabilità, che importa… voglio pescare la carta che mi faccia tornare indietro, al “Via!”. Non voglio soldi. Niente.

No, non è il Monopoli.

Mi riprendo la solitudine. Meglio. La mia collezione di delusioni si è arricchita di un ulteriore pezzo. L’ultimo, spero.

Ma, non credo. La tentazione di blindare il mio cuore non regge di fronte alla terribile voglia di vita. E, in più, non imparo mai dall’esperienza. Misurare le mie parole. E le emozioni. Giocare meglio. Non ci riesco.

E quindi, se capita, domani crederò di nuovo. E piano piano inizierò a fidarmi. Poi riuscirò persino a volare. Crescerò. Farò qualche passo in mondi sconosciuti. Sperando tutti i giorni di volare ancora. E ancora. Volare.

Domani.

Un piccolo delicato buongiorno

Pubblicato: 2 settembre 2018 in 2018
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C’è solo una persona, nel mio mondo, che appare nella mia vita quando percepisce, per fortuna o misteriosa sensibilità, che ne ho bisogno.

Non fa niente, semplicemente appare.

E in una giornata come questa, intristita dagli eventi, incupita leggermente da un tempo insopportabile e da un bilancio personale che vede come voce in attivo il tempo perso… ecco, quel delicato buongiorno è stato la boccata di ossigeno buono. Una carezza di un vento gentile. Un abbraccio senza parole. Un’alba con mille promesse.

Grazie.

Ciao A.

Pubblicato: 1 settembre 2018 in 2018
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Un sabato di corsa. In cui tutto si affolla. Entro ed esco da casa. Pronta per il punto successivo. Ho più o meno dieci minuti per mangiare.

Preparo, mi siedo, scambio due chiacchiere. Ed è proprio in questo momento che mi arriva la notizia.

Per difesa l’ho tenuta un po’ in disparte, giusto qualche minuto. Non eravamo grandi amiche, ma è shockante lo stesso. Eravamo tutte parte dello stesso affresco. Tutti i giorni, stessa ora, stesso luogo. Fuori da scuola, a scambiare le ultime parole in libertà. Ci raccontavi di quando andavi a ballare. Forse hai provato ad invitarci tutte, con scarso successo. Non per te, perché ci, anzi mi, appariva un mondo troppo lontano. Probabilmente avevi ragione tu: era la tua passione.

Mi spiace. Facevo volentieri due chiacchiere quando ci incontravamo. Così diverse. Ma che importa! Ballo e sorriso. Così ti ricordiamo. Così ti ricorderò.