Archivio per settembre, 2018

Oggi va così!

Pubblicato: 19 settembre 2018 in 2018
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Buongiorno! Eccomi qui, che attraverso il mio mondo seguendo le tappe di sempre.

Solo che oggi ho un sorriso stampato in faccia, senza un reale motivo.

Sarà che è una bella giornata. Che l’energia pulita è tornata a scorrere vorticosamente.

Sarà che vedo un futuro, tutto mio, che piano piano si avvicina. Sarà che apro la porta e trovo la pace. Che nella mia vita, oggi, sento tutto proiettarsi in avanti. Magari disordinatamente. Incoerentemente. Ma in un’unica direzione.

Sarà che mi sento felice. Oggi va così. Felice e basta.

.. and I think to myself
What a wonderful world…

A proposito della fortuna

Pubblicato: 17 settembre 2018 in 2018
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“Beh, che ne sai, tu non hai i miei problemi…” “Tu sei fortunata, io sono sola, non ho incontrato degli amici che mi sostengono..” “Beata te, ti va tutto bene…”

È curioso, ma queste cose me le sono sentita dire veramente. Anche altre che preferisco tacere. Ma tutte su questo tono.

Mi hanno fatto riflettere. C’è del vero, effettivamente. Molto, anche.

È vero che soprattutto negli ultimi due anni ho (re)incontrato persone speciali che hanno dato un impulso importante alla mia vita. Molte altre amiche e amici (posso aggiungere anche i miei fratelli) stavano già al mio fianco e sono stati fondamentali per non essere schiacciata DALLA SITUAZIONE.

Però non è stata una passeggiata di salute: in questi anni, avrei preferito costruire un mondo migliore, per me e G.

Ma questa spinta che sento dentro (di cambiamento, di riconquista, di voglia di affermare il mio diritto a una vita che mi corrisponda veramente) è alla base di tutto.

Mi rende speciale. Nel senso: vedo tutto, anche le più piccole tracce di vita, in posti per niente scontati. Mi fa parlare a sproposito, nel bene e nel male, suscitando reazioni che portano conseguenze (nel bene) più grandi di quanto io stessa, spesso, possa aspettarmi. Sto molto bene da sola, da sempre, ma sto molto meglio in compagnia.

Non è fortuna. È apertura. È capacità di capire, e accogliere, tutto. È curiosità. È un’intensa voglia di esplorare mondi sconosciuti.

E poi succede che una domenica, passeggiando nei boschi, parlando e ridendo, G. dica: “non so proprio come ringraziarti per questa bellissima giornata”. E tutto quadra. Ok, sono fortunata, è vero. Moltissimo.

Tana libera tutti!

Pubblicato: 16 settembre 2018 in 2018
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Frequentando i pazzi si diventa pazzi. O tra pazzi ci si riconosce e ci si ritrova. Comunque sia, è chiaro che guardando la mia strada, le scelte e le persone, andando oltre un apparente equilibrio, c’è tutto un mondo di totale insensatezza.

Una recente conversazione mi ha fatto riflettere sul concetto di “prigione”: un luogo emotivo in cui se va bene condividi. Altrimenti trattieni. Creando le condizioni per cui “ci si occupi di te”.

Ho dovuto pormi la domanda. E la risposta non mi è piaciuta per niente. L’equilibrismo impossibile: da una parte tutta la difficoltà a fidarmi; poi dettare le regole per evitarmi ulteriori ferite; affrontare le inevitabili ferite: le aspettative sono irraggiungibili.

Ho deciso di aprire le porte. Di fare uscire. E non trattenere più nessuno: non è la vita che voglio, è la vita di una persona che sta barando.

Tana libera tutti.

Mi sono ritrovata sola. E, cazzo! Sono dentro la prigione! E mi stupisco!!!

Ok. Stop! Cerco il piccone. Per abbattere i muri portanti. E vivere libera. E farmi amare per quello che sono. Amare senza riconoscenza. Amare e basta.

Inevitabilmente

Pubblicato: 14 settembre 2018 in 2018
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Non troppo tempo fa è caduta la benda dai miei occhi e finalmente sono riuscita ad accorgermi di tante cose.

Prima vivevo come se tutto fosse inevitabile, procedevo e credevo. Cieca e sorda. Non mettevo in discussione nulla. Quella sbagliata, mai abbastanza, sempre troppo… ero sempre io.

Inevitabilmente, per evitare colpi mortali, diretti a me, ma non solo, ho camminato come una funambola, cercando un equilibrio nel caos, un fiore tra le macerie. E sono risultata fredda, gelida addirittura; o peggio. Se ci si ponessero delle domande, se si cercassero delle risposte, prima di definire le etichette ci sarebbe meno dolore in circolo.

Pochissimo tempo fa, ho scoperto di essere forte. Ma, inevitabilmente, continuo a sbagliare, come tutti. Solo che ho deciso di incedere rispettando il mio bisogno di capire. Di sentire che ogni singolo fottutissimo passo vada nella giusta direzione. Che è la mia direzione. Che è la mia vita. E, inevitabilmente, non solo.

A chi cerca sempre una vittima per affondare il suo dolore voglio dire una sola cosa: mi spiace. Veramente. È che a furia di colpi sono rinata. È che rischi di perdere tutto, ma proprio tutto. Inevitabilmente.

Ritrovarmi

Pubblicato: 9 settembre 2018 in 2018
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Un bicchiere di prosecco, olive condite, triangolini di mais e un sorriso: voilà! Non mi serve altro.

L’orecchino scomparso qualche mese fa è misteriosamente riapparso mentre stavo pensando che oggi, più di ieri, sono consapevole di avere oltrepassato una soglia.

Ci sono arrivata (thanks) attraversando una dimensione altamente emozionale. Ho fatto un viaggio che mi ha permesso di vedere un nuovo modo di vivere le cose che non avevo mai pensato possibile. Tutto questo ha lavorato dentro di me e ha aperto questa porta, probabilmente LA porta.

Perché, allargando questo concetto, ho (ri)visto le infinite possibilità che ho scartato per seguire una strada che è stata la mia strada, scelta, voluta, ma che ora non mi rappresenta più.

Quindi mi ritrovo in una specie di giardino incantato, esploro, osservo e studio, completamente sola, ma senza paura, senza quel senso di delusione che ha caratterizzato gli ultimi giorni. Si è trasformato in gratitudine, da sola non avrei visto, probabilmente.

Guardo il mio orecchino, mi chiedo da dove sia sbucato fuori, ma che importa? Oggi sono pronta a viaggiare senza capire, a osservare senza barriere, ad assaggiare senza paura. Per (ri)trovare, al di là del (mio) mondo conosciuto, quello che non ho saputo vedere in questi anni e che, inevitabilmente, mi ha portato così lontano dalla mia natura.

Oltre

Pubblicato: 5 settembre 2018 in 2018
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Il profumo del cambiamento ha avuto il potere di spazzare via quel senso di amarezza e delusione che ha caratterizzato le ultime giornate.

Meglio così: sabato è il mio compleanno e intendo arrivarci con il sorriso.

Il vento del cambiamento, se pur debole, ha aperto nuove prospettive e attivato energie importanti.

Domande destinate a rimanere intrappolate dentro di me, solo perché non posso ammettere di non aver capito proprio niente. Ma pare sia così.

Ho bisogno di sincerità. Responsabilità. Chiarezza. Ma non me l’aspetto più. Non mi aspetto più niente.

Mi sono ricordata di un piccolo e ovvio pensiero che mi ha attraversato quest’estate: fino a quando mi comporto da vittima SARÒ una vittima. Fino a quando mi aspetto l’abbandono avrò l’abbandono. E quindi? Non capisco, mi adeguo e vado oltre.

Penso a quella persona che sta conducendo la sua personalissima lotta contro IL mostro. E pensa di non farcela. Ma non molla, cazzo! E penso a me, che l’altro giorno, passeggiando al parco, ho capito una cosa: devo risolvere il mio conflitto interiore che mi fa vivere in uno sdoppiamento tra l’immagine che ho di me (la grassottella) e la realtà (la smilza). In questo conflitto, o confronto continuo, c’è tutta la difficoltà della risalita.

In questi giorni mi sono fermata perché ho perso la strada. Il senso. E la guida. E, improvvisamente, sentivo di non potercela fare.

No.

Metro dopo metro. Un passo alla volta. Coccolata dalla brezza del cambiamento. Vado avanti. Vado oltre.

Giochiamo?

Pubblicato: 3 settembre 2018 in 2018
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Tiro i dadi, imprevisti o probabilità, che importa… voglio pescare la carta che mi faccia tornare indietro, al “Via!”. Non voglio soldi. Niente.

No, non è il Monopoli.

Mi riprendo la solitudine. Meglio. La mia collezione di delusioni si è arricchita di un ulteriore pezzo. L’ultimo, spero.

Ma, non credo. La tentazione di blindare il mio cuore non regge di fronte alla terribile voglia di vita. E, in più, non imparo mai dall’esperienza. Misurare le mie parole. E le emozioni. Giocare meglio. Non ci riesco.

E quindi, se capita, domani crederò di nuovo. E piano piano inizierò a fidarmi. Poi riuscirò persino a volare. Crescerò. Farò qualche passo in mondi sconosciuti. Sperando tutti i giorni di volare ancora. E ancora. Volare.

Domani.