Archivio per novembre, 2018

What a wonderful life

Pubblicato: 27 novembre 2018 in 2018
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La lotta con le parole mi ha immobilizzato venti minuti, tre opzioni, tre colori molto diversi. E l’impatto che ognuna di queste parole aveva dentro di me. E immaginare le espressioni di chi avrebbe letto. E l’impatto che queste espressioni avevano dentro di me. Non sono riuscita a scegliere.

Ho abbandonato le righe che ho scritto fino a quando avrò capito che sono “solo” parole, non si tratta della mia vita!

Oggi ho fatto la scelta più giusta che andava fatta, per poi sentire che no, non mi rendeva proprio felice. E sono tornata indietro, sorridendo di tutta questa incoerenza, sapendo che non si tratta della mia vita, ma di un tratto di strada estremamente mutevole, disseminato di attrattive e pericoli e io, salterellando qua e là, spesso cado. Ma poi mi rialzo.

Io non lo so, esattamente, cos’è la mia vita. Il che potrebbe essere giudicato grave, a questo punto. Nessun percorso lineare da seguire per raggiungere il tramonto. Nessun luogo mi aspetta nei weekend. Giusto la Martesana, in transito. E tutto questo, fino a poco tempo fa, mi provocava un senso d’ansia. E di fallimento.

Oggi sento la ricchezza della vita che sto vivendo: l’ebbrezza del cambiamento, la continua scoperta di sfumature e di nuovi territori da esplorare. Nuove forme di amicizia, nuovi desideri inconfessabili. Guardando solo verso l’unica direzione possibile.

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Ladra!

Pubblicato: 24 novembre 2018 in 2018
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Là, dove vivo io, è un posto molto particolare. Non si tocca terra: si fluttua. Si vaga. Unico carburante: le emozioni.

Il problema è che non sempre ci si trova nella condizione ideale di avere a disposizione un serbatoio emotivo cui attingere per continuare il viaggio.

Non ditelo in giro… non conosco l’entità della pena. Si, perché io, tante emozioni le RUBO.. ho una dipendenza tale dalle emozioni che mi fa girare alla frenetica ricerca della mia dose quotidiana. Mi piace provare quella trepidazione interiore, quel turbamento che mi fa sentire sempre un po’ oltre. Che rende accettabile un po’ tutto, perché io so come stare bene.

Però.

È giusto?

Quando intercetto emozioni non mie, io continuo a volare, a essere oltre, a guardare un orizzonte sempre più lontano e possibile. A sentirmi da Dio! A volerne ancora, e sempre di più e sempre più forti. Ma le persone che rimangono senza? Posso volare infischiandomene di tutto?

Scusatemi. Io ci provo tutti i giorni. Tutte le mattine decido di fare la brava. Di guardare altrove. Di scoprire nuovi territori. Nuovi serbatoi. Ma non sono così forte. Dopo un po’ sento il vuoto dell’astinenza. E tutto diventa nuovamente accettabile. Il furto. Mi impegnerò. Ma non garantisco.

Dov’è finito il (mio) cuore?

Pubblicato: 19 novembre 2018 in 2018
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Il film, genere romantico, sta finendo: ovviamente tutto bene. Ci si ritrova, ci si capisce o si riparte. Dall’Amore.

Come spesso mi succede, con certi libri, o film, o semplici storie, mi metto a confronto e osservo le mie reazioni.

THE END. Quindi? Niente. Non provo niente. Mi accorgo di non provare più niente. Anche allargando gli orizzonti. Anche andando altrove.

Non sono cinica, né triste o depressa. Il mio umore è generalmente buono. Ed evito di piangermi addosso. L’energia che sento è positiva. E sono attratta dalle emozioni più forti e, possibilmente, mai esplorate. Ma il cuore? Non pervenuto. Dorme? In coma farmacologico? Morto?

Forse un giorno sentirò di nuovo il battito. Spero. Forse sospirerò con fiducia osservando gli innamorati che incontro nelle mie passeggiate. O guarderò un film, leggerò un libro o, semplicemente, ascolterò una storia vergognandomi di quella lacrima che segna il mio viso. Forse. Spero. Forse.

Il passo imperfetto

Pubblicato: 18 novembre 2018 in 2018
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Steso sul letto, arrabbiato e arreso.

Io che cerco le parole che possano farti reagire. So che vorresti cacciarmi. La tua età è tutto questo. E apprezzo il tuo trattenere la rabbia. Che hai gridato in faccia a qualcun altro, per chiudergli la bocca.

E io che vi ascolto e mi sento lontana, guardo il sole e non riesco a non sentirmi felice. E le vostre parole, categoriche, che non cercano un dialogo vero, iniziano a non raggiungermi più.

Annuisco o meno, sono spesso altrove.

Troverò un senso, una strada di confronto, al confine tra ciò che ero e ciò che sto diventando. Lì mi troverò, fino a quando sentirò il coraggio di compiere un passo, che contiene tutte quelle direzioni diverse, opposte e incoerenti che mi attraggono e mi attraversano. Lì ti aspetto, perché non parto sola. Lì, saremo tutti più felici.

A proposito del Natale

Pubblicato: 9 novembre 2018 in 2018
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Qualche settimana fa, quando ho visto spuntare i primi panettoni nel supermercato di sempre, ho sentito un’ondata di disgusto crescermi dentro.

Al lavoro renne e strenne ci tengono compagnia da qualche giorno, tra indifferenza e fastidio. Mio.

Poi, oggi, l’amica di una vita, ha commentato il mio atteggiamento: “Peccato… ti ricordi quanto ti piaceva il Natale?”

Ho dovuto riflettere su questo. Arrivata a casa, dopo cena ho chiesto: “G., ti piace il Natale?”

Purtroppo la risposta me l’aspettavo, anche se speravo fosse diversa. Ma sentire un non convinto SI trasformarsi in un deciso NO, associato alla famiglia. E ritagliare l’anno perfetto lasciando fuori tutte le feste e quei momenti che dovrebbero essere la base di quel bagaglio di serenità che ciascuno si porta sempre dentro nel corso della vita: lo scudo non ha funzionato. È triste. Ovvio. Ingiusto.

Le solitudini hanno camminato fianco a fianco senza avere il coraggio di guardarsi negli occhi e riconoscersi.

Non piango, né rimpiango. Riparto da qua. Per fortuna ho ancora il tempo per dare a questo Natale un senso tutto nostro. Che allontani ombre e rabbia e ritrovi l’Amore.

E lo dico proprio oggi che prenderei a calci negli stinchi tutto quello che puzza.. ehm… profuma d’amore.. le parole sono importanti, lo so.

Forse se mi ripeto: “Mi piace il Natale.. Mi piace il Natale.. Mi piace il Natale..” come un mantra di un lungo calendario dell’avvento, a partire da oggi domani, ci posso arrivare con lo spirito giusto. Oppure no. Ma non importa. In nostro Natale, farò l’impossibile, sarà il nostro speciale Natale.

Come stai?

Pubblicato: 6 novembre 2018 in 2018
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Non è una giornata in cui tutto si muove in armonia. Sarà che piove. Che mi sono svegliata già stanca. Che prima di uscire ero già in ritardo. Che l’autobus mi è passato davanti e non sono riuscita a prenderlo. E continua a piovere. E mi cade il cellulare. E…

E che oggi avrei preferito avere due braccia a mia disposizione. E affondarmici. Rubare tutto il calore. Allontanare la solitudine. E magari non sentire che le persone che mi piacciono sono tutte così lontane. E irraggiungibili.

E che se sento di non farcela mi devo accontentare di parole sul display. Che non mi scaldano abbastanza.

E che se mi dicono che non ce la farò, la Bestia nascosta nel profondo di me si sveglia e graffia e morde, perché è una Bestia ferita, e usa tutta la forza necessaria per tornare alla Vita.

Ecco.

Questo avrei voluto che tu capissi. Che non parlavo di te. Solo di me. Che non mi aspetto niente, in questa fase, dagli altri. Così quando arrivano due braccia, o il calore di un’amicizia, le parole che mi fanno sentire unica, le battute che mi fanno sorridere, le parole che mi aprono nuovi scenari, mi sento ricca come da tanto tempo non capitava. E se un giorno prevale il vuoto… Amen. So che domani tornerà a splendere il sole.

Dopo il ponte

Pubblicato: 5 novembre 2018 in 2018
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Metropolitana. Una ragazzina che va verso la scuola. Circondata da tanti ragazzini come lei. Cerca una posizione tutta sua, al riparo dagli sguardi del mondo. Piange. L’ho capito dopo.

Raggiunta da un’amica, si sente evidentemente protetta e si lascia andare. Abbracciata, ritrova quasi un sorriso.

Ho volutamente tenuto le cuffiette, e la musica al massimo. Non volevo curiosare nella fragilità. Ma ho pensato.

E immaginato. Un ragazzino che esce da casa con il sorriso di sempre.

Ma che una volta solo sente il peso di una famiglia che non cambia mai. Che esplode per ogni piccola stupida inezia. In maniera fragorosa, esagerata. E lo sottopone sempre allo stesso copione. E lui che vorrebbe solo crescere nella tranquillità, che vorrebbe ridere, sognare, com’è giusto alla sua età; e sempre. E girare, viaggiare, conoscere il mondo. E parlare. E trovare, nei fatti, qualcuno in grado di sostenerlo senza giudizio. Rassicurarlo. Amarlo semplicemente. Perché tutto passa, anche l’adolescenza. Perché se non si perde ora non si perderà mai.

E io che vorrei esserci sempre, che vorrei prendermi tutto il dolore ma so che non funziona così. Spero ci saranno intorno a lui gli amici che, rassicurandolo, sostengano il suo sorriso. Perché tutto passa. Anche tutto questo.