Archivio per gennaio, 2019

Infiniti mondi

Pubblicato: 29 gennaio 2019 in 2019
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Il pomeriggio è freddo ma c’è il sole: come faccio a stare a casa?

L’incontro di oggi mi trova impreparata. Quando vengo investita da quel torrente in piena di parole vedo chiaramente che non ce la posso fare. Guardo la persona e annuisco. So che non si aspetta questo da me. Vuole di più. Mi sollecita a intervenire. Vuole la mia visione alternativa. Ma, cazzo! Ho bisogno di tempo!

Come faccio a spiegarti dove sono? È che ho “viaggiato” tanto, ultimamente. Ho dovuto esplorare il mio mondo, disegnarne la mappa; scoprire le trappole e combattere contro la paura. Ho trovato un varco. Esco e rientro, infinite volte.

“Hai idea di quanti mondi ci sono là fuori?”.. È questo quello che vorrei dirti. Ma sono sicura che non capiresti. Eppure te lo urlerei in faccia! Esci da quella rabbia. Guarda l’enorme opportunità, ora che il tuo mondo di prima è stato raso al suolo. Guarda nelle pieghe della tua anima, guarda nei posti più nascosti. Ascolta le voci meno ovvie. Sii pronta a mettere in discussione tutto. Fai quello che non hai mai fatto, pensa a te avvicinandoti a quello che avevi rifiutato. Rivalutati, completamente: pensa a quello che di te è stato stabilito da altri. Vale ancora?

Ma tu non vuoi volare. E io non posso (più) strisciare. Comunque ti fidi, e ricominci a parlare. E io ti ascolto. Mi sento felice, perché ho finalmente visto tutta la strada che ho fatto. Ci incontreremo un giorno. Forse.

Pensavo…

Pubblicato: 16 gennaio 2019 in 2019
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… e non è la prima volta, quanto una casa, quando anche l’ultimo dei suoi abitanti se n’è andato, diventi improvvisamente triste.

Ed è incredibile ripensare a tutta quella vita che, giorno dopo giorno, è passata di lì. I bambini e poi i ragazzi, gli amori, le serate, le feste, le grandi cene con gli amici, le litigate, anche violente, i momenti più difficili e tristi. E la risata di un bambino, che avrebbe potuto ridare la speranza; e la porta sbattuta in faccia, che ha aperto la strada all’abbandono prima. Al degrado poi. Al nulla, ora.

Sta arrivando una nuova famiglia, cancellerà le tracce di quello che è stato e costruirà la sua storia. Non saprà nulla di ciò che è passato di lì e noi non sapremo nulla di quello che sarà.

E la casa rimarrà solo un ricordo dentro il cuore di chi è passato di là.

Il magico potere del disordine

Pubblicato: 12 gennaio 2019 in 2019
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Ordine nel caos.

Chi mi conosce, chi ha avuto la (s)fortuna di frequentarmi da vicino, lo sa: vivo nel casino! Ho abitato una vita in una casa da copertina, in ordine, pulitissima e curata. Ovunque. Tranne una camera: la mia. Blindata, chiusa a chiave e dentro una montagna di cose, ovunque. Una volta mi hanno detto che era il modo di rendere del tutto inaccessibile il mio mondo. E da allora è finita: il mio disordine aveva una filosofia, perché cambiare?

Poi mi sono scelta una casa e mi sono ritrovata in un mondo che non mi aspettavo e, soprattutto, non avrei mai voluto. Il mio disordine esteriore doveva essere moderato ma, soprattutto, per rendere accettabile la quotidianità, cercavo di mettere ordine nei gesti, nelle parole e nei ritmi, un rigore assoluto per alleggerire le nostre esistenze, perché tutto avesse comunque un senso. Mi raccontavo le favole. E in questo mondo tutto aveva un senso. Tutto appariva persino normale. Non ho mai perso il mio sorriso. Altro, però, sì.

Caos nell’ordine.

Non lo so se sia successo anche prima. Sicuramente io non sarei stata in grado di sentire, vedere e capire.

C’è stato un momento, molto dopo il punto di non ritorno, in cui mi sono  sentita pronta ad aprire le finestre e farmi raggiungere. Da una brezza, inizialmente. Che si è trasformata in un vento via via più forte. Fino a una miracolosa tromba d’aria. Devastazione. Caos!

Il cambiamento ha bisogno del Caos. 

Improvvisamente: sono sparite le certezze, i principi, le idee di sempre. Ho sentito una libertà mai provata prima. Le voci lontane di chi non capiva non mi raggiungevano. Sottofondo senza importanza.

Sacher a parte, ho messo in discussione TUTTO.

Quello che mi ha portato a una vita senza senso, perché mai dovrebbe essere la base per la persona che voglio essere? 

Demolire le certezze. Guardare oltre le idee di me stessa, su me stessa. Distruggere i ruoli, i ritmi, le gabbie. E’ un viaggio senza ritorno ed è magnifico. 

Non è tutta farina del mio sacco. Ho incontrato chi ha saputo farmi procedere superando la normale razionalità, con creatività e come mai ho fatto nella mia vita.

Il castello di rabbia è crollato, e mi trovo a pensare: ca..o! tutto è ancora possibile!

Non lo so se è proprio vero. Alle volte so che sarebbe più facile fermarmi e accettare che è andata così. Sedermi e aspettare. Che l’esuberanza passi. E i desideri si plachino. E l’energia si spenga. E accettare i normali ritmi dell’esistenza. E in qualche modo andare avanti. Rimettere un po’ di ordine fuori di me. E accettare il disordine dentro di me. E…

che ca..o!! NO!!

PS: Grazie. A chi ha portato, porta e porterà disordine nella mia vita.
Ma non è più necessario “occuparsi” di me.

IMMAGINE: Joost J. Bakker [CC BY 2.0], via Wikimedia Commons

…amore…

Pubblicato: 11 gennaio 2019 in 2019
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L’inquietudine di oggi è sepolta da bocconi e bocconi di cibo insensato. La cena a base di Spritz, triangoli di mais, stick di polenta fritta e salse varie mi ha creato quel giusto senso di disagio. Ma che ca..o sto facendo?

Ora basta, dai!

Mi stanno tornando in mente tante cose, disordinatamente. Disordinatamente le accolgo.

E improvvisamente penso alle parole di un cantante che canta sempre l’amore per la sua donna, la stessa che ha cercato per tutta la vita.

Penso a quelle coppie di amici che tra fidanzamento e matrimonio stanno insieme da trent’anni e da trent’anni condividono, vivono e camminano nella stessa direzione.

Poi penso a me e vedo improvvisamente tutto il vuoto delle scelte sbagliate. Penso a quando, quasi quindici anni fa, ho sentito esplodere dentro di me un amore come mai l’avevo sentito prima. Ed è un flusso che mai si è interrotto: enorme, dirompente. Quella forma così enorme di amore ha occupato tutto lo spazio di un cuore che ha sempre sbandato tra insicurezza e paura.

Oggi cerco delle briciole da cui ripartire, che mi diano quel calore di cui sento un improvviso bisogno. Un amore che mi esploda dentro, che mi faccia sentire forte perché amo. Non un uomo. Non solo mio figlio. Non solo lo scorrere delle parole. Non solo gli scambi con gli amici. Un amore con su scritto il mio nome. Un amore che parli di me, che dialoghi con me e che, finalmente, mi accompagni e mi sostenga per il resto della mia vita.

Aiuto! crolla tutto!!

Pubblicato: 10 gennaio 2019 in 2019
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sono passati pochi giorni. Sembra molto di più. E’ franato tutto.

Mi ritrovo immobile e guardo il cumulo di macerie e francamente, oggi, adesso, non so se ridere o piangere. Sono le due facce della frustrazione. Dovevo “semplicemente” continuare ad andare avanti, l’obiettivo era chiaro, i mezzi da individuare, l’energia a mille.

Poi: PUM!

Effetto domino. Un colpo dopo l’altro. E, di nuovo, il caos.

Oggi, adesso, guardo.. osservo… In silenzio, perché parlarne mi fa paura. Vorrei sentirmi dire: tranquilla, ci sta… la vita è questo: un continuo altalenare tra disordine e ordine, tristezza e felicità, rabbia e serenità…. vorrei ripetermi, credendoci, quel mantra: ‘andrà tutto bene…’ Vorrei….

Invece sento solo chi mi snocciola il solito rosario di accuse e menate, che vorrebbero gettare il fango sui miei spazi, perché è così che si crea l’infelicità.

Ma non lo permetto più.

Non sono tornata al punto di partenza, perché oggi sono un’altra persona. L’obiettivo rimane chiaro e, detto sottovoce, non tutto va male, e le difficoltà che non avrei voluto ora, preferisco vederle come una opportunità per valutare più lucidamente la situazione.

Allora: si fa così. Mi godo al massimo quello che funziona, valuto quello che è crollato, mi rimbocco le maniche, affino la creatività e via!

My feet is my only carriage
And so I’ve got to push on through.
Everything’s gonna be all right!
Everything’s gonna be all right, yeah!
So no, woman, no cry;
No, woman, no cry.

1-1-2019

Pubblicato: 1 gennaio 2019 in 2019
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Giornata tranquilla e sonnacchiosa. Ho rifiutato tutte le incombenze che odoravano di dovere, com’è giusto che sia.

La passeggiata pomeridiana con Romeo mi ha restituito qualche sensazione. Mi ricordo solo un anno fa, che passeggiavo accompagnata da un enorme vuoto affettivo, e questo mi causava forte sofferenza. Oggi no.

Osservando le coppiette lungo la Martesana ho sentito una sola cosa: la libertà. Nessun desiderio di sentire le mie dita intrecciate a una storia d’Amore, o d’amore. Non voglio niente di tutto questo. Non sarei in grado di dare né tanto meno ricevere amore.

Nessuna tristezza: non mi sono sentita mai tanto viva come in questo periodo!

So benissimo di non essere nella condizione di condividere. Ma vivere sì. Di pancia, d’istinto, con tutti i sensi: esploro e viaggio, ancora timidamente, certo, attratta da tutto quello che non conosco. Ogni novità mi provoca delle sensazioni, che mi fanno da faro per capire chi sono veramente.

I ruoli non mi definiscono più e questo è il grande successo del 2018. Proseguo così: trasportata da questo torrente di emozioni, divertita e curiosa di approdare da qualche parte, in cui tutto avrà un senso. Forse. Senza fretta.