Il magico potere del disordine

Pubblicato: 12 gennaio 2019 in 2019
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Ordine nel caos.

Chi mi conosce, chi ha avuto la (s)fortuna di frequentarmi da vicino, lo sa: vivo nel casino! Ho abitato una vita in una casa da copertina, in ordine, pulitissima e curata. Ovunque. Tranne una camera: la mia. Blindata, chiusa a chiave e dentro una montagna di cose, ovunque. Una volta mi hanno detto che era il modo di rendere del tutto inaccessibile il mio mondo. E da allora è finita: il mio disordine aveva una filosofia, perché cambiare?

Poi mi sono scelta una casa e mi sono ritrovata in un mondo che non mi aspettavo e, soprattutto, non avrei mai voluto. Il mio disordine esteriore doveva essere moderato ma, soprattutto, per rendere accettabile la quotidianità, cercavo di mettere ordine nei gesti, nelle parole e nei ritmi, un rigore assoluto per alleggerire le nostre esistenze, perché tutto avesse comunque un senso. Mi raccontavo le favole. E in questo mondo tutto aveva un senso. Tutto appariva persino normale. Non ho mai perso il mio sorriso. Altro, però, sì.

Caos nell’ordine.

Non lo so se sia successo anche prima. Sicuramente io non sarei stata in grado di sentire, vedere e capire.

C’è stato un momento, molto dopo il punto di non ritorno, in cui mi sono  sentita pronta ad aprire le finestre e farmi raggiungere. Da una brezza, inizialmente. Che si è trasformata in un vento via via più forte. Fino a una miracolosa tromba d’aria. Devastazione. Caos!

Il cambiamento ha bisogno del Caos. 

Improvvisamente: sono sparite le certezze, i principi, le idee di sempre. Ho sentito una libertà mai provata prima. Le voci lontane di chi non capiva non mi raggiungevano. Sottofondo senza importanza.

Sacher a parte, ho messo in discussione TUTTO.

Quello che mi ha portato a una vita senza senso, perché mai dovrebbe essere la base per la persona che voglio essere? 

Demolire le certezze. Guardare oltre le idee di me stessa, su me stessa. Distruggere i ruoli, i ritmi, le gabbie. E’ un viaggio senza ritorno ed è magnifico. 

Non è tutta farina del mio sacco. Ho incontrato chi ha saputo farmi procedere superando la normale razionalità, con creatività e come mai ho fatto nella mia vita.

Il castello di rabbia è crollato, e mi trovo a pensare: ca..o! tutto è ancora possibile!

Non lo so se è proprio vero. Alle volte so che sarebbe più facile fermarmi e accettare che è andata così. Sedermi e aspettare. Che l’esuberanza passi. E i desideri si plachino. E l’energia si spenga. E accettare i normali ritmi dell’esistenza. E in qualche modo andare avanti. Rimettere un po’ di ordine fuori di me. E accettare il disordine dentro di me. E…

che ca..o!! NO!!

PS: Grazie. A chi ha portato, porta e porterà disordine nella mia vita.
Ma non è più necessario “occuparsi” di me.

IMMAGINE: Joost J. Bakker [CC BY 2.0], via Wikimedia Commons

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