Le lacrime della sconfitta

Pubblicato: 26 aprile 2019 in 2019
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smile to go
Image by Kranich17 from Pixabay

La notte porta consiglio, dicono. Una notte praticamente in bianco, a ripetere e ripetere quelle riflessioni, i pensieri, tutti gli argomenti che devono entrargli in testa, cavolo!, la notte in bianco, penso, aggiunge quel leggero malumore che mi serve per essere più incisiva.

Poi la mattina comincia, e niente va secondo le note che avevo previsto… quindi un po’ vacillo… capirà? o litigheremo? costruirà il solito muro oppure sarà disposto al dialogo?

Quando rientro dai miei giri lo vedo sorridente, rapito dai suoi video o non so cosa, e parto con il mio ragionamento. Non mi ricordo nemmeno se gli ho dato il buongiorno oppure sono partita a razzo. Parola dopo parola io che mi sento forte, perché non lo sto aggredendo, sto solo cercando una reazione. E lui: muto. Ha indossato subito quella maschera dura dell’adolescente che non gradisce mostrare i suoi sentimenti; quello sguardo, rabbioso e impenetrabile, che dice tutto ma che oggi, amore, non mi intimidisce; quel silenzio, insopportabile, e la mia voce che non si ferma più, perché è una risposta quella che voglio, che pretendo… ti prego… lo so che vorresti ammazzarmi….

Quindi?

“Te lo dico dopo”. Non c’è più un dopo. “Oggi! ti rispondo oggi, ma più tardi!” Eccolo lì, il solito muro… Aspetto. Che torni la calma e la voglia di svoltare: questa giornata, il problema, la vita… E’ tutto fermo in attesa di una direzione comune e sincera.

E poi ci ritroviamo, lui disteso e io seduta. E tante, tantissime lacrime. E quelle parole che non voglio sentire: “E’ tutto inutile, non ce la posso fare”. E io ne cerco altre, di parole, che non suonino troppo banali, ma che lo scardinino da quella posizione, dolorosa ma comoda. Penso a quegli imbecilli, tanto sicuri di sé, che non hanno visto chi avevano davanti, colpendolo senza tregua. Anche gli adulti sbagliano, amore!

Non mi permette di coccolarlo, è grande ormai! E parlo e parlo. Fino allo sfinimento, a quando torna la calma e un po’ di speranza. Una traccia, piccolissima, cui aggrapparsi. L’idea della sconfitta è un po’ più lontana. Possiamo ripartire.

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