Archivio per febbraio, 2020

Ascolta la pancia

Pubblicato: 21 febbraio 2020 in 2020
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La persona che sa molto di me mi guarda, ascolta, prende qualche appunto. Mi fa parlare senza forzare la direzione. Ma lei lo sa dove vuole portarmi.

E io intanto parlo, cercando di ignorare i borbottii della mia pancia che palesano il malessere che da qualche giorno disturba la mia quotidianità.

Lei mi guarda e aspetta una risposta senza dover fare la domanda. Non lo so. Non so qual è il mio nemico. Non lo so se è semplicemente un virus. Se è solo stanchezza che, improvvisamente, mi è arrivata tutta insieme dopo mesi di attività senza sosta. O lo stress, perché ho solo una settimana di certezze e poi di nuovo la nebbia. Ho paura, sì HO PAURA.

So solo che venerdì non ce l’ho fatta nemmeno ad arrivare a casa. Mancavano quei cinque minuti che percorro tutti i giorni, da casa alla metropolitana e viceversa. Eppure venerdì ho dovuto alzare bandiera bianca, mi sembrava tutto troppo lontano. Mi sono accasciata sulla panchina e ho scritto: “Non ce la faccio. Mancano pochi metri ma io proprio non ce la faccio a percorrerli da sola”. E sono venuti a prendermi. Sono stata un giorno e mezzo a letto, essenzialmente dormendo. Percorrendo in lungo e in largo quelle terre piene di chiaroscuri che sempre mi accolgono nelle malattie, quando corpo e mente sono a ricaricare le pile e i sogni diventano incubi.

E finalmente arriva il lunedì e posso tornare alla normalità. E invece no. Lo stanchezza è troppa e lo stomaco mi costringe alla dieta. Passano i giorni e la situazione non migliora. Quindi, ripeto: non so qual è il mio nemico e quale sia la strada per sconfiggerlo.

Io continuo a parlare e lei a prendere appunti. Solo che mi sono innervosita.

Vorrei non sentirmi così. Vorrei non sentirmi risucchiata da quello che, fino a pochi giorni fa, era la fonte primaria della mia energia. Vorrei sapere che l’oggi non avesse una data di scadenza. E sperare che arrivino le risposte e che siano quelle giuste, per me. Non dover salutare tutti, per ripartire in un posto che non mi accoglierà mai come questo…. Ma non posso fare niente per cambiare il mio destino….

“Potrebbe condividerlo. Perché tenere sempre tutto dentro, compresso, in continua implosione?

ASCOLTA LA TUA PANCIA, ti sta chiedendo di essere liberata, alleggerita, sollevata.”

Ci penso. Giuro. Ed è già una rivoluzione.

Un’emozione di troppo

Pubblicato: 8 febbraio 2020 in 2020

Stanchezza, tanta stanchezza. Più sono stanca e meno riesco a contrastare il vortice di emozioni che accompagna le mie giornate, ultimamente. Quindi mi arrendo, mi accascio sul divano, ordino una pizza e aspetto, testa troppo piena che sembra vuota, pensieri compressi che potrebbero scoppiare come tante schegge impazzite e ferirmi, profondamente. Oppure esaltarmi, totalmente. Tengo tutto fermo, per non rischiare. E senza nemmeno accorgermi mi addormento.

Suona il campanello, sento il mio corpo improvvisamente pesantissimo, mi ribello, arriva un po’ di energia e mi alzo: è la pizza, finalmente. Dopo cena sul divano riprende la lotta, la televisione non aiuta. Se non ci fosse Romeo andrei a letto, ma c’è, tocca aspettare.

Mi vengono in mente due o tre cose che non potrò condividere con chi so io e per un attimo mi assale la tristezza. NO! Non è il momento dei rimpianti, dei vuoti e della paura. Potrebbero avverarsi dei sogni, ragazza! Davanti a me ci sono tante porte e io vago senza sapere quale si aprirà, quale futuro aspettarmi, quale sarà la strada che mi avvicina all’obiettivo. La giornata ha portato scosse positive, ma ho bisogno di tempo per assorbirle. E come onde, le emozioni mi raggiungono, mi attraversano, mi scuotono. Con un ritmo irregolare ma continuo. Stupendo. Ma non sarà troppo?