Archivio per la categoria ‘2011’

Esclusi i presenti

Pubblicato: 28 dicembre 2011 in 2011

E’ curioso come un comune denominatore leghi le coppie che conosco. Non tutte, ovviamente.

Il progetto comune non sembra in discussione. Tuttavia, molte volte si procede per sentieri paralleli. Vicini o lontani, a seconda degli umori. A volte, non lo nego, si cercano delle vie di fuga. Forse più immaginarie che reali.
Non è bello desiderare di condividere un’emozione e accorgerti che al tuo fianco non c’è nessuno. O una persona distratta che nemmeno ascolta. Cose che potrebbero unire in realtà dividono, per un’abitudine alla suddivisione dei compiti che ti porta a procedere da solo per portare a casa la giornata. E’ utile. Ma dovremmo essere in grado di distinguere.
Questo stile di vita porta facilmente alla frustrazione. Il senso di solitudine con cui porti avanti la tua parte dei compiti, mentre lui o lei ha la parte meno pesante, fa nascere la rabbia. Tutto questo è assolutamente reciproco.

A volte ci chiediamo dove abbiamo perso il bandolo. Quando parlare per banalità ha sostituito il comunicare. In un momento lontano o vicino? Siamo ancora in tempo per recuperare? E lui o lei: prova quello che provo io? oppure va tutto bene e sono io che percepisco in maniera distorta la nostra vita? Quando ripenso a quando l’amore era più che altro teoria avevo le idee molto chiare. Pur non avendo un esempio di vita negativo, percepivo che parlare veramente era un’altra cosa. Ma bisognerebbe essere in due. Oppure siamo in due a volerlo ma nemmeno ce lo diciamo?

Credo che molte volte ci complichiamo la vita. Forse non siamo sempre in grado di accorgerci che la via più diretta rimane la più semplice da percorrere. Vediamo quello che non c’è e ignoriamo quello che abbiamo. O lo diamo troppo per scontato. O dovuto. E tutto questo lo sappiamo. Ma continuiamo a complicarci la vita. Esclusi i presenti, ovviamente.

BUON NATALE 2

Pubblicato: 22 dicembre 2011 in 2011

Autore: io

BUON NATALE 1

Pubblicato: 22 dicembre 2011 in 2011

Autore: GIO’

Negroni? ecco cosa ci voleva stasera!

Pubblicato: 21 dicembre 2011 in 2011

ho tutte le amiche da crodino, almeno quelle che gravitano più intorno a me. E va bene. Ma questa sera avrei voluto avere un numero di telefono da chiamare, un’amica libera anche se chiamata all’ultimo momento, un negroni e tante risate.
Tra le tante opportunità che avere un figlio ti offre, se vuoi, è di conoscere varia umanità, per la routine della scuola, lo sport e quant’altro. Con qualcuno nasce l’amicizia, e questo è meraviglioso.
Ci sono persone che, incontrate in altro contesto, probabilmente avrei ignorato. Niente in comune, fino all’oggi. Con altre, invece, ho la convinzione che se mai ci fossimo conosciute prima, mi sarebbero piaciute come mi piacciono oggi.
Per questo chiacchiero volentieri con I. Fa un lavoro duro, che la tiene a stretto contatto con la vita, la sofferenza e purtroppo la morte. Che gestisce con sensibilità e razionalità. E questo la rende speciale. Io che faccio disegnini o mi occupo di sterili codici mi sono chiesta dove trova la forza di attraversare quotidianamente tanta sofferenza e apparire davanti a scuola sempre col sorriso.
Oggi mi ha raccontato qualche storia e io so con certezza che non ce la potrei fare.
Poi c’è C. Talmente diverse da non sapere come mai ci troviamo tanto bene insieme. Apprezzo il suo spirito e la sua sensibilità. Ma soprattutto la sua forza che molto spesso sconfina nella debolezza, e gli occhi si riempiono di lacrime. Ha una disponibilità immensa, è un punto d’appoggio per amiche e famigliari. Ma alle volte mi piacerebbe vederla un po’ più egoista e non arrivare sempre al limite.

E ci sono tante altre persone, che condividono questo mio pezzo di strada. Che rendono vivo e vitale questo mio mondo in un posto in cui sono capitata e, anche grazie a loro, sento più mio di altri posti che ho scelto. Grazie.

Solo una domanda. A qualcuno piace il Negroni?!?

Mettiamo che…

Pubblicato: 3 novembre 2011 in 2011

… mi sento una rivoluzione dentro e non riesco a vederne i confini. E che guardo indietro avanti a destra a sinistra e vedo pezzi del puzzle che trovano finalmente una collocazione, ma altri pezzi che proprio non si vogliono incastrare. Mi sento come un vulcano che sta per eruttare, avrei voglia di una tromba d’aria capace di sconvolgere totalmente tutto per poi ricostruire dalle macerie, salvando quello che va salvato, buttando quello che va buttato.

Probabilmente è normale. Vedere il tempo che corre e non accontentarsi di andare semplicemente avanti, lungo una rotta tracciata da scelte più o meno antiche. Io mi sento confusa. Chi è la mia famiglia? Chi sono i miei amici? Chi sono i miei amori? Ci scegliamo tutti i giorni? Ci subiamo tutti i giorni? A casa mia vivevano altre 5 persone di cui conosco poco. E quotidianamente ci ignoriamo. Penso che dovrei soffrirne di più. Ed è assolutamente e tristemente reciproco. La famiglia si è allargata, ma nulla è cambiato. Sono solo aumentate le persone di cui so molto poco e che sanno poco di me. Con i social network si creano tanti legami, con un clic, che rimangono vuoti come quel clic.

Non do colpe agli altri, evidentemente sono nella vita che mi assomiglia di più. Oggi però non mi basta. Oggi sto per scoppiare.

Va’ dove di porta l’anima

Pubblicato: 26 ottobre 2011 in 2011

L’anima, la psiche, l’io. Come si vuole.
Non sono dotata di un metabolismo alto, non posso mangiare tutto quello che voglio perché tanto non ingrasso. Il cibo come consolazione, in parte è vero. Il cibo come ‘lotta’, ma a pagare sono sempre io. Il senso di inadeguatezza, o la stanchezza, a volte. Mi sono nascosta dietro una massa di grasso che so che non mi appartiene ma che, alla fine, ho dovuto riconoscere ed ammettere. E farci la pace. Per ripartire.

Oggi mi sento forte, sto viaggiando (probabilmente sempre in maniera imperfetta) dentro di me, sto riconoscendo sfumature, voglie ed esigenze che avevo paura di ammettere. O che non riuscivo neppure a vedere. Non mi sento più definita da ciò che ho scelto come progetto di vita. Non ho bisogno di rivoluzioni, ma di un’evoluzione probabilmente sì. Non si può semplicemente andare avanti annaffiando di tanto in tanto il proprio orticello, si finisce per mortificarsi. Tenere il punto, la barra, il timone. Riconoscersi qui ed ora ed essere orgogliosi di se’ stessi.

Ho perso quasi dieci chili. Ho energia. Molta energia. Ho obiettivi. Mi sveglio col sorriso, e col sorriso vado a dormire. Mi godo questo momento. Qui ed ora. Altrove non mi interessa.

Anche quest’anno me ne sono dimenticata

Pubblicato: 16 ottobre 2011 in 2011

.. e non è la prima volta. Mi scuso. Dovrei? non credo. La prima volta, al primo anniversario, mi sono sentita terribilmente in colpa. Oggi no. In qualche modo ne sono stata quasi felice. E’ una data ininfluente. Tu c’eri, e ci sei, per quanto mi hai dato per tutta la vita. Il fatto che tu te ne sia andato non significa che tu non sia tutti i giorni con me.
Non sento l’urgenza nemmeno di andare al cimitero. La vita è ovunque, la morte è ovunque. Una pietra non mi fa sentire meglio o peggio. Non mi fa sentire vicina o lontana. Forse sono tranquilla perché quella pietra c’è. Ma vivo altrove e non ti sento altrove. Ti sento vicino in certi momenti, come questa sera. Altri giorni sei più lontano, e tutto scorre senza malinconia.
Quando ti penso non sono triste, generalmente. La mancanza è difficile da accettare. Ma ho fatto i conti anche con quella, potevo esimermi?
Ti voglio bene. Questa sera sei con me.