Archivio per la categoria ‘2014’

Ladri!

Pubblicato: 23 dicembre 2014 in 2014

angry-woman
Non so se leggete questo blog; mi piacerebbe, solo per un giorno, che voi passaste di qua. Ho due parole per voi, solo per voi: anche se per ora non farò i vostri nomi, sappiate che non intendo fermarmi. Tanto per non essere fraintesa, sto parlando di voi, che vivete tra Milano e la Svizzera.

Una delle cose più squallide è non pagare chi lavora per voi. E’ rubare tempo, risorse ed energia. Non pagate e sparite. Avete un sito che proclama la gentilezza come stile di vita: “La gentilezza è un elemento distintivo, un indicatore di benessere della società.”. Sapete di cosa parlate? Non trovate che sarebbe gentile rispondere ai solleciti? Pagare il dovuto? Rispettare il contratto? Non sarebbe gentile?

E’ più di un mese che cerco la pace. Ho dato fiducia a un progetto che si è arenato. Non importa. Non sempre le collaborazioni si traducono in idilliaca empatia. Posso chiedermi dove ci siamo arenati. Posso cercare di capire la mia parte di errori. Per non ripetermi in futuro. Ma la mia parte l’ho fatta. Il mio tempo era per voi. Ho lavorato seriamente, come faccio sempre. Voi? Dovevate chiudere con dignità. Rispettare un contratto che avete voluto e che non è stato modificato di una virgola. Oggi, a me rimane la rabbia. E la delusione di aver trovato, sotto la copertina patinata, il nulla.

Ripeto. Non intendo fermarmi. Andrò fino in fondo. Voglio quello che è mio. Ladri!

Oggi scelgo il sole

Pubblicato: 10 dicembre 2014 in 2014

sole2
Una tazza di te alla vaniglia, zucchero e caramello. Un’attesa snervante. Mi siedo e non mi concentro. Aspetto. Qualche risposta dovrà pur arrivare. Arriveranno le buone notizie? Le solite cose mi stanno annoiando. Avrei voglia di uscire ma fa freddo, ho la tosse e non vorrei peggiorare la situazione.

Dovrei trovare delle idee. Ma la pigrizia ha la meglio. Sfoglio qualche pagina su Facebook, i miei quotidiani preferiti, le statistiche da tenere sott’occhio. Vorrei fare un viaggio nel mondo della perfezione, chissà chi incontrerei… probabilmente tante persone, tutte quelle che suppongo vivano più serenamente di me. Io sono sempre alla ricerca. Alla fine, però, quante volte mi sono accontentata? Non lo devo fare più.

Oggi ho trovato una domanda interessante, di quelle che ripetute come un mantra potrebbe migliorare la vita: ‘perché no?‘. Sembra così banale, ma per chi vive in compagnia dei dubbi è una chiave per metterli in discussione. ‘Perché no? hai la prova provata di non essere in grado di fare questo?’

Oggi scelgo il sole, non c’è attinenza.. Perché no? a me piace così!

Photo credit: Sam Ilić via photopin cc

Sabato di provincia

Pubblicato: 3 dicembre 2014 in 2014

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Il natale qui, arriva sempre un po’ in anticipo. L’ultimo sabato di novembre iniziano le danze. O, meglio, la musica! La banda del paese gira per il centro storico intonando i canti natalizi e chi vuole si accoda e si crea una processione.

Ero riuscita a scansarla, tutti questi anni. Ma forse era nell’elenco delle ‘100 cose da fare prima di morire o andarmene da qua…’

Tant’é!

Sabato pomeriggio, due mamme e due figli, escono e si dirigono verso il centro per assistere all’accensione del Grande Albero. Incrociano la banda. E (il mio!) G che esclama: ‘seguiamo la banda, mamma?’. I miei occhi sgranati alla ricerca di una risposta del tipo: ‘no, amore! non chiedermi questo!’ Non so chi ha detto, invece: ‘va bene!’ Se io o la mia amica.

Tant’é!

Seguiamo la processione natalizia, che nel frattempo si riempie di partecipanti. Tutti più o meno genitori. O persone che puntano all’assaggio del Grande Panettone che verrà offerto subito dopo l’accensione. Io che parlo con la mia amica e non mi sento parte di tutto ciò. Perché? Snobismo? Distacco? Superficialità?

Io non sono nata qua… è questa la differenza? Ma se è per questo non mi sento parte di niente, allora. Milano è preistoria. Padova la storia. Ma l’ho talmente subita che non le ho mai dato realmente un’occasione. Dove vivo ora è una scelta, ma della testa, non del cuore. Ovunque, mi sono sempre sentita distante spettatrice di questi eventi collettivi.

Tant’é!

Siamo tornati a casa, il concerto è proseguito: G deve preparare al flauto una canzone natalizia per un concertino che terranno a scuola per festeggiare tutti insieme. E’ un sabato così….

Photo credit: P a U L i u S via photopin cc

Un Natale senza Babbo

Pubblicato: 1 dicembre 2014 in 2014
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santa claus

Fine Agosto (piovoso) 2014.

– “Dai, G! passeggiata con Romeo!”
– “Ok… Sai, mamma.. E’ un po’ che volevo dirtelo… Lo so che a Natale i regali li fate voi genitori….”

Avevo immaginato che aveva oltrepassato quella porta. Al contrario degli altri anni, nessuna domanda, nessun dubbio da chiarire.
Non ho nemmeno approfondito più di tanto. So che a scuola ne parlano. Quindi scegliere di credere è un autentico atto di fede. E lui ha resistito fino a che ha potuto. So che c’è ancora chi non è pronto. E ha deciso di rimanere lì, ancora per un po’.

G vuole essere considerato grande. E la sola idea che lo possano prendere in giro perché crede a babbo natale gli è insopportabile.

Quindi quest’anno: niente letterina, niente sceneggiata latte e biscotti.. Non posso nemmeno più ricattarlo dicendo: ‘Guarda che se ti vede B.N. non ti porta niente quest’anno!’ ..Sì, lo so, non è bello, ma… a volte ottenevo qualche risultato anche così!

Sarà un natale diverso, per tutti noi. La magia negli occhi di un bambino che ci crede, illumina tutta la casa. Ricreare ogni anno quel momento, con le storie,  le briciole, rumori lontani, la meraviglia. Lo so che non è tutto finito, ma sarà tutto diverso.

Photo credit: giveawayboy via photopin cc

Caduta libera

Pubblicato: 27 novembre 2014 in 2014

ColoriCapita, a volte, di cadere. E non è mai il momento giusto.

A me è  successo un paio di settimane fa. E, non solo, non era il momento giusto. Addirittura, proprio quello più sbagliato. Siccome non ho potuto scegliere, non rimaneva che alzarsi e ripartire. Facile, no? NO.

Non avevo più forza,  fiducia, allegria. Niente. Guardavo le cose (e le persone) sgretolarsi. Non mi sottraggo all’autocritica. Ma mi mancano i parametri. Se tornassi indietro, rifarei tutto come ho fatto, perché ho seguito la mia natura. Nessuno mi ha detto (o mi dice): ‘guarda, stai sbagliando’. Ci potrei pensare, ragionare, scandagliare. Spiegare. Ma non posso vivere con l’avvocato del diavolo che mi segue come un’ombra. Mettere in discussione tutto, che vita sarebbe?

Nessuno può determinare la felicità o la tristezza altrui, questo l’ho capito. La rabbia, quella sì. Basta predisporsi ad accogliere la felicità.

La buona notizia è che sento l’energia di nuovo circolare. Vedo  nuovi progetti di fronte a me, che a piccoli passi si fanno più concreti. Il vento ha portato via le ceneri di ciò che si è distrutto. Quindi, di fronte a me, ho una nuova tela da colorare.

Uno.. due… tre.. VIA!

photo credit: focus2capture via photopin cc

24 novembre 2001

Pubblicato: 24 novembre 2014 in 2014

sposiTredici anni fa, oggi, era di sabato. La giornata è iniziata presto, dal parrucchiere.

Poi dal truccatore: per me, che tutt’oggi non mi trucco mai, un grande gioco. Poi a casa, vestirsi e attendere l’ora giusta. Una telefonata: ‘ti prego: se ci hai ripensato, dimmelo ora. Preferirei evitare la figuraccia di fronte a tutti…’

Tu che pazientemente mi rassicuri, poi mi dici che però ti sei perso e non sai come tornare in albergo a prepararti. Io che ti guido, alla vigilia di quel momento che avrebbe cambiato per sempre le nostre vite.

Tredici anni fa, quel sabato di novembre, il sole ha illuminato la nostra festa. Non è stato sempre così, nel nostro percorso. Tu che non sai vivere di vie di mezzo, io che ogni tanto vorrei riposarmi. Come dico spesso: sono salita sulle montagne russe.. E quando va bene, è quasi perfetto. Ma quando va male…

Tredici anni fa, in quel sabato di festa, c’erano persone che oggi non ci sono più. E anche questa è la vita. D’altronde, ora ci sono persone nuove a incorniciare la nostra esistenza.  Il più importante di tutti: G!

E’ cambiato tanto, da allora. Siamo cambiati noi. Viviamo in un posto né mio né tuo, in una casa tua e mia. La nostra famiglia, forse, non me la immaginavo proprio così. La mia vita, sempre alla ricerca di una definizione, speravo fosse più facile. Non so se a volte abbiamo scelto il sentiero più ripido, o quello più lungo. Credo di sì. D’altronde, chi mi conosce lo sa che non so leggere le mappe e che mi perdo ovunque. E tu, a volte, parti in quarta e non valuti proprio tutte le alternative possibili. Talvolta ci siamo ritrovati soli, alternativamente, a portare il peso  pesante di cambiamenti troppo bruschi. Ma, alla fine, ogni volta che ognuno di noi ha cercato una spalla su cui piangere l’ha trovata. Una mano da stringere, un sorriso da condividere, una risata sonora, un ragionamento che non quadra, un abbraccio forte come quello che ci unisce. Amore.

Photo credit: chicks57 via photopin cc

 

Fragilità

Pubblicato: 20 novembre 2014 in 2014

tearsUna battuta, una nota stonata, sgarbata, una bazzecola, in definitiva.

Si squarcia l’ultimo velo di separazione tra me e il mondo e, fuori controllo, iniziano a scendere le lacrime.

Mi dico: “No.. no.. NO! Sono per strada!”.. Niente, non riesco a fermarle.

Provo a fare come i bambini piccoli che si chiudono gli occhi e sono sicuri di sparire al mondo.
Vado avanti e non guardo nessuno  e così nessuno baderà a me e a quelle stupide lacrime.

Alla fine è così, non siamo così importanti di fronte al mondo. E così mi calmo, sospiro, respiro e indosso una specie di sorriso.

Photo credit: Send me adrift. via photopin cc

Lettera a un metabolismo bastardo…

Pubblicato: 17 novembre 2014 in 2014

dietCaro mio metabolismo,

mi piacerebbe trovassimo un accordo. Sono disposta a fare dei sacrifici. Mangiare poco e convivere con un costante senso di fame. Non cedere alle tentazioni. Muovermi. Pedalare. Non mangiare dolci né cioccolata, che non è solo dolce, ma molto molto di più. Niente Nutella a colazione. Niente biscotto di fine giornata. Se proprio proprio una caramella. Ma è l’unico vizio che mi rimane.

Passeggio con Romeo, quando riesco, due volte al giorno. Mi invento mete sempre più scomode e lontane, pur di camminare.

Ho drasticamente ridotto il consumo di pasta. Non mi piace il pesce, e non voglio esagerare con la carne. Formaggi praticamente zero: e lo sai quanto ne sono golosa.

Tutto questo perché va fatto. Prendermi cura di me è imperativo. Ora. Per carità. Certo, l’ideale sarebbe arrivare a essere come quelle tipe che pesano niente, mangiano tutto, e non vanno mai in palestra. Non aspiro a tanto, raggiungere il mio obiettivo anche con fatica mi sta bene. Però ti chiedo un minimo di collaborazione! Se lottiamo insieme, insieme arriviamo alla meta.

(photo credit: classic_film via photopin cc)

6.30

Pubblicato: 15 novembre 2014 in 2014
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630Fuori piove. Tutti dormono, compreso Romeo.

E’ ora. Cambio maglietta, cuffiette: spotify/allenamento/cardio. Pronti? via! Inizio a pedalare.

Programma di oggi: 25 minuti. La musica stimola un’andatura sostenuta, e io vado. Chiudo gli occhi e inizio il mio viaggio. Perché non riesco mai a star ferma nella realtà? La cyclette si trasforma ed io inizio a volare. Il cielo è azzurro e vedo una ragazza giovane che mi sorride e dice: “ti stavo aspettando”.

Pedaliamo insieme. Dall’alto è tutto molto bello e colorato; e io sono contenta di fare questo viaggio. Se apro gli occhi e mi butto sulla vita vera già a un metro da terra sento quel fastidio dovuto alla paura del vuoto. Ma in questa dimensione va tutto bene, sento solo  sensazioni positive. La ragazza con me ride e scherza, io le vado dietro. Ogni tanto vedo volti conosciuti. Ma è soprattutto la natura a essere uno spettacolo meraviglioso. Mi ritrovo in uno stato primordiale, senza sovrastrutture. E’ lì che vorrei vivere. Dove c’è una perfetta corrispondenza tra dentro e fuori. Dove i rapporti seguono un ritmo naturale, non c’è guerra dei sessi, né vittime e carnefici. Sì, è  tutto semplice e naturale!

Ora ho capito chi è la ragazza, le sorrido e penso che anch’io sono contenta di averla ritrovata.  Penso che abbiamo appena iniziato il viaggio, ma è proprio lì che voglio arrivare. Penso che se ci incontreremo tutte le mattine, sarà tutto più semplice.

Pioggia di novembre

Pubblicato: 12 novembre 2014 in 2014
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novembreSento, come ne “La pioggia di marzo (Fossati)”, ‘la speranza di vita che porti con te’.

Se la strada si è dissolta, ne apprezzo l’esperienza e l’energia. Un rapporto non nato lascia tra le dita le domande per capire dove ho sbagliato. Nel vuoto pieno di attività che devono ripartire e di quelle già partite porto la nuova fotografia di una situazione evidentemente mal gestita. Non piango, non rido. Cerco le risposte per crescere ancora un po’. E vado avanti.

Ho un nuovo diario da scrivere, parte da oggi (in realtà è già da un pò, ma mi rovina la poesia..). La mattina annoto gli impegni della giornata; la sera chiudo gli occhi, individuo i momenti migliori  e li fisso lì, sul quel quaderno. Quindi ogni giorno ha un inizio e una fine. Qualche minuto tutto mio, lontana da tutto: tv, musica, figlio, p, cane. Solo io e quel quaderno. Quindi vado a letto più leggera. Mi spoglio delle ansie che mi hanno accompagnato per tutta la vita. E la mattina, nel silenzio della casa addormentata, lascio entrare la consapevolezza.

Oggi apprezzo persino la noia di questa pioggia che pare non debba finire mai. Agisce come un decanter. Per fare respirare questo nuovo inizio prima di apprezzarlo in tutto il suo sapore. La speranza di vita, un nuovo progetto, una nuova storia da scrivere. E da vivere!