Archivio per la categoria ‘2018’

Treno. Si torna. Vorrei dire a casa, ma non è proprio così. Forse si, per certi aspetti. Ma in realtà sento che tutto quello che so e che voglio, di me e da me, sta dentro lo zainetto che mi porto dietro.

Come sempre, incontrare le amiche di una vita mi arricchisce. Anche solo di domande. Che meritano risposte sincere. Da me e per me. Ci sto pensando.

Anche qui, nei ruoli di sempre, sono stata una figura sbiadita. Come figlia, non ne parliamo. Insofferenza e disabitudine non hanno restituito la migliore me. Come mamma di un ragazzo influenzato.. vogliamo parlarne? sempre in giro e refrattaria a tutti i consigli che arrivavano, assente e arrogante, quindi.

Ok. Devo ritrovare un po’ di dolcezza… prima o poi. Perché sto abbattendo alcuni muri: e lo devo fare con forza, per fare un buon lavoro. Veloce. Inesorabile. Inevitabile. E quello che già vedo, oltre il muro e le macerie, mi piace, mi attrae, mi stordisce e inebria. Devo proseguire per questa strada, perché è quello che voglio.

Per chi si trova lungo la mia strada: pazienza. È un momento di disequilibrio. Ma è uno dei periodi più interessanti e intensi della mia vita. Da molto. Moltissimo tempo.

L’ultima volta

Pubblicato: 26 dicembre 2018 in 2018
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Camminando per Padova oggi so che c’è un posto in cui ho voglia di passare. È più di una voglia: è un’urgenza.

Le cose sono molto cambiate.

L’ultima volta che sono passata a trovarti avevo tantissima rabbia in corpo. Tutti i passi che facevo (ed erano veramente tanti) non riuscivano a calmarmi. Non elaboravo pensieri. Ero cieca e sorda; non mi arrivava il sole, non mi toccava il vento, non sentivo né amore né parole. Niente partiva, niente arrivava. Tutto veniva fagocitato dalla rabbia.

Ho pensato che eri l’ultima speranza per cambiare le cose. Ed è successo. Tu, che non mi hai mai giudicato, hai permesso a mio dolore di uscire. Ho trovato un angolino e ho lasciato le lacrime scorrere, finalmente. E aspettato che uscissero tutte, per potere ripartire libera.

Di fronte a te ho provato tanta vergogna, per come ero diventata. Sconfitta. Senza un’idea di come uscire da tutto quello che era la mia vita.

Ecco.

L’ultima volta ero quello che ero. Oggi è tutto diverso. Penso che ti piacerebbe vedere chi sono, anche se non tutto è risolto.

L’ultima volta mi sembra tanto lontana. E non c’è situazione in cui non abbia pensato che avrei voluto condividere finalmente e veramente con te le mie idee. Capire se avresti potuto vedere dalla mia prospettiva le scelte che sto facendo. Non potrei dirti proprio tutto, per pudore e opportunità. Ma non farei più finta che vada tutto bene. È comunque un dialogo che non ho mai interrotto, nonostante tutto.

Quanto mi piacerebbe avere un ultimo abbraccio, papà.

Oggi. Sempre.

Il (mio) Natale

Pubblicato: 22 dicembre 2018 in 2018
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Non molto tempo fa, la persona che ero passeggiava tra itinerari rassicuranti e montagne di abitudini che ora riesco a inquadrare come catene ma che rendevano, allora, accettabile la mia vita.

Il calendario scandiva le giornate i mesi gli anni, e io aspettavo il momento in cui avrei potuto essere felice.

Facevo le cose che andavano fatte, perché da sempre si fanno, e zittivo la tristezza che sentivo nel fondo della mia anima.

2018. È arrivato il Natale, anche quest’anno. E per la prima volta non ho fatto quello che andrebbe fatto, perché da sempre si fa: scendere in cantina, programmare quei due o tre viaggi su e giù, riempirsi di scatole e sacchetti e ricomporre l’albero, riempirlo, illuminarlo. Tirare fuori tutto. Spargere qua e là richiami. Presepe. Ghirlanda alla porta. Calze vuote. Oro. Rosso.

Accendere le luci dell’albero e sentire l’effetto che fa. Far partire la compilation su Spotify e osservare. Panoramica.

Posso dirlo? È il (mio) Natale migliore! Senza simboli e pupazzetti, campanellini e brillantini. È una scelta: festeggio la vera nascita, della mia vita che assomiglia ogni giorno di più a quella che voglio. Un Natale di sostanza, poca apparenza. Le aspettative non sono più campate in  aria, ma hanno radici ben piantate e attendono il tempo giusto per germogliare.

Ho incontrato e accolto persone che hanno saputo portarmi verso i miei confini per farmi guardare oltre e scoprire che c’è molto di più. Che posso molto  di più. Che voglio molto di più.

Ed è lì che mi porterà il viaggio. Frantumare le convinzioni e le convenzioni, le idee e i non posso. Accettare i rischi e le prove. E viaggiare. Andare. Scoprire. Rinascere.

Buon Natale, qualunque sia.

Un giorno qualunque

Pubblicato: 20 dicembre 2018 in 2018
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Tempo. Un giorno qualunque, in un inverno speciale, in un viaggio qualunque, in una giornata normale.

Metropolitana. Cuffiette. La mia compilation preferita di questi giorni. Appoggiata nel punto di congiunzione tra due vagoni. La conversazione digitale potrebbe essere sonnacchiosa, vista l’ora. Invece no. È di quelle che entra dentro e scuote.

Mi trovo improvvisamente nuda. I miei occhi scrutano gli occasionali compagni di viaggio, nessuno mi percepisce. Ognuno interagisce col proprio smartphone. Io cerco un’energia simile alla mia, vorrei riconoscere ed essere riconosciuta. Ma non succede, non siamo in un film.

Fingo di cercare un equilibrio, ma in fondo so che mi piace così. Il viaggio non è solo quell’insieme di fermate. Quel ricambio continuo di esistenze che non comunicano tra loro. Un punto di partenza e uno di arrivo. È molto di più.

Sento tutte le mie emozioni che circolano, oggi in maniera dirompente, e provo quella sottile felicità di percepire tanta vita dentro. Mi chiedo dove fosse tutta questa energia, che oggi mi accompagna senza tregua, in luoghi mai nemmeno immaginati.

Dovrei rivestirmi. Ma non mi va. Nuda. Esposta. Viva.

Non sei tu

Pubblicato: 15 dicembre 2018 in 2018
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Con chi parli? Perché ridi? A cosa pensi? Perché stai sorridendo? Con chi ti scrivi sempre?

Senza offesa: ca..i miei!

Non è che ogni espressione del mio viso ti riguardi. Anzi..

Dove vado, con chi vado, con chi rido o sorrido, con chi piango… no, questo no, non lo condivido…

Con chi scambio le mie parole, a chi rivelo le mie emozioni, chi mi ascolta, veramente. Chi mi prende in giro, quando ci vuole. Chi accoglie la mia rabbia, accettando reazioni esagerate….

Bene, semplicemente: non sei tu.

24 ore da dimenticare. O forse no.

Pubblicato: 13 dicembre 2018 in 2018
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È incredibile. Quando ieri mi sono svegliata e ho capito la mia nuova libertà posso dire di essermi avvicinata alla felicità più di quanto non sia successo negli ultimi… quindici anni..?

Poi è iniziato un rosario di situazioni complicate e sgradevoli, fino a sera. E molta di quell’energia mi ha abbandonato.

Oggi non è andata molto diversamente. Fino a sera. Quando la situazione cui tengo maggiormente l’ho recuperata.

Forse il vero viaggio, quello di esplorazione e conquista di nuove terre, prevede che non si possa portare sempre tutto. E anche le cose più care o le persone positive cessano improvvisamente di essere un valore aggiunto.

Probabilmente, alcuni tratti vanno percorsi da soli. O, molto più semplicemente, sono io. Non lo so.

Oggi, all’ennesima spiegazione di una mia scelta, non capita, mi sono chiesta perché. Perché stavo perdendo tutto quel tempo a parlare con chi, da tempo, non mi vede veramente? Perché rispondere a chi, con qualunque intenzione, contesta la mia natura? Nel mio mare non c’è posto per tutto. Né tutti. Nel mio mondo, chi desidera esserci, si mette al mio livello e cammina nella mia stessa direzione. STOP.

Questo è il mio cielo

Pubblicato: 12 dicembre 2018 in 2018
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E questo è il mio volo. Ho dato tanto per scontato. Pensavo di aver capito tutto.

Oggi, improvvisa, la meraviglia: questo è il mio mare. Questo è il mio viaggio. I miei passi. Nessuno traccia più i confini. Nessuno più indica il percorso.

Nessuno può dirmi chi c’è allo specchio. Che lavoro posso trovare, forse. Quali sogni posso fare.

E capisco tutto. Il senso delle idee della mattina, tra colori e segni che mi assomigliano. Capisco (solo io?) i miei chili, riflessi con piacere nello specchio. La mia ricerca, costante, della parte più viva e istintiva. Le chiacchierate, che ogni giorno aggiungono qualcosa alla mia vita. Le scelte, che hanno aperto scenari impensabili. Tutto, finalmente, è chiaro. Oggi. La mia vita. Il mio mondo.

8-12-2018

Pubblicato: 10 dicembre 2018 in 2018
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Mattina di festa, fuori con la solita compagnia: i miei pensieri.

La città addobbata, le vetrine natalizie, la compilation musicale: niente, continuo a non sentire niente.

Ho detto a G: quest’anno, scelta netta. Natale 100% (albero, presepe, biscotti, zenzero e cannella….) oppure 0. Pensaci e fammi sapere. Sono passate due settimane. Nessuna risposta. E quindi: continuiamo così, ignorando il Natale, a casa nostra non entra. Che non sarebbe nemmeno grave, se non entrasse veramente per niente: né il bello né il brutto. Niente. Ma sarà così? Vedremo.

Intanto per qualche ora ho cercato in me una certa dimensione di famiglia. Ho cercato di forzarmi in un ruolo che sento sempre meno, occupandomi con una manciata d’amore di cucina, di bucato, di ordine. Spegnendo tutto il resto. È chiaro che così non funziona. Non posso scegliere di accendere e spegnere parti di me. In ogni caso, giusto o sbagliato che sia, non sarei felice. E nessuno intorno a me lo sarebbe.

Nella mia personalissima ricerca quotidiana, ho ritrovato tanto di me. Mi manca l’habitat. Ma ho fiducia. Più riesco a ridimensionare la parte razionale, più l’istinto è libero, a modo mio, ritroverò tutto. Anzi: troverò tutto. Tutto quello che mi appartiene, veramente. Tutto quello che voglio, veramente. Tutto quello che sono, veramente.

Perfetto

Pubblicato: 2 dicembre 2018 in 2018
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Mi calmo e valuto le ultime cose e non ne vengo a capo. Cammino, mi perdo e parlo, parlo tanto, tantissimo. Ma ancora non ne vengo a capo. Perfettamente.

Però, proprio un bel fine settimana. Pieno, intenso. Perfetto.

Ho visto le persone giuste. Fatto tutto quello che volevo.

Il film condiviso con Giò, con sufficiente suo entusiasmo e totale il mio. Poi, nel buio della sala, una scena di un amore che non può essere, due persone che si dicono che saranno comunque l’una per l’altra tutto tranne il sesso, e le mie lacrime che scendono. E io lo so il perché.

Perché nonostante il mio cuore blindato, non riesco a vivere senza arrivare alla completa profondità emotiva. E pretendere, probabilmente, quello che gli altri non possono o non vogliono essere.

E mi trovo, ancora una volta, con mondi affettivi che mi sfuggono dalle mani. E da quel posto molto vicino al cuore.

Non ho voglia di sentirmi sbagliata. Non mi piace perdere sempre. Ma di fatto…

E camminare di nuovo sola, sapendo che questa volta sarà molto difficile, perché alcuni vuoti sono più profondi di altri. Ma che forse è la cosa più giusta. Per non incrociare destini che hanno viaggiato a lungo paralleli, incontrandosi raramente, e mai veramente, e ci sarà un perché.

Non mi resta che sorridere e sperare di ritrovare tutto da un’altra parte, in una dimensione possibile. Allora scherzando con Giò gli faccio ammettere: Freddie Mercury batte Martin Garrix, almeno oggi.

E, nell’ultimo incontro di oggi, un’amica mi fa una sorpresa, esaudisce un mio desiderio e mi apre il cuore.

Tutto perfetto. Tristezza, amore, amicizia sono la musica di questo mio mondo sempre in costante imperfetto movimento.

E il viaggio continua…

What a wonderful life

Pubblicato: 27 novembre 2018 in 2018
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La lotta con le parole mi ha immobilizzato venti minuti, tre opzioni, tre colori molto diversi. E l’impatto che ognuna di queste parole aveva dentro di me. E immaginare le espressioni di chi avrebbe letto. E l’impatto che queste espressioni avevano dentro di me. Non sono riuscita a scegliere.

Ho abbandonato le righe che ho scritto fino a quando avrò capito che sono “solo” parole, non si tratta della mia vita!

Oggi ho fatto la scelta più giusta che andava fatta, per poi sentire che no, non mi rendeva proprio felice. E sono tornata indietro, sorridendo di tutta questa incoerenza, sapendo che non si tratta della mia vita, ma di un tratto di strada estremamente mutevole, disseminato di attrattive e pericoli e io, salterellando qua e là, spesso cado. Ma poi mi rialzo.

Io non lo so, esattamente, cos’è la mia vita. Il che potrebbe essere giudicato grave, a questo punto. Nessun percorso lineare da seguire per raggiungere il tramonto. Nessun luogo mi aspetta nei weekend. Giusto la Martesana, in transito. E tutto questo, fino a poco tempo fa, mi provocava un senso d’ansia. E di fallimento.

Oggi sento la ricchezza della vita che sto vivendo: l’ebbrezza del cambiamento, la continua scoperta di sfumature e di nuovi territori da esplorare. Nuove forme di amicizia, nuovi desideri inconfessabili. Guardando solo verso l’unica direzione possibile.