Archivio per la categoria ‘2019’

Unghie spezzate

Pubblicato: 9 giugno 2019 in 2019
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Mi guardo le mani. Da qualche giorno ho un paio di unghie veramente brutte. Si sono spezzate e, nella rincorsa quotidiana loro, le unghie, le ho lasciate lì, trascurate.

Mi guardo le mani, forse l’unica cosa del mio corpo che mi è sempre piaciuta. E che ho sempre cercato di curare. Senza smalti, decorazioni o unghie posticce.

Mi devo fermare un attimo. Ho bisogno di pensare. Fare luce. E tenere la luce accesa, come ho letto recentemente, avere una traccia da seguire, reale e pratica. E squilibrarmi: questo vizio di evitare scontri mi sta prosciugando le energie.

Luce. E unghie curate: è un punto di partenza.

Finisce il corso, saluto tutti e mi sento più sola. Immagino gli altri che rientrano nella loro vita coerente mentre io mi infilo nel congelatore. La lucina si spegne e nessuno mi vede più. Io stessa vedo poco, solo dubbi su dubbi. Solo che… non è più come prima.

Io che voglio percorrerla quella strada, ma devo affrontare una guerra. Io che voglio vivere, ma mi toglie l’ossigeno. Io che voglio ridere, ma mi butta addosso rabbia. Io che non ne posso più!

Voglio percorrerla quella strada, senza sapere per dove, affrontando le paure, sapendo che lì… Valeria c’è! sono viva, sono io, non mi sento sbagliata. E per capire meglio, so che devo leggere e scrivere e leggere e scrivere. E farlo sempre e tanto. Non fermarmi mai.

Ma quando sono lì, viene a prendermi per riportarmi nello squallore, nella tristezza, nell’oggi senza un domani. Non c’è più dialogo, non c’è più niente. Ci sono solo le parole. Che non sono più un semplice rifugio che rende tutto perlomeno accettabile. No. Sono tanto di più. Non lo capisce, non lo accetta, deride e banalizza. Amen. Non ho bisogno dei suoi applausi. Ma di unghie curate. E di una luce sempre accesa. Sulla mia strada.

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Un piccolo raggio di sole per me

Pubblicato: 2 giugno 2019 in 2019
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Raggio di sole

Domenica mattina presto, molto presto. Colazione. Antinfiammatorio per il collo testa spalle. Divano. Io e le prime luci del giorno. Silenzio. Il sonno viene a riacchiapparmi, la dimensione onirica ha delle cose da dirmi. Non mi ribello: non sono nemmeno le sei ed è domenica.

Quindi mi ritrovo nel sogno, che parlo, finalmente. Che mi muovo, continuamente. E che devo partire, io e Giò e una valigia troppo pesante, con il tempo che corre troppo velocemente. E  la Stazione Centrale si è trasformata. Non c’è più quel noiosissimo itinerario di scale mobili per arrivare ai treni. Ma un unico ripidissimo sentiero senza corrimani. Il treno, la mia occasione, che sta per partire. Io con il valigione, il sentiero, il tempo:  non so se ce la faccio, ma voglio andare avanti. Non spero in un altro treno. O in uno stupido rimborso. E’ questo il mio treno. Punto. Ignoro la fatica e le lacrime. Non è questo il momento. Devo andare!

Poi mi sono svegliata. Un’immensa voglia di spiaggia, delle mattine di luglio, quando il mondo dorme e io no. Il mare è gentile. Il venticello  una carezza. La lunga bassa marea un invito alla passeggiata. Il desiderio di immergermi, di sentire l’acqua e l’immensità. Ed è tutto finalmente infinitesimamente  piccolo: io, la mia vita, il tempo e i problemi. Chissà se proverò lo stesso piacere, con la mia natura che quest’anno è totalmente cambiata? Potrebbe essere tutto ancora più intenso.

C’è Romeo, mi guarda impaziente. Sai che c’è? andiamo! Ho proprio voglia di sentire brillare questo piccolo raggio di sole, tutto per me.

Cuore arrabbiato

Pubblicato: 1 giugno 2019 in 2019

Già dal risveglio è tutto chiaro. STATEMI LONTANO!

Sono quelle giornate così: bisogna farle passare interagendo il minimo necessario. Domani forse tornerà il sole. Oppure magari capirò meglio. Non è rabbia. Solo un fortuitissimo umore di m…

Decido semplicemente che il cerchio di protezione è blindato. Non voglio nessuno. Ma per il resto non mi lascio andare. Doccia piacevolissima, capelli, creme. Vestiti puliti. Passeggiata. Ho un tremendo torcicollo che inibisce i movimenti, mi sembra che anche le spalle siano totalmente contratte. E comunque stiro. E comunque cucino e faccio la spesa. Senza alcun amore.

Quando esco cerco su Spotify una delle mie compilation. Dopo la prima canzone ne parte una che non c’entra nulla. Cambio compilation. Inutilmente. Chiudo tutte le app, riapro Spotify. Nuova compilation stesso risultato. Riavvio tutto. Che cazzo! Spotify. Compilation. Canzone che non c’entra. Mi arrendo. L’ascolto, almeno si toglierà dai piedi. Parte: “Piccola stella senza cielo”. Un po’ è così, oggi.

Ciao S.

Pubblicato: 31 maggio 2019 in 2019
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Abbastanza lontana da non infastidirti? Non ho ben capito cosa ti abbia tanto irritato. Rispetto la tua rabbia, e ti starò lontana.

Non mi scuso se preferisco guardare le persone in faccia, vedere gli occhi che ridono, o si fanno lucidi, o emanano amore. Non mi scuso se mi piace vedere le emozioni e non affidarle alle faccine di un cellulare. Non mi scuso se penso che il tempo passato insieme abbia immensamente più valore di una telefonata. Se mi sento più a mio agio persino a mandarti a.. quel paese guardando il tuo volto, e ricevere un vaffa… di risposta.

Vivo già troppo spesso in dimensioni tutte mie, accompagnata dalla velocità schizofrenica delle parole, compiendo viaggi psichedelici in cui tutto si mescola: parole, emozioni, lacrime, risate. Istantanee di realtà entrano in me, provocano viaggi nei ricordi, nelle speranze, in un futuro (im)possibile e tutto viene centrifugato e esce pieno di pieghe che non posso stirare, perché è in quelle pieghe che io vivo.

S., sono tutto questo. Ho voglia di toccare e essere toccata, stranamente. Sto lavorando sulla distanza. E non mi scuso.

Ho inseguito farfalle colorate

Pubblicato: 23 maggio 2019 in 2019
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La mia serata è arrivata: totale libertà, cena procurata al rientro, due chiacchiere affettuose.. nessuna regola, nessuna incombenza…

Appena atterrata sul divano, in cazzeggio libero, la tua faccia strana, occhi lucidi e il poco rassicurante: “Spegni tutto, ti devo parlare”. Sento i primi sassolini di una frana che a breve ci sotterrerà, cerco invano una via di fuga, ti sorrido comunque…. “dimmi tutto”

Respiro. Ascolto. Ti consolo. Tengo a freno quel sottofondo di rabbia. Vedo tutto complicarsi con impennate di sconforto, scontri inevitabili, desolazione. Voglio che tu sappia che sarò sempre dalla tua parte.

Rimango da sola. Penso. Mi sembra tutto tanto lontano, improvvisamente. Con quale forza posso riordinare questo casino? Ho inseguito farfalle colorate, pensavo fosse un mio diritto; riappropriarmi delle emozioni, respirare desideri lontani e dimenticati; giocare al di fuori di tutto, perché so come ci si sente dentro, e dentro non ci voglio più stare. Ma se il prezzo lo paghi tu, allora no.

Di nuovo la notte, dormo poco e male, l’affluenza costante di domande, direzioni opposte, sensi di colpa, è l’uscita di questa giornata tanto bella e tanto brutta. L’alba mi accoglie rassicurante: hai tutto il giorno, svuota la testa e sorridi.

Riparto.

PS: ho appena ricevuto una notizia bellissima… that’s the way it is…

TILT!!

Pubblicato: 22 maggio 2019 in 2019
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La comunicazione non è sempre facile. Chat. Audio. Digita digita, ascolta e rispondi, fino a consumare le dita!

Mi racconti tutto, fai quadrare tutta la tua disperazione in quel castello di razionalità che, però, è il tuo di castello.

Io che cerco di farti sentire un’ipotesi alternativa, perché non è sempre il caso di rincorrere la logica. Perché alla fine tocca pure fidarsi di qualcuno, se si vuole vivere. Ok, anch’io ho qualche difficoltà a dare fiducia… okay okay… abbastanza sempre… ma non si sta parlando di me. E poi! Metti qualche paletto, cazzo! Non puoi contare così poco per te!

Ma non ti fermi, in questo delirio di messaggi, mi chiedo se leggi le mie risposte, e se capisci a cosa mi riferisco, visto che io cerco di darti pensieri articolati mentre tu spari a raffica, una mitragliatrice senza pietà, e mi costringi a scrivere una cosa ma pensare già a quella successiva, non sono sincronizzata né con te né con me stessa…

Basta!

Ti fidi di me, dici. Ma contesti tutto quello che è fuori dalla tua logica. Più mi impegno a farti allargare la tua visione più ti sento innervosirti, penso che se insisto, molto presto farò parte di quel quadro che congiura contro di te.

Stop!… mi arrendo.. alzo le mani… e non digito più!!

Sarà

Pubblicato: 20 maggio 2019 in 2019
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Sarà che è lunedì, e piove… ancora!

Sarà che non ci si sveglia sempre con il piede giusto… o sono i calli che dopo tanti passi iniziano a farmi un po’ male…

Sarà che l’appuntamento di oggi è andato meglio di quanto previsto, che mi aspettavo una gentile ramanzina e invece no, quasi quasi mi ha fatto i complimenti per il lavoro fatto…

Io che ti prego, ti imploro di vedere chi sono veramente, e di aiutarmi a trasformare “il mio giochino” in una strada vera e propria.. solida…

Perché è troppo tardi per tornare indietro, perché il mio cuore vede solo parole, parole che sfrecciano, mi colpiscono, scappano, da riordinare, da… disordinare…

Riprendo i miei passi, estremamente sola, tra me e il mondo pensieri nervosi e musica a tutto volume… qualche venditore di ombrelli o calzini vorrebbe chiacchierare con me… ma almeno uno di noi è dentro un acquario… aprono la bocca come i pesci e non mi arriva la voce.. scusatemi, non è giornata: nessuna empatia, nessuna emozione.

Le catene che ho scelto, oggi, non mi immobilizzano più in una vita che non voglio. Al contrario. Mi impediscono di tornare indietro, mi legano stretto stretto a chi sono.  Ai miei passi, alle mie parole, al mio aspetto, alle ondate di emozioni.. a tutto quello che mi indica la direzione. A quel che è. A quello che sarà.