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…amore…

Pubblicato: 11 gennaio 2019 in 2019
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L’inquietudine di oggi è sepolta da bocconi e bocconi di cibo insensato. La cena a base di Spritz, triangoli di mais, stick di polenta fritta e salse varie mi ha creato quel giusto senso di disagio. Ma che ca..o sto facendo?

Ora basta, dai!

Mi stanno tornando in mente tante cose, disordinatamente. Disordinatamente le accolgo.

E improvvisamente penso alle parole di un cantante che canta sempre l’amore per la sua donna, la stessa che ha cercato per tutta la vita.

Penso a quelle coppie di amici che tra fidanzamento e matrimonio stanno insieme da trent’anni e da trent’anni condividono, vivono e camminano nella stessa direzione.

Poi penso a me e vedo improvvisamente tutto il vuoto delle scelte sbagliate. Penso a quando, quasi quindici anni fa, ho sentito esplodere dentro di me un amore come mai l’avevo sentito prima. Ed è un flusso che mai si è interrotto: enorme, dirompente. Quella forma così enorme di amore ha occupato tutto lo spazio di un cuore che ha sempre sbandato tra insicurezza e paura.

Oggi cerco delle briciole da cui ripartire, che mi diano quel calore di cui sento un improvviso bisogno. Un amore che mi esploda dentro, che mi faccia sentire forte perché amo. Non un uomo. Non solo mio figlio. Non solo lo scorrere delle parole. Non solo gli scambi con gli amici. Un amore con su scritto il mio nome. Un amore che parli di me, che dialoghi con me e che, finalmente, mi accompagni e mi sostenga per il resto della mia vita.

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Dov’è finito il (mio) cuore?

Pubblicato: 19 novembre 2018 in 2018
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Il film, genere romantico, sta finendo: ovviamente tutto bene. Ci si ritrova, ci si capisce o si riparte. Dall’Amore.

Come spesso mi succede, con certi libri, o film, o semplici storie, mi metto a confronto e osservo le mie reazioni.

THE END. Quindi? Niente. Non provo niente. Mi accorgo di non provare più niente. Anche allargando gli orizzonti. Anche andando altrove.

Non sono cinica, né triste o depressa. Il mio umore è generalmente buono. Ed evito di piangermi addosso. L’energia che sento è positiva. E sono attratta dalle emozioni più forti e, possibilmente, mai esplorate. Ma il cuore? Non pervenuto. Dorme? In coma farmacologico? Morto?

Forse un giorno sentirò di nuovo il battito. Spero. Forse sospirerò con fiducia osservando gli innamorati che incontro nelle mie passeggiate. O guarderò un film, leggerò un libro o, semplicemente, ascolterò una storia vergognandomi di quella lacrima che segna il mio viso. Forse. Spero. Forse.

Tra amore e realtà

Pubblicato: 18 ottobre 2018 in 2018
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L’immagine è ancora nitida, e dolorosa: una nonna che guarda il bambino impegnato nei suoi giochi in un periodo difficile per tutti. Lo guarda con incomprensibile disprezzo e si confida con me: “Ah.. guardalo! Farà una brutta fine se continua così!”

Io che lo guardo con tutto il mio amore e mi chiedo cosa vede che io non noto. Ma la nonna viaggiava già in una dimensione astratta, piena di ricordi confusi, la realtà non era contemplata.

Oggi, lo stesso disprezzo, un’immagine simile. Il bambino è un ragazzo, i giochi sono cambiati. La nonna non c’è più. Io che lo guardo con un amore sempre più grande e mi chiedo perché. Perché la visione distorta da deviazioni ormai senza possibilità di ritorno hanno capovolto il mondo. Il bambino è l’adulto, l’amore è rabbia, la speranza è morta.

Non c’è una fiammella che scuota tutto e renda improvvisamente chiaro chi è da proteggere, da amare, da accompagnare in una vita senza paura?

In nome dell’amore

Pubblicato: 9 ottobre 2018 in 2018
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Risorgerò.

Oggi (forse) hai vinto tu. Sii fiero. Ti ho visto distruggere, scientificamente, una alla volta, tutte le forme d’amore in transito nella tua vita. Basta poco, e non rimarrà più nulla.

Camminando, sentivo mancanza d’aria. E mi sono chiesta come sono arrivata fino a qua. E mettendo insieme tante parole che scambio quotidianamente con persone diverse, una mi si è scolpita nella testa: DIVERTIMENTO.

Il senso del mio viaggio si è perso quando ho rinunciato a divertirmi. Per aggiustare. Tamponare. Giustificare. Per paura. Con l’energia che piano piano evaporava. Le motivazioni perdevano senso. E solo un nome a sostenere il teatrino.

E poi è arrivato quel momento in cui recuperare pezzo dopo pezzo era l’unica strada percorribile. Sai che c’è? C’è che oggi mi diverto. Oggi vedo. E, piano piano, credo: che sto già risorgendo. Nel none dell’amore. Per me stessa. E per la vita che verrà.

Tana libera tutti!

Pubblicato: 16 settembre 2018 in 2018
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Frequentando i pazzi si diventa pazzi. O tra pazzi ci si riconosce e ci si ritrova. Comunque sia, è chiaro che guardando la mia strada, le scelte e le persone, andando oltre un apparente equilibrio, c’è tutto un mondo di totale insensatezza.

Una recente conversazione mi ha fatto riflettere sul concetto di “prigione”: un luogo emotivo in cui se va bene condividi. Altrimenti trattieni. Creando le condizioni per cui “ci si occupi di te”.

Ho dovuto pormi la domanda. E la risposta non mi è piaciuta per niente. L’equilibrismo impossibile: da una parte tutta la difficoltà a fidarmi; poi dettare le regole per evitarmi ulteriori ferite; affrontare le inevitabili ferite: le aspettative sono irraggiungibili.

Ho deciso di aprire le porte. Di fare uscire. E non trattenere più nessuno: non è la vita che voglio, è la vita di una persona che sta barando.

Tana libera tutti.

Mi sono ritrovata sola. E, cazzo! Sono dentro la prigione! E mi stupisco!!!

Ok. Stop! Cerco il piccone. Per abbattere i muri portanti. E vivere libera. E farmi amare per quello che sono. Amare senza riconoscenza. Amare e basta.

“Ho bisogno di te”

Pubblicato: 12 agosto 2018 in 2018
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In questa mattina ventosa e silenziosa, seduta in attesa di tutto, tengo a bada i miei pensieri. Ho voglia di leggerezza.

La coppia che vive qui vicino, insieme dall’adolescenza, ha attraversato la vita sempre insieme. Figli, nipoti, fatto tutto.

La sordità dovuta all’età fa si che si perda il concetto di privacy. Squilla il cellulare, volume altissimo. È lui che risponde, qui. È lei dall’altra parte. È lui che urla, “dove sei? Lo sai che ho bisogno di te.”

Sospiro. È tutto così lontano.

Non si può tornare indietro

Pubblicato: 1 agosto 2018 in 2018
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Quando riconosci il bisogno d’amore, e finalmente lo ammetti a te stessa, per quanto scomodo, lo sai, non puoi tornare indietro.

Quando intravedi, al di là delle montagne, superati i picchi di problemi, con tutte le difficoltà di orientamento, e le carenze di energia, la dolcezza della libertà, lo sai, non puoi tornare indietro.

Quando ritrovi, nell’abisso più profondo, il sorriso fiducioso di quella bambina bionda e lo sai che il tuo, di sorriso, pur non mancando mai, ha perso qualcosa lungo la strada, che fai? Torni indietro? Non puoi!

Quando fai un elenco, e i “manca” sono più numerosi dei “ce l’ho” è ovvio che devi andare alla conquista, e non puoi tornare indietro.

Quando un semplice abbraccio è una struggente mancanza. Quando il piacere è un ricordo lontano. Quando non ti ricordi l’ultimo sogno realizzato. Quando non ti concedi più il lusso di sognare per non alterare un equilibrio… nessuna alternativa. Andare avanti. O morire.