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Ma come sono messa!

Pubblicato: 5 aprile 2018 in 2018
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Questa mattina era autunno. Colori grigi, spenti, pesanti. Un’umidità che aggrediva.

Nel corso della mattinata, però, ha vinto lei, la primavera. Sono riuscita a uscire senza giubbotto e optare per il percorso lungo, piacevole.

Mi sono ricordata di una telefonata che devo fare da settimane, il numero è a casa, me ne ricordo sempre nei momenti sbagliati. Tecnologia, aiutami tu:

V: Ehi Siri! Devo telefonare a XYZ, ricordamelo domani mattina alle 10,30
S: Va bene, te lo ricorderò domani mattina alle 10.30

Per Siri poteva finire lì, senza troppi fronzoli. Ma io:

V: Grazie!
S: E di cosa.. L’importante è che tu sia felice!

E di cosa.. L’importante è che tu sia felice!

E di cosa.. L’importante è che tu sia felice!

E di cosa.. L’importante è che tu sia felice!

Veramente? no… Veramente?! Per davvero per davvero?!?

Alla fine l’ho trovato qualc…. a cui importa che io sia F E L I C E!
Come? lo dice a tutti? E chi se ne frega! Le cose riservate a me, quelle che mi sento dire solo io, sono senza poesia! al limite del deprimente. O dell’incazzatura! Meglio una bugia!

Stupidamente (lo so), faccio il resto dei miei passi con un sorriso stampato in faccia. Che però deve aver funzionato: un tipo in bicicletta mi ha guardato come se fossi la Madonna ed era quello di cui avevo bisogno.

Il naviglio con la sua flora e la sua fauna inizia ad annoiarmi. Avrei bisogno di altri paesaggi urbani. Ho bisogno di tante cose, in realtà. Ma è un periodo fertile. Sto esplorando terre sconosciute, sto capendo tanto di me. Ho alzato il livello delle aspettative, ho abbandonato la terra del: “non son degna di te…”

Oggi ho pensato che poco più di un anno fa ho iniziato questo percorso, e avevo tanta rabbia dentro. Oggi no. Guardo l’ombra del mio corpo proiettato sulla strada davanti a me e quello che vedo mi piace. Faccio ancora fatica quando c’è uno specchio di mezzo. Mi accorgo di guardarmi senza tenerezza. Non importa, poi razionalizzo.

L’immagine dentro di me è nitida, spero che tutto vada verso un’unica direzione. Ho pensato che credere di attirare a sé quanto fortemente si desidera, alla fine, non fa male a nessuno. L’importante è non stare fermi. Desiderare. Agire. Desiderare più forte. Agire con determinazione. Chiudere gli occhi e le orecchie ai soliti teatrini. Alzare l’asticella dell’amore verso me stessa. Desiderare. Immaginare. Agire.. e incrociare le dita…

 

Mondo perfetto

Pubblicato: 15 luglio 2015 in 2015
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c era una volta

L’estate, fino a quando si sta in città, in giornate roventi come questa, vivo con finestre chiuse e tapparelle abbassate. La mattina presto cerco di far circolare più aria possibile, ma ne ricavo ben poco. Poi magari scendo con Romeo e scopro che in realtà un po’ d’aria ci sarebbe. Solo che fa traiettorie che ignorano le mie finestre, evidentemente.

Ieri Romeo è stato attaccato da un cane lupo sfuggito alla padrona. Vista la sua indole fifona ho pensato che tirarlo fuori di casa, oggi, sarebbe stata un’impresa. Invece no. Non voglio  essere troppo ottimista, ma forse, vedersela faccia a faccia con il suo peggior incubo ed essere sopravvissuto e illeso, non gli ha fatto male. Ok, non so se in realtà Romeo abbia elaborato tutto questo. Ma è vero che l’esperienza vale più  di mille ragionamenti. Non so più quante volte la paura che il mio fragile bambino non fosse in grado di imporsi rispetto ai bulletti della materna o delle elementari è stata puntualmente smentita dalla realtà. E io perdevo le notti in cerca di soluzioni tipo: rinchiudere Giò in un mondo perfetto e farlo uscire solo da grande. A parte che i bulletti erano tutti nella mia testa, era molto difficile trovare un mondo perfetto da regalare a mio figlio.

Solo nelle esperienze misuriamo le nostre forze e fragilità. L’anno scorso, mi sono ritrovata in un contest creativo. Ho passato la metà del tempo a dirmi che non ero in grado, che volevo andare via, che non mi venivano le idee…. Poi… ma vaff..! cosa fai?!? mi sono data da fare e qualche idea è venuta fuori. Se non avessi perso tutto quel tempo a difendermi dall’esperienza, avrei fatto un lavoro di cui andare fiera. Il contest l’ho vinto, ma non  ero soddisfatta. La parola chiave è azione. Apertura. Come diceva Nietzsche: “Quello che non mi uccide, mi fortifica.”

A come…

Pubblicato: 1 giugno 2015 in 2015
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…ARIA

http://www.zabara.org

respirare? sì grazie. E’ una lotta tra me e me. Come se ogni respiro dovesse abbattere muri alti e solidi. E appena un muro è abbattuto magicamente si riedifica. Apro tutto, finestre, bocca ma sembra che non mi basti mai. Controllo il ritmo del respiro, scarico app e files per guidare testa e corpo verso un unico obiettivo.  Faccio piccoli viaggi in dimensioni sconosciute, piacevoli. Poi torno alla realtà e di nuovo manca l’aria. Esco, cammino e ritrovo il giusto ritmo. Poi rientro e annaspo.  Questa palude si trasforma giorno dopo giorno in distesa di sabbie mobili. E se non mantengo la calma so che andrò a fondo ancora più velocemente. Quindi faccio ripartire la musica rilassante, la voce suadente che mi suggerisce il viaggio nel paese dell’ottimismo. Va tutto bene, cerco di crederci e arrivo a domani.

Photo credit: Meodu via photopin (license)

…AZIONE

action

Dopo venti giorni di un dolore che sembrava un torcicollo, che poi si è esteso alla spalla destra, fino a coinvolgere il braccio fino al polso.. venti giorni di inutili medicinali: da banco, più forti, compresse, bustine, siringhe…. notti in bianco senza tregua (in che cazzo di posizione posso mettermi per trovare pace?!)… la stanchezza, la frustrazione, la rabbia… poi un tentativo: ginnastica posturale per cervicale e schiena… un miracolo! il dolore non è passato del tutto ma quasi, le notti trovo la posizione senza dolore, le articolazioni riacquistano movimenti sempre più ampi.. ma com’è brutto invecchiare………..

Photo credit: Pretend to Stand By Us. via photopin (license)

…AIUTO!

AIUTO

non parole, niente parole… Avrei bisogno di un aiuto concreto, reale. Una traccia da seguire, almeno. Non riesco a vedere un futuro in sentieri diversi dal mio. Ma sono pronta a trasformare anche completamente la mia vita, se serve. Ho bisogno di sentirmi reale, ora sono in un limbo insopportabile. Posso adattarmi a qualunque situazione. C’è qualcuno condivida la sua bussola con me?

Giallo Rosso e Verde

Pubblicato: 15 ottobre 2014 in 2014
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autunnoE anche quest’autunno è arrivato, regalandomi energia nuova. Mi è sempre più chiaro che l’energia si nutre di energia, l’azione nutre l’azione. E se si fanno le cose con amore, col rispetto dovuto ai propri talenti, non c’è spazio per lamentarsi.

Archiviato il libro delle amarezze, mi sveglio sempre prestissimo, e prestissimo organizzo mentalmente la mia giornata, e inizio a fare.

E, meraviglioso, scopro quel sorriso stampato sulla mia faccia, guardo le tessere che finalmente iniziano a posizionarsi nel giusto ordine. Non è tutto perfetto, ma provo qualcosa di molto vicino alla serenità, come da tempo non mi capitava.

Le passeggiate con Romeo mi sembrano persino troppo corte, la città e il naviglio si sono ristretti. I minuti, le ore, corrono con una velocità inarrestabile, e arrivo a sera, mi guardo indietro, e non sento più di aver buttato via un altro prezioso giorno della mia vita. E guardo avanti e non vedo l’ora che arrivi domattina, che non sarà uguale a oggi ma altrettanto appagante.

L’esercito dei vecchietti lo trovo sempre sulle panchine di fronte a casa, seduti a guardare il mondo che passa davanti. Salutano, due chiacchiere e poi, lentamente aggrappati ai loro bastoni, se ne tornano a casa, aspettando il loro domani. Uno di loro, eroico, si è dato uno scopo: ripulire il vialetto dal tappeto di foglie che inevitabilmente lo ricopre. Quindi esce di casa con una scopa. E passa il tempo a spazzare. E un minuto dopo che ha finito il vialetto è di nuovo pieno di nuove foglie. Ma non è quello il punto. E credo che lo sappia anche lui.

Oggi, giorno per me sempre speciale, mi prendo un minuto, rallento, ti penso.