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Lancio il sasso..

Pubblicato: 17 Maggio 2019 in 2019
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gioco della campana
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..e il sasso si frantuma in mille pezzi; inizio a saltare su una gamba sola e li raggiungo, tutti, uno dopo l’altro, ma non li raccolgo. Seguo unicamente un percorso, come pollicino, che è solo una delle mille possibilità. Perché ad avere tutto chiaro mi verrebbe l’angoscia.

Dinamica, si direbbe oggi: un pezzetto di strada che ha senso solo in relazione al pezzetto precedente. Punto.

Raggiungo il cuore della città e ogni volta mi sorprende l’emozione: esco dalla metropolitana e mi trovo faccia a faccia con il duomo in tutta la sua bellezza primaverile (ma anche invernale, autunnale, estiva…): mi esplode dentro! Mi butto in galleria, insieme ad altre centinaia, migliaia di persone, e guardo laggiù in fondo, poi più in alto, vengo investita da tanta bellezza.

Di fronte a tutto questo la rabbia e il lamento inizio a non ascoltarli più. Guardo i turisti che fanno tutti le stesse cose, sempre uguali eppure sempre un po’ speciali. E’ l’esperienza che rende unico un rito collettivo.

Ripenso alla giornata. Anche la mia passeggiata mattutina è stata unica, lungo un Naviglio che ho percorso tante e tante volte ma è sempre un po’ diverso. Penso alle parole che ho letto, quelle ho detto, ascoltato e scritto.

Penso che domani sarà una giornata bellissima, anche se pioverà, starò seduta per ore chiedendomi quanto sono in grado di andare avanti in questo viaggio.

Penso che stanotte, come tutte le notti, crollerò senza certezze. Probabilmente mi sveglierò con il buio, e vedrò nitidamente una piccola, tremolante luce e la seguirò, felice.

Quindi

Pubblicato: 6 marzo 2019 in 2019
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Mattina di intenso cazzeggio. Ogni tanto ci vuole. La casa è sufficientemente vuota e silenziosa. Solo Romeo ogni tanto abbaia al mondo.

Io sono qui, il fisico totalmente rilassato, la mente no. Non lo è mai.

Penso disordinatamente. A tratti sorrido, quando penso che sto vivendo varie esperienze senza nome, senza etichette. Che non mi portano a costruire, ma a scoprire. Il che non è scontato, in una fase della vita in cui pensavo semplicemente di dover seguire la corrente. Invece no.

Non sono pronta. Costruire. Amare. Stare dentro il recinto delle regole… Mi fa soffocare tutto questo.

Scoprire. Vedere (veramente). Toccare (veramente). Farmi toccare (veramente). Vivere (veramente), lasciando spento il cervello, per una volta, ma libero spazio alle emozioni.

Si vedrà. Quando sentirò meno intolleranza verso le richieste di affetto. Quando percepirò un’idea di domani, oltre a oggi. Quando riuscirò a dare un ordine qualunque al caos che mi circonda.. ecco… sarà quello il momento. Ma oggi va così.

Dietro la finestra

Pubblicato: 17 ottobre 2018 in 2018
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Oggi la signora dietro la finestra non c’era. E la finestra era aperta.

Non mi piace trovare il mondo in disordine, quando arrivo! Non voglio pormi domande. Devo trovare tracce rassicuranti come le ho lasciate il giorno prima.

Tutto si sta muovendo e sono costretta, a volte, ad allontanarmi e respirare, ripararmi dalle emozioni. Da quelle belle alle più sgradevoli, da quelle più intense a quelle appena sussurrate. Mi faccio raggiungere da tutto. Sento i colori esplodermi dentro.

Non mi perdo. È solo che decido passo dopo passo, senza chiedermi come andrà a finire, per non provocare la paura.

Ecco. La paura è l’unica compagna di viaggio che ora non voglio al mio fianco. Ogni giorno un passo in avanti. Aria nuova e si mescola a quella di sempre. Sono io sempre più distante dalla rabbia, e dalla gabbia, che giorno dopo giorno, allarga la sua trama.

Extraterrestre portami via

Pubblicato: 21 Maggio 2017 in 2017
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Ritrovarsi, improvvisamente, in una città straniera, con un’amica (l’amica, meglio), e cantare a squarciagola e ridere ridere, senza responsabilità, e parlare di cose più grandi di noi con una sicurezza divertente se ci ripenso oggi.

O in Sicilia, su uno scoglio, ad aspettare il proprio turno per tuffarsi, con l’impazienza della prima giovinezza, permettendo a tutti colori delle emozioni di attraversarci. Ora non riesco a farlo più, quanto mi piacerebbe, però! Mi manca il coraggio: perché?

Correre su una moto, senza meta, semplicemente andare, senza porsi troppi problemi, quando ne vale la pena ci si ferma altrimenti via! Che bisogno di semplicità!

L’emozione di ogni primo bacio, in cui si concentrano tutte le emozioni, le aspettative, le fantasie. Quel momento unico che apre una porta e definisce una direzione. E assaporare quell’esperienza così irripetibile e sperare che non finisca presto, perché poi, inevitabilmente, tutto cambierà.

E risentire una vecchia canzone e ritrovarsi  improvvisamente nella cameretta, popolata da tantissime cose più o meno reali, sempre pronta a partire per un nuovo viaggio, perché quello era il mio mondo e nessuno poteva accedervi.

E ora?
Un macigno sul cuore che basta così poco per sentirmi capace di volare in altissimo e un attimo dopo incatenata senza speranza in un abisso di insicurezze, con la paura che la caduta non si fermerà mai!

Extraterrestre portami via… fammi capire dov’è casa mia….

… sto viaggiando…

Pubblicato: 16 novembre 2015 in 2015
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….alla ricerca di un’emozione che mi faccia sentire un passo avanti rispetto a ieri.

Non voglio cuccioli nella mia strada (né bambini, né cagnolini, né gattini), tanto meno gli ultimi.

Penso alla meraviglia della natura, che ricollega all’essenziale. Un sorriso da chi non te lo aspetti. Uno straccio di verità, che dimostri un po’ di rispetto. Un abbraccio, che vuol dire tutto e niente, ma è un momento meraviglioso, se ferma un vortice negativo e dice: “ripartiamo da qua, da qualche parte arriveremo…”

Non succederà, e questo l’ho capito. L’emozione deve essere tutta mia, e dev’essere così grande da accompagnarmi in questi giorni di deficit energetico. Vorrei che la notte mi facesse volare, sfidando le paure, ballare sui tetti, spiare dalle finestre. E di giorno, mi facesse sentire che andrà tutto bene. Voglio avere la forza, piantata nel più profondo dell’anima, di svegliarmi contenta e addormentarmi euforica.