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1-1-2019

Pubblicato: 1 gennaio 2019 in 2019
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Giornata tranquilla e sonnacchiosa. Ho rifiutato tutte le incombenze che odoravano di dovere, com’è giusto che sia.

La passeggiata pomeridiana con Romeo mi ha restituito qualche sensazione. Mi ricordo solo un anno fa, che passeggiavo accompagnata da un enorme vuoto affettivo, e questo mi causava forte sofferenza. Oggi no.

Osservando le coppiette lungo la Martesana ho sentito una sola cosa: la libertà. Nessun desiderio di sentire le mie dita intrecciate a una storia d’Amore, o d’amore. Non voglio niente di tutto questo. Non sarei in grado di dare né tanto meno ricevere amore.

Nessuna tristezza: non mi sono sentita mai tanto viva come in questo periodo!

So benissimo di non essere nella condizione di condividere. Ma vivere sì. Di pancia, d’istinto, con tutti i sensi: esploro e viaggio, ancora timidamente, certo, attratta da tutto quello che non conosco. Ogni novità mi provoca delle sensazioni, che mi fanno da faro per capire chi sono veramente.

I ruoli non mi definiscono più e questo è il grande successo del 2018. Proseguo così: trasportata da questo torrente di emozioni, divertita e curiosa di approdare da qualche parte, in cui tutto avrà un senso. Forse. Senza fretta.

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Treno. Si torna. Vorrei dire a casa, ma non è proprio così. Forse si, per certi aspetti. Ma in realtà sento che tutto quello che so e che voglio, di me e da me, sta dentro lo zainetto che mi porto dietro.

Come sempre, incontrare le amiche di una vita mi arricchisce. Anche solo di domande. Che meritano risposte sincere. Da me e per me. Ci sto pensando.

Anche qui, nei ruoli di sempre, sono stata una figura sbiadita. Come figlia, non ne parliamo. Insofferenza e disabitudine non hanno restituito la migliore me. Come mamma di un ragazzo influenzato.. vogliamo parlarne? sempre in giro e refrattaria a tutti i consigli che arrivavano, assente e arrogante, quindi.

Ok. Devo ritrovare un po’ di dolcezza… prima o poi. Perché sto abbattendo alcuni muri: e lo devo fare con forza, per fare un buon lavoro. Veloce. Inesorabile. Inevitabile. E quello che già vedo, oltre il muro e le macerie, mi piace, mi attrae, mi stordisce e inebria. Devo proseguire per questa strada, perché è quello che voglio.

Per chi si trova lungo la mia strada: pazienza. È un momento di disequilibrio. Ma è uno dei periodi più interessanti e intensi della mia vita. Da molto. Moltissimo tempo.

Un giorno qualunque

Pubblicato: 20 dicembre 2018 in 2018
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Tempo. Un giorno qualunque, in un inverno speciale, in un viaggio qualunque, in una giornata normale.

Metropolitana. Cuffiette. La mia compilation preferita di questi giorni. Appoggiata nel punto di congiunzione tra due vagoni. La conversazione digitale potrebbe essere sonnacchiosa, vista l’ora. Invece no. È di quelle che entra dentro e scuote.

Mi trovo improvvisamente nuda. I miei occhi scrutano gli occasionali compagni di viaggio, nessuno mi percepisce. Ognuno interagisce col proprio smartphone. Io cerco un’energia simile alla mia, vorrei riconoscere ed essere riconosciuta. Ma non succede, non siamo in un film.

Fingo di cercare un equilibrio, ma in fondo so che mi piace così. Il viaggio non è solo quell’insieme di fermate. Quel ricambio continuo di esistenze che non comunicano tra loro. Un punto di partenza e uno di arrivo. È molto di più.

Sento tutte le mie emozioni che circolano, oggi in maniera dirompente, e provo quella sottile felicità di percepire tanta vita dentro. Mi chiedo dove fosse tutta questa energia, che oggi mi accompagna senza tregua, in luoghi mai nemmeno immaginati.

Dovrei rivestirmi. Ma non mi va. Nuda. Esposta. Viva.

8-12-2018

Pubblicato: 10 dicembre 2018 in 2018
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Mattina di festa, fuori con la solita compagnia: i miei pensieri.

La città addobbata, le vetrine natalizie, la compilation musicale: niente, continuo a non sentire niente.

Ho detto a G: quest’anno, scelta netta. Natale 100% (albero, presepe, biscotti, zenzero e cannella….) oppure 0. Pensaci e fammi sapere. Sono passate due settimane. Nessuna risposta. E quindi: continuiamo così, ignorando il Natale, a casa nostra non entra. Che non sarebbe nemmeno grave, se non entrasse veramente per niente: né il bello né il brutto. Niente. Ma sarà così? Vedremo.

Intanto per qualche ora ho cercato in me una certa dimensione di famiglia. Ho cercato di forzarmi in un ruolo che sento sempre meno, occupandomi con una manciata d’amore di cucina, di bucato, di ordine. Spegnendo tutto il resto. È chiaro che così non funziona. Non posso scegliere di accendere e spegnere parti di me. In ogni caso, giusto o sbagliato che sia, non sarei felice. E nessuno intorno a me lo sarebbe.

Nella mia personalissima ricerca quotidiana, ho ritrovato tanto di me. Mi manca l’habitat. Ma ho fiducia. Più riesco a ridimensionare la parte razionale, più l’istinto è libero, a modo mio, ritroverò tutto. Anzi: troverò tutto. Tutto quello che mi appartiene, veramente. Tutto quello che voglio, veramente. Tutto quello che sono, veramente.

Perfetto

Pubblicato: 2 dicembre 2018 in 2018
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Mi calmo e valuto le ultime cose e non ne vengo a capo. Cammino, mi perdo e parlo, parlo tanto, tantissimo. Ma ancora non ne vengo a capo. Perfettamente.

Però, proprio un bel fine settimana. Pieno, intenso. Perfetto.

Ho visto le persone giuste. Fatto tutto quello che volevo.

Il film condiviso con Giò, con sufficiente suo entusiasmo e totale il mio. Poi, nel buio della sala, una scena di un amore che non può essere, due persone che si dicono che saranno comunque l’una per l’altra tutto tranne il sesso, e le mie lacrime che scendono. E io lo so il perché.

Perché nonostante il mio cuore blindato, non riesco a vivere senza arrivare alla completa profondità emotiva. E pretendere, probabilmente, quello che gli altri non possono o non vogliono essere.

E mi trovo, ancora una volta, con mondi affettivi che mi sfuggono dalle mani. E da quel posto molto vicino al cuore.

Non ho voglia di sentirmi sbagliata. Non mi piace perdere sempre. Ma di fatto…

E camminare di nuovo sola, sapendo che questa volta sarà molto difficile, perché alcuni vuoti sono più profondi di altri. Ma che forse è la cosa più giusta. Per non incrociare destini che hanno viaggiato a lungo paralleli, incontrandosi raramente, e mai veramente, e ci sarà un perché.

Non mi resta che sorridere e sperare di ritrovare tutto da un’altra parte, in una dimensione possibile. Allora scherzando con Giò gli faccio ammettere: Freddie Mercury batte Martin Garrix, almeno oggi.

E, nell’ultimo incontro di oggi, un’amica mi fa una sorpresa, esaudisce un mio desiderio e mi apre il cuore.

Tutto perfetto. Tristezza, amore, amicizia sono la musica di questo mio mondo sempre in costante imperfetto movimento.

E il viaggio continua…

Ladra!

Pubblicato: 24 novembre 2018 in 2018
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Là, dove vivo io, è un posto molto particolare. Non si tocca terra: si fluttua. Si vaga. Unico carburante: le emozioni.

Il problema è che non sempre ci si trova nella condizione ideale di avere a disposizione un serbatoio emotivo cui attingere per continuare il viaggio.

Non ditelo in giro… non conosco l’entità della pena. Si, perché io, tante emozioni le RUBO.. ho una dipendenza tale dalle emozioni che mi fa girare alla frenetica ricerca della mia dose quotidiana. Mi piace provare quella trepidazione interiore, quel turbamento che mi fa sentire sempre un po’ oltre. Che rende accettabile un po’ tutto, perché io so come stare bene.

Però.

È giusto?

Quando intercetto emozioni non mie, io continuo a volare, a essere oltre, a guardare un orizzonte sempre più lontano e possibile. A sentirmi da Dio! A volerne ancora, e sempre di più e sempre più forti. Ma le persone che rimangono senza? Posso volare infischiandomene di tutto?

Scusatemi. Io ci provo tutti i giorni. Tutte le mattine decido di fare la brava. Di guardare altrove. Di scoprire nuovi territori. Nuovi serbatoi. Ma non sono così forte. Dopo un po’ sento il vuoto dell’astinenza. E tutto diventa nuovamente accettabile. Il furto. Mi impegnerò. Ma non garantisco.

Dov’è finito il (mio) cuore?

Pubblicato: 19 novembre 2018 in 2018
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Il film, genere romantico, sta finendo: ovviamente tutto bene. Ci si ritrova, ci si capisce o si riparte. Dall’Amore.

Come spesso mi succede, con certi libri, o film, o semplici storie, mi metto a confronto e osservo le mie reazioni.

THE END. Quindi? Niente. Non provo niente. Mi accorgo di non provare più niente. Anche allargando gli orizzonti. Anche andando altrove.

Non sono cinica, né triste o depressa. Il mio umore è generalmente buono. Ed evito di piangermi addosso. L’energia che sento è positiva. E sono attratta dalle emozioni più forti e, possibilmente, mai esplorate. Ma il cuore? Non pervenuto. Dorme? In coma farmacologico? Morto?

Forse un giorno sentirò di nuovo il battito. Spero. Forse sospirerò con fiducia osservando gli innamorati che incontro nelle mie passeggiate. O guarderò un film, leggerò un libro o, semplicemente, ascolterò una storia vergognandomi di quella lacrima che segna il mio viso. Forse. Spero. Forse.