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Siesta

Pubblicato: 12 agosto 2020 in 2020
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Il canto delle cicale è un piacevole sottofondo ai miei pensieri in questo momento tra il pranzo e il resto del pomeriggio; caldo e silenzio contribuiscono al mio rilassamento che potrebbe inesorabilmente portarmi verso un piacevole sonnellino… se io non fossi io, se riuscissi a rilassarmi senza troppo pensare…

Socchiudo gli occhi e vedo mio padre, nelle nostre chiacchierate con Giò piccolo, quando potevo immaginare ancora tutto diverso, il mio mondo carico di promesse e possiblità, quando non avevo capito già troppe cose…

Penso con insofferenza che ho ancora bisogno di aiuto, non mi piace sentire l’aria che respiro in dosi contate, che se mancasse un rifornimento non avrei risorse e potrei solo lasciarmi andare, chiudere gli occhi sperando di non farmi troppo male.

Rivedo quella gita, qualche giorno fa, in cui per la prima volta in assoluto ero io la più forte, che aspettavo, che porgevo la mano per aiutare chi era in difficoltà… Mi sono sentita grande e mi sono chiesta: è così che ci si sente quando si ha il totale controllo della situazione?

E il giorno dopo, camminando al mio ritmo, mi sono resa conto che è arrivato quel momento in cui la persona che per anni è stata aggrappata alla mia mano, che ho accompagnato, aspettato e rassicurato, oggi, che ha le spalle forti, non è detto che si volti a guardare se ho bisogno di lui, perché il suo sguardo è fisso in avanti, con energia e determinazione. Ed è una bellissima sensazione, pensare che sia tanto forte, nonostante tutto.

Vorrei che le cicale interrompessero questo flusso, sentire il corpo sempre più leggero, fluttuare morbidamente e sentire la speranza avvolgermi, caricarmi, trasportami. Incrociare quello sguardo, magari. Per cercare un altro viaggio. Il mio viaggio un po’ più perfetto.

Quest’estate…

Pubblicato: 16 agosto 2018 in 2018
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.. è difficile. Ho scelto una vacanza tutta mia, perché questo viaggio lo dovevo fare.

E lo sto facendo. Con tutta me stessa. Cercando di separare la realtà, a cui devo comunque il mio sorriso più convinto, e il mio percorso, in cui cerco di tirare fuori con spietata verità tutto il mio vissuto.

È un’estate difficile. Non credo che tornerò riposata. Non sarò più forte. Non avrò le idee più chiare. Probabilmente sarò semplicemente più sola. Ma non importa. Questo viaggio andava fatto. E magari prima o poi tutto avrà un senso. E riuscirò a vederlo.

In quest’estate in cui le parole contano di più delle onde del mare. In cui solo il vento è riuscito a raggiungermi. E le cicale non mi rasserenano come prima. In cui i teatrini di sempre mi provocano solo indifferenza. Le emozioni aprono frontiere invalicabili. La confusione è massima.

Quest’estate, proprio questa, in cui non vivo veramente, ma viaggio continuamente, rischia di essere, forse, la più importante della mia vita.