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Domenica. Luglio. 2016

Pubblicato: 17 luglio 2016 in 2016
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Peace and love

Peace & Love. Dura no? Giorni tremendi! ovunque giri l’attenzione c’è la vita insultata, maltrattata, offesa. In nome di dio o del potere, in nome dell’incapacità di accettare un no come risposta.

Quindi oggi mi dedico alle piccole cose. Stirare. Ascoltare musica. Passeggiare. Il mondo, stia dove stia. Ma a qualche metro da me.

E parto con un viaggio immaginario, e penso al colore: mi piacerebbe avere tante lattine di vernice delle tinte più accese, immergere le mani e iniziare a sporcare tutto, disordinatamente. Accarezzare i musoni con il giallo. Lasciare impronte ovunque. Siamo di passaggio, almeno divertiamoci!

Poi vorrei bendarmi e in una pasticceria assaggiare tutto, ma proprio tutto, senza farmi condizionare dalle forme, dalle calorie, dalle idee.
E vorrei tutte le mie amiche qui, e parlare e ascoltare ma soprattutto ridere, come ai bei tempi. E sdraiarci, magari in spiaggia, in un tutt’uno tra noi e il mare, libere. E salire su una moto, senza casco come una volta, e correre e urlare. E poi tornare a casa, con un sorriso idiota stampato sulla faccia, e accorgermi che il sorriso è contagioso e le barriere sono improvvisamente sbriciolate. Aprire le braccia e trovare altre accoglienti braccia aperte. Addormentarmi e sognare che il mondo capisca che non si può morire così.

Non ricordo le bambole

Pubblicato: 1 giugno 2016 in 2016
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Oggi c’è bisogno di energia pulita, Romeo!

Andiamo sul naviglio. Mezzogiorno passato, fresco, sole. Musica. Oggi ci vuole anche la musica. Non c’è quasi nessuno, vista l’ora. Meglio. Così non inizi a tirare da tutte le parti quando vedi i tuoi simili: passeggiata tranquilla, per te e per me.

Nella testa risuona l’ultima stronzata sentita ieri sera, non so se ridere o piangere. E ripenso a quante cose non ho voluto vedere quando ho fatto quella scelta. Perché era già tutto chiaro, se solo avessi voluto vedere, valutare. Idiota. Io, intendo. Povera idiota.

E comunque, nonostante tutto, non ho rimpianti. Ma tanti desideri. Sono questi che mi aiutano a svegliarmi col sorriso, nonostante tutto.

Non credo di aver mai giocato con le bambole. Non ho ricordi in questo senso. Solo un cicciobello tutto distrutto. E i soldatini dei miei fratelli. Altre bambole, proprio non le ricordo. Che mondo vorrei,  se ci giocassi ora? quali avventure impossibili? Che importa, è passato quel tempo… Ma mi è venuta in testa questa immagine, di due bambine che giocano e condividono un mondo fantastico che per loro è così reale quanto magico. E ridono, parlano e magari litigano. Poi finisce il gioco e si torna a una specie di realtà.

Anch’io vorrei poter finire il gioco e cominciarne uno nuovo in cui vedi veramente chi sono e io lo stesso con te. Oppure no. Oppure sentire che tutto inizia finalmente a muoversi e a noi non resta che scegliere. Che il buio della rabbia lascia il posto alla luce dell’amore. E vedere i motivi per cui avrebbe senso, o no, camminare ancora verso la stessa direzione.