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Gocce della sconfitta

Pubblicato: 29 settembre 2019 in 2019
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Gocce di sconfitta
Foto di Sr. Maria-Magdalena R. da Pixabay

Le gocce scendono lentamente, dalla boccetta al bicchiere, piano piano, come la promessa di arrivare alla tua anima e far tacere il dolore. Si fermano, insisti, non ti arrendi. Togli il dosatore e versi tutto il contenuto, ignorando i nostri sguardi attoniti. La serata finisce così, la tua macabra ironia peggiora la situazione, se possibile. Ma è una battaglia che non mi interessa più.

Oggi la scena si ripete, una discussione come tante e la tua reazione di sempre.

Vorrei che capissi che ogni goccia aumenta la distanza tra noi, non solo fino a quando il principio attivo ti caccia nella dimensione del nulla. Per sempre. Quando sento la tapparella che scende, a qualunque ora, mi dici ancora una volta che rinunci, ti nascondi al dolore, addormenti le emozioni. Goccia dopo goccia è finito tutto, il baratro è incolmabile: tu, avvolto nella tua rassicurante nebbia, nel tuo mondo in bianco e nero; io, che ho trovato l’uscita, mi aggiro in un mondo colorato, profumato, vivo.

Tu, sempre più lontano. Io, sempre più lontana.

Finisce tutto inizia tutto

Pubblicato: 22 giugno 2019 in 2019
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“Mamma: andiamo stasera?”

Ti prego, non ce la faccio, sono stanchissima…

“Dai.. ti prego.. andiamo?!?”

Dentro di me la risposta è: NO! NO! NO! Energia finita!… arrivo a casa e mi svuoto di tutto: pensieri, programmi, futuro…

ma quello che esce dalla mia bocca è: “Ok, amore.. va bene, andiamo…”

A questo punto potevo subire la serata, ripetendomi: che ca..o ci faccio qui? Che senso ha?…

oppure godermela.

Scelgo la seconda strada.

Il nome del posto è suggestivo: “Bagni Misteriosi”. Piscina di giorno, aperitivo la sera. A piedi scalzi. Mi piace camminare su questo finto prato morbidissimo. Passerei la serata così… I tavoli sono tutti occupati, ma gli spazi non mancano. A bordo piscina, gradoni accoglienti, chiacchiere e foto di rito: per immortalare questo momento che è l’ultimo di questa storia, a settembre si apre un nuovo capitolo.

Una signora, al bar, mi passa davanti e inizia il suo show: il barman, dopo infiniti tentativi di cocktail contestati con estrema maleducazione dalla tipa, con un sorriso mai scalfito da quei modi arroganti, le consegna una bottiglietta d’acqua e un bicchiere pieno di ghiaccio (15 €…!); quando finalmente se ne va scoppiamo a ridere, mentre mi prepara un Negroni. È la prima sera d’estate, fuori con gli amici… che atteggiamento assurdo!

Riempio il mio piattino e raggiungo gli altri. Prima di mangiare bevo qualche sorso, ho voglia di sentire quel lieve stordimento che mi porta a sorvolare con leggerezza la realtà, staccarmi dal corpo stanco e sorridere di tutto. Mi sento bene, ora. Ascolto storie, racconto storie. Mi sento come se fossi in viaggio su un treno e consegnassi qualcosa di me a un viaggiatore che non vedrò mai più: è liberatorio!

Alzo gli occhi, vedo i ragazzi… zoom…. G.. zoom… gli occhi di G… sorrido…. lì ci sono tutti i perché di questa serata. Una panoramica generale, catturo questa istantanea e capisco che il treno è arrivato a destinazione. Ci salutiamo. E io e G possiamo incamminarci: è iniziato un nuovo viaggio