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Così (im)perfetta

Pubblicato: 15 marzo 2019 in 2019
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Recentemente ho avuto l’occasione di vedere sotto una nuova luce un mio aspetto. E l’ho trovato altamente imperfetto.

E siccome io sono io, non sono riuscita a fermarmi lì. Ho iniziato a pensare. E pensare…

Non ho ancora superato la mia idiosincrasia per le fotografie. Accetto meglio lo specchio. Ma vedo sempre i miei difetti che mi fanno l’occhiolino..

Per la prima volta è affiorata una domanda: “Cosa vorresti di diverso?”

Dunque..

Tutti i miei difetti parlano di me. Nel mio carattere e nel mio fisico si vede tutto. Basta poco. A innervosirmi e farmi scoppiare, tagliare ponti, chiudere porte. A tornare a ridere, chiedere scusa, riaprire le porte. Vedermi grassa, vedermi magra, sentirmi vecchia e poi giovane. Toccarmi la pancia, fiera del cammino fatto, ma sapere che potrei fare di più, meglio, diverso….

Continuare a cercare una stabilità, la mia stabilità, ma cadendo e rialzandomi senza tregua, anche fisicamente. Scrutare il mio orizzonte in cerca di un indizio, ma notare troppi microscopici dettagli che distolgono la mia attenzione. Cercare ostinatamente di raddrizzare tutto ma fermarmi quando i muri sono troppo alti. Alti per me. Che non ho più voglia. Ma poi comincio di nuovo, perché non riesco ad arrendermi.

E vado avanti così, sentendomi in armonia come mai prima, in questo oggi senza nessuna logica, in cui posso fare tutto e il suo contrario, perché non so più esattamente chi sono, ma so che c’è ancora strada da fare, prima del volo.

Quindi: “Cosa vorresti cambiare di te?”

Niente.

Imperfezione

Pubblicato: 10 gennaio 2018 in 2018
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Mattina, mi guardo allo specchio: mmmh… il bernoccolo sulla fronte è stabile da tre giorni. Esploro il resto della faccia, capelli, fronte, occhi… ruoto leggermente la testa verso destra, poi verso sinistra… Non sarò mai perfetta! Vorrei esserlo. Una perfezione tutta mia, per carità. Invece valuto tutto quello che non va, quindi mi peso (una droga, lo so) e inizio la giornata.

Ma questa cosa dell’imperfezione continua a viaggiarmi dentro, non mi lascia in pace. E penso a tutte le parti clamorosamente imperfette della mia vita. Allontano le frasi vagamente consolatorie, ‘l’imperfezione ci rende unici’ o cose del genere. Oggi vorrei proprio sentire da dentro l’orgoglio della perfezione: sapere che ogni passo che mi ha portato qui è quello giusto, e che ogni piccola o grande cosa che compone il mio mondo è una scelta consapevole. Che tutte le persone che frequento mi scelgono ogni volta, come io scelgo loro, senza se e senza ma. Vorrei sentire che non mi sto accontentando, per paura o fatalità. Vorrei sapere se tutte le parole che dico vengono capite. E se capisco sempre quello che gli altri mi dicono, o interpreto, aggiustando la realtà.

Scuoto la testa, basta! Andiamo Romeo!

Esco, e scopro che anche il tempo è imperfetto: sole ovunque, ma pioggia. Anzi, pioggerellina fastidiosa. Nuvoloni neri si alternano a squarci di azzurro. Ho bisogno di un caffè. E riparto da qui: oggi, respiro a pieni polmoni. La crisi di ieri è passata. E non è poco.