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Finisce tutto inizia tutto

Pubblicato: 22 giugno 2019 in 2019
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“Mamma: andiamo stasera?”

Ti prego, non ce la faccio, sono stanchissima…

“Dai.. ti prego.. andiamo?!?”

Dentro di me la risposta è: NO! NO! NO! Energia finita!… arrivo a casa e mi svuoto di tutto: pensieri, programmi, futuro…

ma quello che esce dalla mia bocca è: “Ok, amore.. va bene, andiamo…”

A questo punto potevo subire la serata, ripetendomi: che ca..o ci faccio qui? Che senso ha?…

oppure godermela.

Scelgo la seconda strada.

Il nome del posto è suggestivo: “Bagni Misteriosi”. Piscina di giorno, aperitivo la sera. A piedi scalzi. Mi piace camminare su questo finto prato morbidissimo. Passerei la serata così… I tavoli sono tutti occupati, ma gli spazi non mancano. A bordo piscina, gradoni accoglienti, chiacchiere e foto di rito: per immortalare questo momento che è l’ultimo di questa storia, a settembre si apre un nuovo capitolo.

Una signora, al bar, mi passa davanti e inizia il suo show: il barman, dopo infiniti tentativi di cocktail contestati con estrema maleducazione dalla tipa, con un sorriso mai scalfito da quei modi arroganti, le consegna una bottiglietta d’acqua e un bicchiere pieno di ghiaccio (15 €…!); quando finalmente se ne va scoppiamo a ridere, mentre mi prepara un Negroni. È la prima sera d’estate, fuori con gli amici… che atteggiamento assurdo!

Riempio il mio piattino e raggiungo gli altri. Prima di mangiare bevo qualche sorso, ho voglia di sentire quel lieve stordimento che mi porta a sorvolare con leggerezza la realtà, staccarmi dal corpo stanco e sorridere di tutto. Mi sento bene, ora. Ascolto storie, racconto storie. Mi sento come se fossi in viaggio su un treno e consegnassi qualcosa di me a un viaggiatore che non vedrò mai più: è liberatorio!

Alzo gli occhi, vedo i ragazzi… zoom…. G.. zoom… gli occhi di G… sorrido…. lì ci sono tutti i perché di questa serata. Una panoramica generale, catturo questa istantanea e capisco che il treno è arrivato a destinazione. Ci salutiamo. E io e G possiamo incamminarci: è iniziato un nuovo viaggio

3.. 2.. 1…… Happy New Year!!

Pubblicato: 2 gennaio 2018 in 2018
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31.12.2017, ore 23.59: l’atmosfera in casa è quella giusta. La cena con gli amici, da noi, decisa all’ultimo, sembra fare la sua parte per farci scivolare in discreta armonia verso il nuovo inizio. La torta, portata dagli ospiti, il moscato, il nostro, le ultime banalità e accendiamo la tele per seguire il tradizionale count-down. 3…. 2… 1… Evviva! sorrisi, abbracci, baci sulle guance e si riparte, per altri 365 giorni pieni di speranze.

1.1.2018, ore 1.24: l’atmosfera, in casa, è, purtroppo, quella solita. Niente, basta niente, e scoppia la tensione. Salutati gli amici, ci si ritrova a recitare il solito copione. Questa volta non mi faccio intrappolare. Le voci rimangono lontane, non comunicano nulla: né a me né tra di loro. Questa volta sono altrove, solo una piccolissima parte di me rimane vigile per poter intervenire nel caso di eccessi.

Ma voglio altro. E, per ottenerlo, non posso restare ferma nel ruolo prestabilito. Sto annusando la vita, per capirne la direzione. E lo devo fare in fretta, per il bene di tutti. Soprattutto per me.

In questo preciso momento viaggio nel mondo come una spugna, permeabile a tutto, ricettiva agli stimoli, senza barriere. “Oh vitaaaa…”

Tutti gli ostacoli sono costretta a ignorarli, per evitare che si trasformino in una pesante catena. Mi rendo conto: posso apparire insensibile e stupida. Ma anche questo non mi tocca. Quindi cerco nelle pieghe della vita cosa mi sono persa per strada. Voglio capire se ho ancora delle protezioni che creano delle distanze tra me e il mondo. Tra me e l’amore. Tra me e la vita. Voglio riprendermi quella totale libertà che mi permetta di volare. E realizzarmi oltre i giudizi degli altri. Ma soprattutto dei miei. I pregiudizi.

C’è tutto un mondo, dentro di me. Che vuole uscire, arricchirsi e ritornare a casa. Nell’esercizio quotidiano delle ‘affermazioni positive’ (lascia stare….) è venuto fuori questo: scrittura, grafica, web. In quest’ordine. Devo shakerare tutto, trovare la sintesi e agire. Agire. Agire!

Questo piccolo grande viaggio

Pubblicato: 4 marzo 2017 in 2017
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Metti di trovarti immerso nella natura quella bella, imponente, maestosa.

Metti che nella valigia, senza accorgertene, hai infilato tutti i tuoi pensieri.

E succede che, nel bosco, dove il silenzio è vero silenzio, una scheggia impazzita inizia a ballarti dentro colpendo a caso tante parti di te, in un viaggio che parte dal cuore e arriva all’anima e non c’è più controllo.

Essere sola o in mezzo a cento persone. Ininfluente. Il cervello non comanda più e il corpo vive e reagisce a questo girotondo di emozioni. E capisco che non ha senso opporsi ma vivere e lasciare vivere: da qualche parte approderò.

Non metto a tacere l’ansia, per oggi. Lascio che partecipi alla festa. Non cerco parole consolatorie, non mi servono, non cerco scuse, né colpevoli. Forse l’unica cosa che voglio è la certezza di avere la forza, dentro di me, di cambiare. Partendo dal corpo, trascurato e messo in un angolino. Sento un urlo, un’esigenza di vita, che inizia proprio lì. E poi tutto il resto. Forse cercavo fuori un sorriso da condividere. Da oggi l’ho ritrovato dentro di me.