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“Ho la speranza”

Pubblicato: 14 luglio 2018 in 2018
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Arrivano momenti in cui è d’obbligo liberare una rabbia che scuota i cieli. Occorre per questo scegliere il momento giusto, la collera non va scatenata in modo indiscriminato.
Clarissa Pinkola Estés

Ieri. Dall’alba a notte fonda. Rabbia. Solo rabbia. Feroce. Da star male. L’istinto era di prendere una mazza e fare una strage. La razionalità mi ha soccorso, come al solito.

L’ultimo pianto, questa mattina. Ripensando a ieri. All’ennesimo teatrino.

Ero già pronta a un’altra giornata di … difficile serenità…. invece no. La rabbia, arrivata apparentemente senza un motivo scatenante, era necessaria per rimescolare le carte, per far tremare tutto, demolire le false certezze, allontanare parole poco mie. Dovevo ritrovare quel filo. Pochi giorni fa, mi sentivo catapultata come in uno scenario poco rassicurante. Post bombardamento. Ecco. Alla fine è così. Ieri la guerra, oggi bisogna capire come e dove ricostruire, rispettando tutti, tutte le scelte e le sensibilità.

Penso ad Ambra, il cane da caccia che sta in ufficio con noi. Quando usciamo per il caffè, sappiamo esattamente tutte le soste che dobbiamo fare. Sono i buchi, gli anfratti dove lei ha visto ‘delle prede’ (lucertole), e che tutti i giorni controlla minuziosamente. Bloccandosi. Ascoltando e osservando con un’intensità incredibile, come se il resto del mondo improvvisamente sparisse.

Mi sono sentita così: immobile. Sola. Zitta. Dovevo sentire il battito del cuore. Il primo segnale di vita. Pum pum… E’ arrivato! Dovevo riconoscere il punto di partenza: io.

Siamo pervase dalla nostalgia per l’antica natura selvaggia. Pochi sono gli antidoti autorizzati a questo struggimento. Ci hanno insegnato a vergognarci di un simile desiderio. Ci siamo lasciate crescere i capelli e li abbiamo usati per nascondere i sentimenti. Ma l’ombra della Donna Selvaggia ancora si appiatta dentro di noi, nei nostri giorni, nelle nostre notti. Ovunque e sempre, l’ombra che ci trotterella dietro va indubbiamente a quattro zampe.
Clarissa Pinkola Estés

Ho ritrovato il percorso che mi ha fatto arrivare fino a qua. Ho dato un senso a quello che mi sta guidando. Che non è, come mi è stato detto, il desiderio di perdermi in un sentiero comodo e piacevole per annullare i pensieri. Al contrario. E’ scegliere. Scegliere con la parte più vera di me. Io sono questo. Non posso ascoltare un insieme di belle frasi, sicuramente verissime, che non tengono conto della mia natura. Come del resto non posso tollerare a lungo la mia quotidianità. Impoverita da una serie di scelte non fatte. In cui ci muoviamo come zombie, tutti mutilati, facendo senza entusiasmo le cose che vanno fatte. Nulla di più. Di cui non sono semplicemente una vittima.

C’è solo una voce che devo rispettare. Quella che dice: “Ho la speranza”.

Non sarò io a soffocarla. Nel frattempo, come Ambra, cerco qua e là  nella mia anima, quella storia che, giorno dopo giorno, viene sempre un po’ più a galla.

Il viaggio continua

Pubblicato: 10 giugno 2017 in 2017
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Caldo fa caldo. Per questo le prime ore del giorno sono preziose per uscire e passeggiare, con quell’arietta che ci tiene compagnia e i pensieri che non mi abbandonano mai. Ma non sono pensieri cupi, anzi.

Ogni tanto mi incarto, vecchi fantasmi si insinuano nel cuore e nella testa e mi fanno sbandare. Ma, in linea di massima, l’esercizio quotidiano di capovolgere le prospettive e le linee guida mi fanno vedere tutto in maniera diversa e possibile. Mi piacerebbe arrivare al punto di sentire di non ‘aver bisogno’ degli altri. Il che non vuol dire di bastare a me stessa. Al contrario. Significa vivere me stessa e gli altri in piena libertà, in uno scambio naturale, senza un dare/avere: se alla fine i conti non tornano è uguale, perché la serenità non è fuori, ma dentro di me.

Ora non è ancora così: ogni tanto la bambina che è dentro di me fa i capricci e sbatte i piedi e i pugni per richiamare l’attenzione. Oppure fa il broncio e tiene tutti a distanza, per non soffrire. Ma sono episodi isolati. Per fortuna le persone a cui tengo sono intelligenti e non danno importanza a questi umori.

Le vecchie trappole quotidiane riesco ad evitarle, non avendo più voglia di impantanarmi. Buono. Il futuro non lo vedo se non a pochi istanti da me. Sento che non è il momento delle grandi Decisioni. Tutt’al più sono le Scelte le protagoniste di questa fase. E’ l’istinto a guidarmi.

“Anche la più repressa delle donne ha una vita segreta, con pensieri segreti e sentimenti segreti che sono lussureggianti e selvaggi, ovvero naturali. Anche la più prigioniera delle donne custodisce il posto dell’io selvaggio, perché intuitivamente sa che un giorno ci sarà una feritoia, un’apertura, una possibilità, e vi si butterà per fuggire.”

Clarissa Pinkola Estés

Ultima domenica di maggio

Pubblicato: 28 Maggio 2017 in 2017
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La passeggiata con Romeo di questa mattina è stata un vero piacere: uscire con il traffico ridotto praticamente a zero, sia umano che automobilistico, in un generale silenzio che pare amplificare persino i profumi della primavera. Camminare a ritmo ridotto, con questo piacevole freschetto, manca solo la carezza del vento: chiedo troppo. Nell’ipod seleziono Lorenzo che mi dà la giusta carica fino al caffè che prima o poi troverò in questa città sonnecchiante.

Quando rientro mi assale la pigrizia, quanto vorrei poter rimandare a domani! ma ripetendo nella mia testa la lista delle cose da fare mi rendo conto che non posso scappare.

Mi prendo ancora dieci minuti per me, e penso a quest’ultima settimana in cui non è passato giorno in cui non mi sentissi sotto osservazione; la soddisfazione è stata arrivare a venerdì e accorgersi di aver vinto la sfida e superato l’ostacolo. Domani riparte la sfida, lo so. Ma il primo passo, il più difficile, è stato fatto.

Ieri, nella mia giornata premio, ho accettato di rimettere in discussione un principio che era graniticamente radicato dentro di me. Anche in questo caso ho aperto un mondo nuovo di possibilità, entrando in una dimensione in cui mi muovo in totale libertà, soprattutto mentale. Mi accorgo di aver vissuto in difesa, fino ad ora. Oggi, che è l’istinto a guidarmi, faccio quotidianamente progressi senza nemmeno rendermene conto. E’ vero che la traiettoria che sto compiendo sembra del tutto casuale. E se mi chiedo cosa farò domani so che non ne ho idea. Ma forse, alla fine, tutti questi pezzettini avranno un senso più chiaro dentro di me. O, semplicemente, fortificheranno  il mio agire. Non lo so, lo scoprirò vivendo.