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Momenti preziosi

Pubblicato: 10 novembre 2019 in 2019
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L’appuntamento è vicino alla scuola, ma non troppo: chissà cosa potrebbero pensare vedendoti con me. La cosa mi diverte, ci siamo passati tutti da lì.

In metropolitana è una bambina che attira la mia attenzione: avrà più o meno due anni. Una mano stretta stretta a quella di suo papà, rigorosamente occupato al telefono; con l’altro braccio abbraccia un pupazzo. Gli occhi scrutano il mondo adulto, intorno a lei. NON ricambiata, ovviamente. Ognuno di noi vive dematerializzato. Possiamo essere ovunque, l’impressione è che non ci siamo veramente. L’attenzione è tutta lì, dentro il nostro smartphone. Chissà se a due anni ci si pongono delle domande, osservando il mondo dei grandi così distante da tutto, soprattutto dal qui e ora.

Scendiamo alla stessa fermata. Finalmente sorride. Il papà ha chiuso il telefono e l’ha presa in braccio, le parla e, giocando, si allontanano.

Chiudo il mio, di smartphone, per godermi questo momento con G. E lui fa altrettanto. Bene. Pranzo shopping e chiacchierate, era quello che speravo. In un alternarsi continuo di sfottò e discorsi seri, qualche confidenza e di nuovo il sorriso.

Il rientro vorrebbe spezzare tutto, come se la serenità, il sorriso o il dialogo avessero bisogno di un padrone a scandirne i tempi. Non è così, non è più così.

Le catene della libertà

Pubblicato: 16 settembre 2019 in 2019
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E spettinata resti qua
Perché la più grande libertà
È quella che ti tiene in catene
Perché la più grande libertà
È quella che non ti lascia andare via
PINGUINI TATTICI NUCLEARI

Quando il treno parte ho con me quasi tutto quello che oggi mi rende felice. La valigia è leggera, ma ho tanti discorsi, in testa e nel cuore, parole e parole, domande, silenzi e voglia di ascoltare. Sono troppe settimane che non passiamo un po’ di tempo insieme e non è stata sempre facile, per te, questa estate.

Non siamo seduti vicini. Ogni tanto ti giri e mi sorridi e ti sorrido anch’io mentre il treno si ferma e riparte in direzione Venezia. Le stazioni sono quelle di sempre. Sono anni che percorro questa strada. Ma oggi è tutto diverso.

Ci muoviamo con la stessa curiosità. La stessa voglia di esplorare. Di ridere. Di parlare ancora no, ma arriverà il momento. Il tuo entusiasmo quasi mi sorprende, mi ricorda quando eri più piccolo e nei luoghi in cui stavi bene mi dicevi: ‘mamma: io, da grande, voglio vivere qua!’.

E’ un anno importante, lo sappiamo tutti e due. Io ho un po’ di paura. Tu, immagino, pure. Ma quest’anno non sarai più solo, non ti libererai di me. Io ho capito. Che avevo bisogno sciogliere i nodi, di spezzare quelle catene che non mi permettevano di essere felice. E, nel tritacarne, ci sei finito anche tu. Ma non avrei potuto portarti con me, era un viaggio solitario.

Oggi ho scelto le mie catene, e le scelgo tutti i giorni, perché la libertà non vive nella solitudine o nella lontananza dagli altri, o dalle emozioni. La mia libertà si nutre di tutto quello che mi trattiene e mi esalta, che mi aiuta tutti i giorni a svegliarmi con il sorriso, a cercare di andare oltre i miei limiti, a esplorare nuovi territori. Sto vivendo tante esperienze che presto o tardi dovrò abbandonare, ma sarò una donna totalmente diversa, pronta (finalmente) alla Vita.

Quindi parliamo. Ma non solo qui, che sembra una favola destinata a dissolversi con il treno del rientro. Parliamo sempre, quando vuoi e di tutto quello che desideri. Aprimi qualche finestra verso il tuo mondo. Fammi ascoltare le canzoni che ti piacciono. Parlami delle macchine che vorresti guidare, non ci capisco niente ma non importa. Mi hai recitato quei versi che, secondo te, descrivono perfettamente la solitudine nella famiglia:
E il corridoio che vi separa
Sta sotto al tetto che vi unisce

E’ perfetta, hai ragione. Lasciami essere una tua catena. Per me sei quella più importante.

Quindi

Pubblicato: 6 marzo 2019 in 2019
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Mattina di intenso cazzeggio. Ogni tanto ci vuole. La casa è sufficientemente vuota e silenziosa. Solo Romeo ogni tanto abbaia al mondo.

Io sono qui, il fisico totalmente rilassato, la mente no. Non lo è mai.

Penso disordinatamente. A tratti sorrido, quando penso che sto vivendo varie esperienze senza nome, senza etichette. Che non mi portano a costruire, ma a scoprire. Il che non è scontato, in una fase della vita in cui pensavo semplicemente di dover seguire la corrente. Invece no.

Non sono pronta. Costruire. Amare. Stare dentro il recinto delle regole… Mi fa soffocare tutto questo.

Scoprire. Vedere (veramente). Toccare (veramente). Farmi toccare (veramente). Vivere (veramente), lasciando spento il cervello, per una volta, ma libero spazio alle emozioni.

Si vedrà. Quando sentirò meno intolleranza verso le richieste di affetto. Quando percepirò un’idea di domani, oltre a oggi. Quando riuscirò a dare un ordine qualunque al caos che mi circonda.. ecco… sarà quello il momento. Ma oggi va così.

Dimenticherò

Pubblicato: 29 settembre 2018 in 2018
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Questa mattina, passeggiando e ricapitolando, senza musica, ho cercato di capire con chiarezza i miei nuovi confini; di visualizzare la traiettoria. Il punto di arrivo. E ho incontrato sorrisi che non vedevo da tempo. E ho scambiato chiacchiere piacevolissime.

E poi sono tornata a casa. Punto.

Dimenticherò tutto questo. Ci vorrà il tempo, ma dimenticherò. E tornerò ad apprezzare la normalità, un insulto per chi ha fatto dell’eccesso una ragione di vita. Dimenticherò. Perché sono fatta così. Perché non trattengo il dolore, se non per il tempo necessario a imparare la lezione. Tornerò a fidarmi senza paura. A camminare lungo il naviglio senza affidargli le mie angosce, solo le mie speranze.

Dimenticherò e vivrò: senza aspettarmi continuamente l’arrivo dello tsunami. Scoprendo di potermi svegliare col sorriso e arrivare a sera senza spegnerlo mai. Perché dipenderà tutto da me, solo da me.

Dimenticherò. Amerò. Sognerò di nuovo. Ripulita da tutto quello che non mi appartiene. Ti restituisco tutto. Mi riprendo la vita.

Una tazzina di caffè

Pubblicato: 31 ottobre 2015 in 2015
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coffee

Ieri, finalmente, tutta la passeggiata senza apnea, è già un successo!

Qualche giorno fa una tazzina di caffè mi ha fatto aprire gli occhi.  Se una cosa ha il 50 percento di possibilità di andare bene a me non succede! quindi, cambio tutto: vivo senza aspettative, e quello che deve succedere succeda!

Un improvviso senso di libertà mi pervade e tutto mi si chiarisce. Pensavo di avere al mio fianco il sostegno della sorte, invece sono sola. Non è né negativo né triste. E’ realtà. Ultimamente devo fare tanti conti, tutto sta cambiando. Mi sto muovendo in panorami di cui non intravedo i confini. Meglio così. Il fatto di dover capire mi costringe a uno sforzo di cui decido io la profondità: ‘Voglio sapere fino a là.. di più non cambierebbe la sostanza, per me.’ La cosa difficile è muoversi nella quotidianità tenendo tutto dentro, perché non è ancora il momento delle Scelte. Ci sono delle domande che non voglio fare per evitarmi il teatrino delle bugie. Quello che devo capire è come fare a fidarmi. Perché non è tutto bianco o tutto nero. Ma le bugie cancellano le sfumature.

Le poche certezze sono il mio sostegno. Mi sento di essere stata catapultata in un luogo nuovo, ora devo solo esplorarlo senza aspettative ma sapendo che non si torna indietro.

Profumo di libertà

Pubblicato: 1 luglio 2014 in 2014
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margheriteSei ancora capace di sentire il vento? di sentirlo veramente, intendo. Di sentirne il richiamo essenziale. La natura. L’istinto primordiale. Mi piacerebbe vederti uscire dalla gabbia, sorridere senza sospetto, amare senza sospetto, parlare senza giudizio, ascoltare senza giudizio. Li vedi i colori? Senti i suoni del mondo? La pioggia: è solo acqua che ti bagna o è vita? Se io fossi in te, prenderei le caselline del buono/cattivo e ne farei un falò! Liberati! Saresti molto più felice. Ti ho visto buttare via quintali di amore, di amicizie, di rapporti. Perché? Non ti viene mai un piccolo dubbio che le cose, forse, non stanno come hai deciso tu? Non vedi mai una luce di incertezza nel granitico sospetto con cui ti rapporti alla vita?

Mi dispiace, perché ti voglio bene. Ma so che non mi ascolti. Non mi guardi. Mi giudichi e basta. E mi accompagni alla porta. Come vedi, non oppongo resistenze. Comunque: è stato bello conoscerti.