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Chiudo gli occhi!

Pubblicato: 23 dicembre 2015 in 2015
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occhi chiusi

Chiudi gli occhi e conta fino a cinque! apri gli occhi e stupisciti! Non è tutto diverso, se lo vuoi?

Chiudi gli occhi e conta fino a quattro! Fai una giravolta. Apri gli occhi e osserva: non c’è più buio, solo luce.. e luci.. e lucette che, come in una danza, ti invitano alla festa.

Respirone…

Chiudi gli occhi, conta fino a tre! Fai una giravolta, poi un inchino. Apri gli occhi: tutti sorridono, tutto pare sospeso, vince la serenità! Ai problemi ci penserai più avanti….

Fai un sorriso…

Chiudi gli occhi, conta fino a due! Fai una giravolta, un inchino, apri le braccia. E se nevicasse? non sarebbe perfetto?!

Chiudi gli occhi, conta: uno! fai una giravolta, un inchino, apri le braccia, abbraccia qualcuno…

Chiudo gli occhi, faccio una giravolta, un inchino, apro le braccia, abbraccio la vita, mi stupisco, respiro, sorrido, rido, vedo le luci e le lucette e so che niente riesce ad abbattermi totalmente. Chiudo la porta alla giornata di ieri e guardo avanti. I problemi li sistemo in un angolino e mi godo qualche giorno di serenità!

Photo credit: Just Juliana via photopin (license)

Un’idea di Natale

Pubblicato: 19 dicembre 2015 in 2015
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christmas

Meno 6, dice il calendario dell’avvento. Mi sento come un’aliena, atterrata oggi in una città qualunque, tanta gente, e luci, e alberi…. Guardo tutto questo ma non mi tocca, quest’anno. Ogni tanto ripesco ricordi, il valore dell’attesa, le emozioni. La sceneggiata per i più piccoli e forse un po’ di invidia, per essere uscita da quel giardino incantato dove tutto è possibile. Non pensavo di potermi allontanare così tanto, da quella magia. Per fortuna Giò mi ‘costringe’ a riavvicinarmi. Glielo devo, e tant’è.

Torno a quando era tutto molto più semplice, i ritmi stabiliti dalla fine della scuola, tutti in macchina e via, si parte per la montagna! E lì piano piano arrivano tutti, bambini e adulti, a formare quel quadro di rassicurante stabilità. Caspita quanto mi manca un luogo così, dove arrivi e tutto funziona secondo delle regole rasserenanti. Ognuno ha il suo ruolo ma i bambini e i ragazzi devono semplicemente divertirsi e non disturbare. E attendere l’ora giusta perché il teatrino abbia inizio. La cena, buona. Lunga, ma non troppo. Poi, tutti fuori, che arriva Babbo Natale. E io ragazza che guardo gli occhi lucidi ed emozionati dei piccoli che hanno questo potere di smuovere decine di persone che recitano solo per loro. Ma va bene, è la sera dove tutto è possibile, no?

Oggi, che non sento la magia, giro per la città e guardo queste luci, implorandole di raggiungermi, dentro, in fondo al cuore. Ho voglia di credere che ancora tutto sia possibile.

Quotidianità

Pubblicato: 7 dicembre 2012 in 2012
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Oggi mi sveglio e ritrovo il mondo al suo posto. Giò, in vacanza da scuola, decide che le sette sono l’ora giusta per venire a ballare la tarantella nel nostro letto. Ma non importa, ieri ho implorato l’universo di darmi l’energia sufficiente per uscire dal pantano. E voglio crederci.

Esco. Un’amica è quello che ci vuole per iniziare la giornata. E il bombolone della latteria fa il resto. Perfetto. Ieri ho mangiato cucchiaiate di Nutella, e spero sia ‘quel periodo lì’, altrimenti pago tutto con gli interessi.

Il Natale si avvicina a grandi passi: 17 gg 5 ore 19 minuti 20 secondi 19.. 18.. 17.. come scandisce l’app dello smartphone. Mi dà più emozione la neve che rispettando le previsioni ha iniziato a scendere nel pomeriggio, ha già imbiancato alberi e marciapiedi. Sono dissonante rispetto al Natale. Quest’anno sono sparite anche le lucette, in nome della sobrietà richiesta dal periodo di crisi. E’ tutto oltre la nebbia.

Abbiamo ripristinato lo stereo e messo a posto le casse. E un vinile a testa riviviamo antiche emozioni. Aspettando di uscire per la serata. Un fondo di malinconia, i ritmi lenti, come la neve che scende. Ti dirò. Non ho nemmeno voglia di farmi un bagno, preferisco questo tuffo nel passato.

Domani è un altro giorno.