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Si riparteeeeeeeee!!!

Pubblicato: 21 luglio 2017 in 2017
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La dieta è ufficialmente finita (già da un po’, a dire il vero).
Oggi, nella mia camminata quotidiana, mi sono impegnata a cercare una definizione all’inquietudine di questi giorni.
Da una parte devo definire con precisione il prossimo obiettivo. E in questa corsa al cambiamento mi sento un po’ persa. Questa prima fase è stata relativamente facile: un conto calorico, 10/15.000 passi al giorno, tenacia e forza di volontà e i risultati si sono visti.

Ora mi si presenta un’altra montagna da scalare ma, ahimé, non vedo il sentiero. Sono totalmente disorientata anche se so che non posso permettermi di sprecare il mio tempo. Ovviamente il primo punto da affrontare è definire la meta ma, non meno importante, riconoscere e abbandonare tutte quelle idee distorte che mi hanno bloccato in un limbo insopportabile.

Ma c’è un’altra cosa, che riguarda l’oggi. Una cosa a cui non avevo pensato. La barriera che prima mi ‘proteggeva’, mi nascondeva, mi allontanava, non c’è più. Oggi mi sento estremamente visibile. E questo è un bene, spesso è lusinghiero e non succedeva da tanto.
Ho scelto di muovermi in libertà in queste settimane, per ritrovare tinte e sfumature, odori e sapori necessari nel percorso di ieri, di oggi e, spero, di domani.

Oggi, però, sento che mi sfugge il controllo. E’ come se la parte più fragile di me, il mio cuore, fosse troppo esposto e in pericolo. Ho scelto di evitare il più possibile la razionalizzazione, il periodo lo richiedeva. Forse ho anticipato troppo i tempi. Forse avrei dovuto fortificarmi un po’. Basta così poco che un ciclone di emozioni mi travolga, e non sempre è positivo. Se tornassi indietro non sarebbe comunque più come prima. Sono io che sono diversa. Ho solo una direzione da percorrere, tutta davanti a me. L’unica cosa che posso fare, è mettermi alla guida, studiare le carte, abbandonare le zavorre, riconoscere la meta, elaborare il viaggio e ripartire.

 

Cammino e osservo i nodi che, finalmente, sono arrivati al pettine. Cerco di ragionare, alzo gli occhi al cielo e vedo un aereo che deve essere appena decollato. Penso: come vorrei essere lassù, non tanto per andare via, ma per poter osservare tutto da più lontano e poter, forse, contare i passi che devo fare, all’indietro, per ritrovare la strada più giusta “per andare dove devo andare..”

Ho fatto qualche errore. Ora tornare indietro ha il suo prezzo che non so se sono pronta a pagare, perché non ho voglia di essere sempre quella che paga. E poi perché non so se sia giusto richiudere le porte. Cerco di mettermi al centro di tutto, perché ora è così che deve andare. Cerco di pensare solo al presente, con piccoli obiettivi raggiungibili giorno dopo giorno. Ricordandomi che la “felicità” non è negoziabile. Non deve essere subordinata a un obiettivo, ma deve accompagnare il viaggio.

Ho raggiunto la terra del SI. E questo è un grande traguardo. Ci sono arrivata con una ventina di chili in meno rispetto all’inizio del viaggio. E questo è un enorme traguardo. Ho un’immensa energia che mi tiene ancorata alla fase del Cambiamento, non cerco nessuna scusa, non ho voglia di scappare. Ho voglia di capire, perché questo ancora mi sfugge, la meta di questa parte del viaggio. E i miei compagni: di chi mi posso fidare?

Avrei la tentazione di sedermi su un cornicione alto, altissimo di un grattacielo. Guardare in basso fino a sentirmi male. Provare quel senso di… vertigine.. pericolo… infinitesimamente piccolo! E riconoscere l’essenziale. E ridendo fino alle lacrime ritrovare quella leggerezza che nemmeno la dieta ha saputo darmi.

Hai presente quando tutto funziona?

Pubblicato: 27 luglio 2016 in 2016
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viaggio

Tutto corre spedito verso un’unica direzione, la mia. Mi giro a destra, mi giro a sinistra e il mio mondo si muove compatto, mi si rivelano  desideri che erano nascosti sotto la sabbia perché ogni cosa sembra vicina, raggiungibile. E la fatica non si sente. E l’energia entra, esce, mi prende per mano, mi solleva se devo saltare. Va tutto magnificamente bene!

Poi, improvvisamente: l’eclissi! com’è possibile? stavo marciando, stavo correndo e una nebbia fuori stagione arriva, mi avvolge e non vedo più i punti di riferimento. Guardo a destra, guardo a sinistra, niente. Nessuno.

Credo significhi che una meta è stata raggiunta. Non La Meta, ma una meta. Che è arrivato il momento delle scelte. Perché costringermi a guardare l’insieme e valutarlo da una diversa prospettiva, senza paura, è un modo per capire quanto deve continuare il viaggio e quanto può essere abbandonato. Siano persone, cose, cattive abitudini. Apro l’armadio dei ricordi, ripongo e, più leggera,  riprendo il cammino.

 

Oggi va così!

Pubblicato: 8 gennaio 2016 in 2016
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La musica del mare termina sulla riva o nel cuore dell’uomo che ascolta? (Khalil Gibran)

La musica del mare termina sulla riva o nel cuore dell’uomo che ascolta?
(Khalil Gibran)

Ieri è successo di nuovo. Hai presente? Manca l’aria… non riuscire a respirare… Non agitarsi… mettersi al comando del proprio corpo e governare le risorse… Il mondo esterno lo vedo, si preoccupa ma non posso dire: ce la faccio, datemi il tempo! Devo concentrarmi solo sul respiro e cercare di modularlo. Poi passa, tutto passa, anche se ogni volta sembra una scommessa con la vita.

Pensavo al mare, a quanto mi manca. Per un certo periodo abbiamo frequentato una casa in riva al mare. L’intensità emotiva veniva fuori soprattutto d’inverno. Niente voci, niente bambini. Solo il frastornante eterno dialogo del mare, delle sue onde e del vento. Ti rimetteva a posto, rimpicciolendoti al reale ruolo che la nostra  vita ha rispetto al resto. Pensavo che quando s’incazza, vince lui. Ma sa darti tutto e il contrario di tutto, se sei disposto a metterti in gioco.

Pensavo a quando ti nasce un figlio, a quanto bisogna semplificare di noi per poter stabilire un dialogo in continua trasformazione con un’essere che è quasi una lavagna bianca. Pensavo a quanto sia salutare questo viaggio. Per fare pulizia e capire che da quel momento, e per sempre, ci sarà qualcuno più importante di noi stessi. E quanto è meraviglioso accorgerti che quello che dai è ben poca cosa rispetto a quanto ricevi, se sei disposto a metterti in gioco.

Pensavo al mare in tempesta, a quando non sai se contrastare la violenza delle onde o lasciarti trasportare per ripartire da qualche parte del mondo quando tornerà il sereno. Ogni viaggio ci porta alla meta.