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Buona notte

Pubblicato: 14 novembre 2019 in 2019
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Sciarpa sulla faccia, solo gli occhi sono scoperti. Cappuccio in testa. L’alcol mi fa compiere traiettorie incerte: fortunatamente due linee rette e sono a casa. Alcol e rabbia, combinazione esplosiva. Per strada non c’è nessuno, solo qualche macchina, di tanto in tanto. Quindi canto, ‘C’est la vie’ di Achille Lauro, che va in loop, nelle mie cuffiette come nella mia vita. Vaffanculo!

Cosa c’è oltre al dolore? oltre a fallimento? superiamo la paura, probabilmente c’è la Vita! Un’altra notte sul divano, a giocare questa partita a scacchi in cui ognuno di noi, probabilmente, dà il peggio di sé. Solo che c’è un prezzo, e a pagare non siamo noi, adulti cretini. Questa sera sento che non è tutto perduto. Fino a quando tu dipingi un quadro in cui io proprio non mi riconosco, so che sono salva. Probabilmente anch’io proietto di te un’immagine in cui potresti non riconoscerti.

Alcol che amplifica le emozioni. Tra un po’ affonderò in questo divano, immaginerò i mondi possibili, Domani un passo in più verso me stessa, verso quella che voglio essere, e che sono, un po’ di più ogni giorno che passa.

Buona notte.

La notte è piccola

Pubblicato: 9 Mag 2018 in 2018
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Non ricordo a che ora sono crollata. Ma sicuramente alle quattro e mezza ero completamente sveglia. Ci ho provato a ingannare la realtà, ma l’idea di tutte le cose da fare prima di uscire ha preso il sopravvento e pace! Giù dal letto e diamo il benvenuto al nuovo giorno. L’alba è ancora lontana, ma gli uccellini sono già attivi e questo mi fa sentire meno sola.

Fatto tutto e anche di più. Posso partire. In metro ho optato per la musica. Una casuale playlist particolarmente godibile ha supportato il mio già evidente buonumore. Bohemian Rhapsody versione live è in totale sintonia con la mia giornata, tanto che mi verrebbe voglia di ballare.

Evito.

I pensieri di sempre sono parcheggiati nell’area della Speranza, per sempre o fino a quando la rabbia o lo sconforto prenderanno il sopravvento. Oggi non me ne curo. Sono invece attirata dal dialogo che osservo tra una bambina e sua madre. Penso che i bambini comunicano con tutto quello che hanno: parole, sguardi, gesti. La ricerca continua di un contatto fisico serve, probabilmente, a individuare i confini del loro mondo che, giorno dopo giorno, si allarga sempre un po’.

Poi penso a Giovanni, che comunica da oltre il suo muro, con quegli splendidi occhi che lanciano stilettate raggelanti, talvolta. O piene di tracce di fragilità a cui, però, raramente permette di avvicinarmi. Poi, succede, che il Giò di sempre torna, e lo sguardo va in sintonia col sorriso e finalmente si può parlare. Adolescenza.

Poi ci sono gli adulti, che molto spesso comunicano nascondendosi: nei formalismi, nelle bugie, nell’ostinata volontà di proiettare un’idea di sé. Inutilmente. Abbiamo tutti le chiavi per smascherare l’intruso, anche se a volte ci ostiniamo a non volere vedere. A sperare.

Banale augurarsi di conservare vivo il bambino che siamo stati il più a lungo possibile. Aprirsi al mondo con spontaneità e fiducia. Accettandone rischi e vantaggi. Uscire da angolini che sembrano rassicuranti ma che, in realtà, soffocano quello che di più bello abbiamo: la nostra anima.

… sto viaggiando…

Pubblicato: 16 novembre 2015 in 2015
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….alla ricerca di un’emozione che mi faccia sentire un passo avanti rispetto a ieri.

Non voglio cuccioli nella mia strada (né bambini, né cagnolini, né gattini), tanto meno gli ultimi.

Penso alla meraviglia della natura, che ricollega all’essenziale. Un sorriso da chi non te lo aspetti. Uno straccio di verità, che dimostri un po’ di rispetto. Un abbraccio, che vuol dire tutto e niente, ma è un momento meraviglioso, se ferma un vortice negativo e dice: “ripartiamo da qua, da qualche parte arriveremo…”

Non succederà, e questo l’ho capito. L’emozione deve essere tutta mia, e dev’essere così grande da accompagnarmi in questi giorni di deficit energetico. Vorrei che la notte mi facesse volare, sfidando le paure, ballare sui tetti, spiare dalle finestre. E di giorno, mi facesse sentire che andrà tutto bene. Voglio avere la forza, piantata nel più profondo dell’anima, di svegliarmi contenta e addormentarmi euforica.