Posts contrassegnato dai tag ‘realtà’

È uno di quei giorni in cui…

Pubblicato: 4 novembre 2018 in 2018
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Ringrazio il cielo che non esista al mondo nessuno che, solo guardandomi negli occhi, capisca il viaggio che sto facendo.

E che non parlo quando dormo, anche se non è sempre vero. Perché i miei sogni, ultimamente, è veramente meglio che rimangano chiusi in quella dimensione.

Ho l’abitudine di viaggiare come su un’altalena, sospesa tra sogno e realtà, perché ho bisogno di entrambi, per progredire. E più la realtà è articolata e più cerco ossigeno in mondi lontani, fantastici, proibiti.

Just dreams..

E quella realtà fatta di musi lunghi, sorrisi troppo rari, lamenti persistenti.. no, non mi avrà! Faccio quello che devo fare, tutto quello che ci si aspetta da me. Il mio corpo è qui.

Ma la mia testa…

Tra desiderio e realtà

Pubblicato: 28 agosto 2018 in 2018
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Scrivo meno. Ho bisogno di trovare delle idee. E le idee hanno bisogno di tempo. E di perfette condizioni ambientali in cui germogliare.

Ho avuto due giorni per me. Mi sono permessa un piccolo lusso: lasciare la guerra al suo destino, in un livello molto al di sotto dei miei piedi.

Quindi ho fatto un salto, altissimo. E, nella solitudine, quassù, con tutto così lontano, ho messo in ordine i miei desideri. È tutto così chiaro, in me. Certo, qui, dove tutto può essere. Perché se scendo nella realtà, tutto cambia. Ma, per ora, rimango su. E alimento lo spirito, prendendo tutto quello che posso, tutti gli stimoli, le sensazioni e le emozioni che trovo. O che mi vengono regalate. Le combino, le attraverso, le vivo.

La testa tace. Non è il momento dei grandi pensieri. I sensi, fuori controllo, esplorano questa nuova dimensione, sperando che duri a lungo. Le idee, qui, si muovono liberamente, perché liberamente devono crescere. C’è tempo. Per ora non scendo. Sto qui. Sto bene.

E finalmente la notte…

Pubblicato: 17 settembre 2017 in 2017
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E finalmente la notte.. è arrivata! Finalmente il silenzio. Interrotto solo dai tuoni e dal battere della pioggia sulle finestre. Meravigliosa melodia.

Sono giorni che sono attraversata da un forte malumore. Una tempesta emotiva. Un caos che ha spento il mio sorriso. Oggi ho cercato di prenderla dal verso giusto. Una lunga passeggiata. Una dolce colazione. Due chiacchiere con chi, sconosciuto, aveva voglia di parlare. Sono rientrata sorridente e carica di voglia di fare.

Ma purtroppo, come spesso accade, qualcuno ha deciso di prendere a calci quel po’ di serenità conquistata.

Ho evitato lo scontro, inutile. Ho distratto chi non centra, cercando la normalità. Ora che sono sola, la notte è arrivata e ho capito. Ti ringrazio. Nel tuo insulto, in quello stupido gesto, c’è la strada che devo percorrere. E’ arrivato il momento di fare veramente pulizia. Delle cose, ma non solo. Delle idee, soprattutto. Questo divario tra quello che è e quello desidero sia mi stava logorando. E allontanando dalle cose veramente importanti. Ogni legame porta qualcosa nella nostra vita. Ma può capitare che il bisogno sostituisca la realtà. Sono uscita da questo labirinto e mi sento leggera. Perché ora spero di cogliere quello che va colto. E cercare quello che vorrei in terreni fertili. Voglio assaporare tutto quello che entra nella mia esistenza rispettando la natura di  tutti. E, cosa più importante, mettere tutto il mio cuore nei nuovi impegni e nelle nuove strade che, mi auguro, mi porteranno lontano (da qui).

Non ricordo le bambole

Pubblicato: 1 giugno 2016 in 2016
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Oggi c’è bisogno di energia pulita, Romeo!

Andiamo sul naviglio. Mezzogiorno passato, fresco, sole. Musica. Oggi ci vuole anche la musica. Non c’è quasi nessuno, vista l’ora. Meglio. Così non inizi a tirare da tutte le parti quando vedi i tuoi simili: passeggiata tranquilla, per te e per me.

Nella testa risuona l’ultima stronzata sentita ieri sera, non so se ridere o piangere. E ripenso a quante cose non ho voluto vedere quando ho fatto quella scelta. Perché era già tutto chiaro, se solo avessi voluto vedere, valutare. Idiota. Io, intendo. Povera idiota.

E comunque, nonostante tutto, non ho rimpianti. Ma tanti desideri. Sono questi che mi aiutano a svegliarmi col sorriso, nonostante tutto.

Non credo di aver mai giocato con le bambole. Non ho ricordi in questo senso. Solo un cicciobello tutto distrutto. E i soldatini dei miei fratelli. Altre bambole, proprio non le ricordo. Che mondo vorrei,  se ci giocassi ora? quali avventure impossibili? Che importa, è passato quel tempo… Ma mi è venuta in testa questa immagine, di due bambine che giocano e condividono un mondo fantastico che per loro è così reale quanto magico. E ridono, parlano e magari litigano. Poi finisce il gioco e si torna a una specie di realtà.

Anch’io vorrei poter finire il gioco e cominciarne uno nuovo in cui vedi veramente chi sono e io lo stesso con te. Oppure no. Oppure sentire che tutto inizia finalmente a muoversi e a noi non resta che scegliere. Che il buio della rabbia lascia il posto alla luce dell’amore. E vedere i motivi per cui avrebbe senso, o no, camminare ancora verso la stessa direzione.

Suona la sveglia…

Pubblicato: 19 maggio 2016 in 2016
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ma oggi non ne ho proprio voglia… sono stanca… ma se non mi alzo io Giò rimane a letto e quindi non ho scelta.

Dopo due notti quasi insonni essere arrivata dormendo fino alla sveglia è già un successo. Dalla poca luce che filtra in bagno intuisco il tempo che fa. Ma quando tiro su la tapparella capisco che ero stata comunque ottimista. Mi chiedo se oltre il mio spicchio di cielo la situazione cambi, il che mi darebbe speranza per il resto della giornata.

Lottando contro me stessa indosso qualcosa e porto giù Romeo e lo scopro imborghesito… tira per rientrare e io non oppongo resistenza! Un caffè e può partire la giornata, ora sento l’energia prendere il sopravvento e ripasso mentalmente gli impegni.

L’altra notte in un sogno mi ritrovavo in un luogo strano, dove città e mare compenetravano, ma non come Venezia: c’erano le strade, c’erano le macchine, i ponti fatti come una specie di S sdraiata, per una parte andavano su e poi giù, scendendo sotto l’acqua. E anche le persone a piedi seguivano lo stesso flusso, sopra, sotto e dentro l’acqua. E personaggi famosi e persone normali si muovevano e scambiavano idee. C’era un bellissimo sole e la situazione era molto piacevole. Mi avvicino a uno scoglio gentile dove alcuni sconosciuti stavano tenendo una riunione redazionale. E quello che sembrava il capo stava per rivelare un’idea rivoluzionaria sulla struttura dei siti che, grazie alla sua intuizione, non sarebbero più stati come quelli che vediamo ora. Mi sono sentita a un passo dalla Verità, è fatta! Zitti tutti che sono io la predestinata a portare dal sogno alla realtà la Rivoluzione.

Qualcuno mi tira il braccio, è Giò che si sente male e non riesce a dormire. Noooooooo. Non è vero! La Verità è rimasta intrappolata chissà dove e non potrò più recuperarla. Abbraccio Giò che mi rassicura: “A volte i sogni ritornano, mamma!”

Tra sogno e realtà

Pubblicato: 2 maggio 2016 in 2016
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tra sogno e realtà

Ero fuori con Giò. Torno a casa e vedo lì un cumulo di cose mie e tu che mi guardi tra il sadico e il soddisfatto mentre mi comunichi che va tutto in discarica. E io che sento la rabbia che sale e sale e che ti urlo qualcosa ma non ti blocco e ti permetto di eliminare le mie cose e mi dico che io farò lo stesso con le tue  anche se poi lo so che non è vero. Esci, esci, che ti sistemo io!

E poi penso che alla fine non ho bisogno di niente, che tutto queste cose compongono solo un limaccioso pantano che mi ancora ad una situazione che non mi soddisfa più e quindi penso che alla fine nulla è come sembra e che tu, volendolo o meno, hai avuto un gesto d’amore, che con rabbia o energia mi hai liberato e ora sono libera e respiro più forte.

Ed è così che mi accoglie la mattina, con questo senso di libertà. Oddio, le cose sono tutte là, ed è vero che mi opprimono. V, non ho ascoltato del tutto il tuo consiglio, sull’ordine fuori e dentro. Ho preso il libro, ma non ho ancora iniziato il lavoro. E’ un altro il viaggio che mi sta esplodendo dentro. Nello specchio finalmente c’è la mia vita, ci sono io. In primo piano, totalmente. Oggi una vecchia canzone di Rino Gaetano mi ha fatto urlare, ed è stato un grido che è partito da una profondità che nemmeno pensavo fosse possibile. Ed è proprio lì in fondo che ho trovato le tracce… (Continua…)

Una tazzina di caffè

Pubblicato: 31 ottobre 2015 in 2015
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Ieri, finalmente, tutta la passeggiata senza apnea, è già un successo!

Qualche giorno fa una tazzina di caffè mi ha fatto aprire gli occhi.  Se una cosa ha il 50 percento di possibilità di andare bene a me non succede! quindi, cambio tutto: vivo senza aspettative, e quello che deve succedere succeda!

Un improvviso senso di libertà mi pervade e tutto mi si chiarisce. Pensavo di avere al mio fianco il sostegno della sorte, invece sono sola. Non è né negativo né triste. E’ realtà. Ultimamente devo fare tanti conti, tutto sta cambiando. Mi sto muovendo in panorami di cui non intravedo i confini. Meglio così. Il fatto di dover capire mi costringe a uno sforzo di cui decido io la profondità: ‘Voglio sapere fino a là.. di più non cambierebbe la sostanza, per me.’ La cosa difficile è muoversi nella quotidianità tenendo tutto dentro, perché non è ancora il momento delle Scelte. Ci sono delle domande che non voglio fare per evitarmi il teatrino delle bugie. Quello che devo capire è come fare a fidarmi. Perché non è tutto bianco o tutto nero. Ma le bugie cancellano le sfumature.

Le poche certezze sono il mio sostegno. Mi sento di essere stata catapultata in un luogo nuovo, ora devo solo esplorarlo senza aspettative ma sapendo che non si torna indietro.