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Shopping.. seconda puntata.

Pubblicato: 19 luglio 2019 in 2019
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Oggi il pomeriggio ha preso una piega inaspettata, fuori da ogni routine. E mi sono ritrovata in mano una manciata di TEMPO… ed ero già nel posto migliore in cui spenderlo.

In un piccolo parco ho mangiato un tramezzino e allontanato tutti i miei dubbi, ho fatto i conti sul tempo e soldi, ho capito che era un’occasione unica.

Ho fatto shopping. In un modo diverso da sempre. Ho chiuso i miei occhi, le paranoie, la lente d’ingrandimento sui miei difetti. Ho solo individuato due vestiti; ho scelto gli occhi di un paio di persone, foto e via! In attesa del verdetto.

Per la prima volta sono uscita leggera. Con un sacchetto, due vestiti, buonumore intatto. Il che mi permette un atterraggio morbido per affrontare il mio fine settimana con la giusta energia e in guardaroba un po’ meno triste.

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Rinasco

Pubblicato: 29 giugno 2018 in 2018
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Il fotogramma chiave è quello in cui succede qualcosa, inizia un’azione, o termina… e tutto cambia.

I fotogrammi successivi, o i precedenti, sono quelli in cui avvengono le trasformazioni e i cambiamenti sono, a volte, impercettibili.

Anche quando mi sono sentita incatenata a una vita che, giorno dopo giorno, ha perso colore e significato; o credevo di essere talmente altro, rispetto a me, da rifiutare specchi, fotografie, immagini. E passeggiavo a occhi bassi, non per la vergogna, ma per non farmi toccare da quella normalità di cui sentivo una dolorosa mancanza. I cambiamenti, impercettibilmente, stavano maturando dentro di me.

Poi, senza consapevolezza, sono atterrata nel fotogramma chiave, catapultata dall’ennesima esplosione di rabbia. Non solo ho capito per tempo come atterrare in piedi, nel punto scelto da me e non imposto dalla forza di altri.

Ma, in questo viaggio, ho sentito di non essere più sola.

E gli occhi belli hanno espresso un’improvvisa maturità. Una forza che ha investito il mio cuore. Mi ha regalato nuova energia.

Il fotogramma chiave offre a chi lo vuole un nuovo equilibrio. Regole nuove perché tutto è cambiato. Ora mi godo il momento. Studio le carte. Individuo la direzione.

In viaggio. Sempre un po’ più vicina alla meta. A una meta. E poi…

Io lo so

Pubblicato: 26 aprile 2018 in 2018
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Sto scrivendo perché ne ho bisogno. Non mi servono le prediche, né affettuose tirate d’orecchie. Non voglio consigli. Né occhiatacce di rimprovero.

IO LO SO, lo so da sola che ho un problema e che, in qualche modo, sarebbe bene affrontarlo.

IO LO SO, che guardarmi veramente allo specchio non ne sono sempre capace. Che io vedo delle cose che la bilancia smentisce. Che quando succede mi rimprovero da sola, ma IO LO SO che, in fondo, non sono poi così convinta.

IO LO SO, che essere sempre tanto attenta ai passi, alle calorie ingerite e a quelle bruciate, all’attesa dell’alba quando mi dedico alla “pesa” quotidiana, completamente nuda, come se, veramente, il pigiama potesse fare la differenza. Il mondo dorme, la casa è mia, mio quel momento in cui la giornata può partire da come l’ho lasciato la sera prima. Che non è poco.

IO LO SO. Che se vuoi offrirmi un gelato, è bene che tu me lo dica con anticipo, così mi organizzo, organizzo i pasti dell’intera giornata, e i passi. Solo così, avrò il mio più solare sorriso e mi godrò quel momento.

IO LO SO, lo so perfettamente che non ha alcun senso.

Oggi, mi sono dimenticata un pezzo del pranzo a casa. Ho pensato di integrare comprando qualcosa in giro. Sembrava tutto molto facile.

IO NON LO SO, da dove è uscita tutta quella violenta angoscia, quel senso di fallimento, quella totale sazietà dopo solo un boccone.

IO NON LO SO, cosa mi ha spinto a buttare via tutto, a cercare la playlist più ritmata che ho, e a camminare come per scappare inseguita dai mostri.

Il mostro, la chiamano il mostro questa cosa.

IO NON LO SO. Non so. Ho cercato di stabilizzare il risultato. Ho mantenuto l’equilibrio anche quando, intorno, c’era solo la rabbia. Quando mi hanno scaricato addosso i fallimenti, senza chiedersi MAI quanto potessi sopportare. O fino a quando. O se, banalmente, avessi voglia di farlo. Quando ho fatto scelte che non sono andate lisce lisce. Mai ho scaricato sul cibo tutto questo, mai. Mi sento forte e ho degli obiettivi. Punto.

Sono oltre la nebbia, perché ho imparato a volare più in alto, dove il cielo è sempre azzurro e, guardando bene, c’è sempre un bel sole. E ora che le cose iniziano a fluire verso la giusta direzione non voglio problemi.

Quindi, è chiaro anche per me.

IO LO SO che può sembrare stupido. Ma quanto successo oggi intendo ignorarlo. E andare avanti. D’istinto, sbagliando, cadendo, volando, non ascoltando nessuno, o tutti. L’equilibrio, non sempre, sta nella ragionevolezza.

Specchio specchio delle mie brame..

Pubblicato: 16 gennaio 2018 in 2018
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Oggi, il programma mi piace. Prendo con un certo anticipo Giò da scuola, scarichiamo i pesi a casa e poi via: pranzo veloce a Milano, lo accompagno verso una tappa per il suo futuro e ho circa tre ore di libertà, in una zona centrale piena zeppa di negozi.

Peccato non mi sia mai piaciuto dedicarmi allo shopping. Oggi lo devo fare e, in partenza, tanto tanto entusiasmo. Entro ed esco dai negozi. Non mi piace niente. Grandi marche e altre (a me) sconosciute: la frustrazione è la stessa. Sono io? probabilmente sì.

A un certo punto entro in un grande magazzino, mi obbligo a scegliere un paio di maglioni da provare e mi fiondo in camerino. Primo: che schifo. Secondo: idem.

Esco. Provo a scegliere una borsa: niente. Non riesco a vedermi addosso nulla. Era successo lo stesso con le scarpe, qualche mese fa.

Alt! Stop! qui c’è un problema, ragazza! Ebbene sì. No… no… non si tratta di grassa/magra. Può essere successo qualche volta, ma so che è una cazzata. No. Mi è rimasta l’abitudine di guardare cose che mi permettano di nascondermi, come facevo prima. Ma non sono più quella persona.

Chi sono oggi? Mi guardo intorno e, cazzo, non lo so! Sono avvolta dalla nebbia. I punti fermi sono veramente pochi, il resto è da ricostruire. Questo non mi fa paura, al contrario. Ho un elettrizzante senso di libertà, quasi sempre. Procedo un po’ a casaccio, cercando corrispondenze, nel bene e nel male. Attraverso tutto quello che mi va di attraversare,  senza pregiudizi. Senza paure.

Forse quello che mi spaventa, in fondo, è la stabilità. La Scelta.

Vorrei che tutto quello che mi fa star bene semplicemente mi seguisse nel mio viaggio, ma purtroppo non va sempre così. Vorrei che il mio nuovo mondo si componesse in maniera dinamica, pezzo dopo pezzo. Vorrei tutto facile, ma quando mai? al contrario, temo che dovrò conquistarmi tutto faticosamente. Oggi assaggio. Assaporo. E spero, presto, di guardarmi allo specchio e vedermi con i vestiti giusti, le scarpe giuste, la borsa giusta. Le parole giuste, le idee giuste, i sogni giusti. La vita, la più giusta, quella perfetta, per me.

Avvento

Pubblicato: 6 novembre 2017 in 2017
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Scende la sera. Ho un momento tutto mio. Mi guardo ma non mi vedo, a quanto pare. O mi vedo in maniera distorta. Ma il problema non è questo. E’ come mi vedono gli altri. I miei bisogni sono trasparenti. Le opinioni pesanti, a volte. A parte qualche raro caso.
Non so più come dirlo. L’unico cibo di cui ho vera FAME non passa attraverso lo stomaco. Non lo consumo camminando. Non pesa sulla bilancia.

Io sorrido, come sempre. Mi guardo allo specchio e non vedo quello che molti vedono. Guardo i miei occhi e percepisco la voglia di Vita. Mi dispiace, evidentemente comunico male. Oppure troppo spesso ci si ferma in superficie. E’ forse per questo che a volte sono sola. Ma non importa. Ognuno di noi viaggia portando un bagaglio più o meno pesante, a seconda delle circostanze. E l’energia positiva ce la dobbiamo trovare da soli.

Mi piacerebbe, non lo nego, poter ogni giorno aprire una casellina con la sorpresa, in una sorta di calendario dell’avvento perpetuo. Invece è un po’ che la vita non riesce a stupirmi. Le risposte che arrivano (quando arrivano) sono scontate, e non fanno nemmeno più male. Guardo oltre, che posso fare? Chiedo aiuto all’Universo, nella speranza che l’energia in circolo si stia organizzando per affiancarmi nella lotta quotidiana. Inizio la mia giornata con un po’ di meditazione, per ripulire tutti i giorni il cuore e partire con il passo giusto.

E ringrazio Giò che nella sua semplicità tutte le mattine mi abbraccia. Fa una battuta. E, insieme, proseguiamo il nostro cammino.

Le risposte senza domande.

Pubblicato: 9 ottobre 2017 in 2017
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Nel mio vagare imperfetto, nel mio vagabondare seguendo traiettorie improbabili, nello sbattere testardamente contro muri, a volte di gomma, a volte  no (ahi!!), ho ritrovato Amiche (posso?) con cui la quotidianità si è interrotta qualche vita fa. Eppure, come spesso succede, basta pochissimo per ritrovare i fondamentali. Mi sono messa in stand by e ho ascoltato. Perché ho bisogno di ascoltare. Voci vicine e voci lontane. Ho bisogno di punti di vista, orizzonti, punti cardinali certi.

Mi sento di aver esaurito i ragionamenti. Anzi, peggio. Di aver valutato male la situazione. NO, male non rende. Ho visto una figura dentro lo specchio, l’ho vista chiara, nitida, come il panorama intorno a lei. Ho visto e preteso che tutto fosse in movimento verso un obiettivo, che tutto suonasse come fosse un’orchestra, in cui tutti gli strumenti contribuiscono ad un’unica melodia, aggiungendo toni, sfumature, emozioni.

Poi, improvvisamente mi sono resa conto che non è così. Che quello che ho visto nello specchio non è realtà. E’ un sogno. E non ci sarebbe niente di male, tutto sommato un sogno può essere la meta. Il problema è che mi si è capovolta la situazione. Se la meta è abbastanza chiara, il presente… qual è? Dov’è? Cos’è?

Quindi cerco risposte. A domande che non ho nemmeno voglia di fare. O forse nemmeno le conosco. Per fortuna, le mie amiche non hanno bisogno delle mie domande per parlare. E tutte loro mi stanno dando spunti molto interessanti. Che sto analizzando e archiviando. E c’è una cosa, piccola ma enorme, che una di loro mi ha regalato. La Domanda, da tenere sempre in tasca, o seduta sulla spalla, in modo che sia sempre in zona quando valuto quel che faccio, o quel che succede: ‘Valeria, ma tu, in questa situazione, dove sei?’.

Devo essere davanti a tutto, e a tutti. E’ proprio in questo momento che lo devo fare. Devo proteggere quello che è rimasto intatto. Ma anche quello che sto ritrovando, ricoperto da errori e dolori. Dalla rabbia. Dalla paura. O dalla cecità. Quello che ho buttato via con troppa superficialità. Quello che forse non sapevo nemmeno come chiamare. Detto questo. Non perdo il sorriso e canto. Gli strumenti arriveranno. E la melodia sarà Fenomenale…

(omaggio alla canzone che mi dà la carica in questi giorni)
(grazie C.M.)

W l’amore!

Pubblicato: 27 luglio 2017 in 2017
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Giro, giro, cammino e cammino, proseguo, se capita sbaglio, riconosco gli errori, mi scuso ma anche no, riprendo la strada e cammino cammino…

C’è un punto in cui vale la pena fermarsi. C’è un enorme specchio che riflette solo me. Inutile chiedermi perché. In fondo la risposta è facile, quasi banale.

Eliminate le zavorre e riesaminate le certezze di sempre, una nuova libertà è diventata la mia compagna di viaggio; ho dominato anche la paura di questa nuova dimensione di cui non riconosco né forma né confini…. bene, esattamente a questo punto mi appare l’unico punto di ripartenza possibile: non solo me stessa, di più! È l’amore per me stessa.

E finalmente riconosco nella giusta dimensione i vari tipi di amore che compongono la mia vita. E tornano ad essere parte viva e vitale del mio quotidiano. Non solo conforto. Stimolo. Energia. Ho allontanato molto, in queste settimane. Era probabilmente necessario. Ma ho anche aperto porte inconsuete, per rimettermi in gioco senza barare. Ora il quadro mi è più chiaro, anche se di strada da fare ancora ce n’è, e molta.

Ma sto riempiendo gli armadi, dopo aver buttato via tanto. E sto accorciando le distanze, dopo aver camminato tanto.