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La mia fame

Pubblicato: 25 giugno 2017 in 2017
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Le parole si sono trasformate in silenzio.
Le emozioni hanno spento la luce e si sono assopite.
Nel buio mi accorgo di essere sola e vedo tutto molto più chiaramente.

Vedo la mia fame, che urla. Tu non hai fame. E gridi cose tanto diverse dalle mie. La mia fame non è la tua fame, il mio urlo è diverso dal tuo. L’ho capito. Nonostante questo non riesco a fare la cosa più logica: andarmene. Cercare qualcuno che condivida il mio pane; o proseguire nella ricostruzione, in solitaria.

Sto qui, pensando che tutto si modifica e, forse, riusciremo un giorno a trovarci più vicini.
Oppure non succederà. Ma riusciremo a salutarci senza drammi. Oppure, ancora, un’altra ferita con cui confrontarsi e imparare qualcosa di più da questa vita.

Ma non vale la pena chiudersi in un castello dorato, perché non è la pace quello che sto cercando. Forse nemmeno la verità. Sto cercando il confronto, di mettere in gioco quello che da troppo tempo era congelato. Probabilmente non c’è una strada facile da percorrere, sono io che sono in posizione di debolezza ogni volta che una corda viene scoperta. Alla fine di questa strada la tela avrà intrecci di tutti i colori, perché è così che voglio. Me ne devo ricordare, ogni volta che mi viene la tentazione di scappare. La sofferenza, la paura affrontata, la gioia e la serenità sono una faccia della stessa medaglia.
Quindi vivo, senza paura. Senza rimpianti.

L’urlo

Pubblicato: 10 Maggio 2017 in 2017
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PREMESSA. Solo qualche settimana fa, sul ponte vicino a casa, tra naviglio e metropolitana, ho avuto una sorta di visione: io che, improvvisamente, correvo all’arrivo del treno e mi buttavo giù.

Non ne ho parlato mai. Primo perché veramente non ho mai pensato a una “soluzione” tanto estrema. Secondo perché mi ha sconvolto.

Negli ultimi giorni, le mie lunghe passeggiate sono state un tormento: nemmeno la musica a tutto volume riusciva a spegnere il cervello. Ero sulle montagne russe, passavo da un aspetto all’altro della mia vita senza trovare pace. Insoddisfazione, voglia di cambiamento, stasi necessaria ma subita. Voglia di sentimenti chiari e puliti, ma consapevolezza che per arrivarci devo scalare l’Everest con un paio di Superga ai piedi, tanto è il mio livello di sfiducia e paura. Frustrante.

Solo nelle favole arriva la fata buona e agitando una bacchetta magica risolve tutto? BIBBIDI BOBBIDI BOO fa la magia tutto quel che vuoi tu….

Ieri sera ho pensato a una persona e, così, gli ho mandato un messaggio. Ci siamo sentiti e mi ha ricordato un’idea di cui avevamo parlato e che, in cuor mio, avevo scartato non ritenendomi all’altezza. Alla fine della telefonata, è partita una scintilla dentro di me, e ha attraversato tutto il mio mondo, illuminando una serie di errori che ho compiuto ultimamente. Ho dovuto pormi molte domande. Perché non hai fatto questo? o quello? ci hai provato? ma veramente, ci hai provato veramente?!

CONCLUSIONE: Oggi, passeggiando con la musica di sottofondo, la testa più leggera, il vento come compagno di viaggio, ho avuto una sorta di visione: io che, improvvisamente, mi piegavo sulle gambe, inspiravo profondissimamente e un urlo come mai si è sentito è uscito potente dalle profondità più profonde della mia anima.

Sono tornata a casa molto più leggera. Ora so cosa fare.