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Venerdì. Ho visto di meglio.

Pubblicato: 31 agosto 2018 in 2018
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Va bene. Non può essere sempre estate. Succede di aver sbagliato qualcosa e capire di partire troppo tardi da casa. E dalla quantità di gente lo capisco che ho perso la solita metropolitana.

Fuori dalla metropolitana guardo il cielo talmente nero che sembra inverno. E quel vento, mamma che vento…. L’ho capito che non porta niente di buono. Infatti. Da zero alla grandine con una velocità mai vista. Sono completamente fradicia.

Intanto. È venerdì, il giorno della coccola e non c’è diluvio che possa farmici rinunciare. Amen. Due sorrisi e chiacchiere accoglienti non hanno il potere di aggiustare tutto, ma addolciscono questo inizio di giornata.

Posso fare di meglio. Guardo alle mie cose con sincerità e sistemo le carte in mio possesso. Niente male. Devo solo imparare a tenere la distanza di sicurezza.

Non lo farò, già lo so. Mi piace toccare fino a scottarmi. E così sia.

E’ venerdì. Bello.

Pubblicato: 10 novembre 2017 in 2017
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Sole, decisamente sole. Cielo azzurro, quello bello. Il naviglio nuovamente popolato da chi corre, chi va in bici e chi, come me, porta a spasso pensieri e cane. Lo spettacolo vale il biglietto.

Arrivata al giardino con la fontana, con  il caffè ormai vicinissimo, una lacrima scende senza preavviso: stronza! Non ne vale la pena, la strada l’hai capita ieri, impegnati e vai.

E’ che… non siamo macchine, la razionalità mi porta avanti liberandomi da quello che è o potrebbe diventare tossico, ma le emozioni urlano. La mia tendenza a sbandare qua e là non agevola i rapporti umani. L’umore talmente altalenante durante la giornata mi disorienta, passo dall’euforia all’allegretto ma non troppo, fino ad attimi di tristezza. Poi ricomincia il ciclo. In ordine sparso.

Quindi cammino, con o senza cane, con la musica, mai al telefono. E’ un momento tutto mio. Aiuta. Mi riempio di respiri profondi, fino a far uscire il sorriso. Aiuta. Cerco di far scorrere gli umori come si presentano: è un flusso continuo che deve terminare il suo viaggio, per poi allontanarsi definitivamente. La buona notizia è che sono viva, nel senso che le amarezze non mi hanno mutilato. Non ho paura di sentire. Non ho paura di palesare i miei sentimenti. E non è poco. Non temo di toccare il fuoco, preferisco scottarmi alla pura teoria. Poi scrivo. E vivo, nel casino, nella complessità, cercando il bandolo.