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Tutto quasi perfetto

Pubblicato: 25 luglio 2021 in 2021
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Domenica mattina.

In passeggiata siamo io, Romeo, il vento e il silenzio. Punto.

A dettare il ritmo ormai è Romeo, cuore pazzerello e fragile. Le traiettorie sono sempre le stesse, le soste infinite, i litigi con gli altri cani continui. Ogni tanto si ferma e mi guarda, respiro affannato. Dobbiamo fermarci. Oggi il vento con la sua danza rende tutto più piacevole. D’istinto chiudo gli occhi e godo delle sue carezze, e per un attimo mi sento veramente felice.

I suoni della natura sono troppo lievi, avrei voglia di ballare, se solo fossi capace. Infilo gli auricolari e parte una playlist estiva, perfetto. Mi ricollego con Romeo, che respira nuovamente con un ritmo normale. Riprendiamo a camminare, in una città semi deserta e piacevolmente fresca.

Non mi va di pensare, c’è il rischio che un po’ di malinconia si faccia strada e mi porti in un viaggio che non voglio proprio fare. Riaffiora qualcosa, ma ignoro ogni deviazione. Alzo la musica e canto sottovoce. Va tutto bene, oggi. È Romeo che a questo punto accelera, sa che siamo sulla strada del ritorno. Respiro affannato ma non mi guarda più, semplicemente tira, vuole arrivare a casa.

Deve essere bellissimo, tornare a casa.

Nelle mie mani

Pubblicato: 7 marzo 2019 in 2019
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Nelle mie mani

Le parole… succede, che entrino dentro e tolgano energia. Un solo desiderio.. metterle in un sottofondo lontano, per non morire… per non litigare… e poi, pensare: cavolo! come avrebbe potuto essere…

Il regalo di questa mattina è il vento, lo sento fischiare fuori dalla mia finestra che mi invita a uscire. Accolgo l’invito. Non posso più sbagliare. Tutte le conquiste di oggi sono la mia forza e la mia debolezza: la forza per ogni traguardo raggiunto ma la debolezza perché è tardi, e ho paura che svanisca tutto troppo presto.

Come avrebbe potuto essere, se avessi scelto altri specchi per guardarmi? Se ci avessi creduto fino in fondo? Ma indietro non si torna.

Il vento mi raggiunge: è la sua forza a suggerirmi che è arrivata l’ora di buttare via tanta spazzatura. E mettermi nel posto giusto della (mia) vita. Allontanare l’amore ma essere circondata dalla rabbia: ha senso? Non seguire il mio talento per occuparmi di cose che riempiono la mia giornata: ha senso? Camminare tanto, camminare sempre ma senza meta, ha senso? Nuove strade mi stanno portando a incontrare chi sono io, oltre le barriere di sempre. Ma ogni tanto mi perdo ancora. Permetto al giudizio altrui di farmi sentire unica o inutile. Il solito specchio distorto.

Oggi il vento ha spazzato via tutto. Mi sono ritrovata improvvisamente sola, forte e senza paura, a procedere per quel sentiero difficile ma necessario, senza chiedere a nessuno se sono abbastanza, se ce la farò, o di aiutarmi. Oggi lo so chi sono. E’ la mia storia e mi appartiene. E’ mia e di occhi belli. E’ nelle mie mani. E basta.

Vita “spericolata”

Pubblicato: 29 Maggio 2018 in 2018
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Ho deciso: amo il rischio! Esco senza ombrello! In queste giornate di estrema variabilità, inutile consultare le app meteo: ognuna mi dà una risposta differente (ne ho tre).

Quindi guardo il cielo nero nero, ma so che ho ancora tempo. Sono serena, tutto può succedere. Allora penso: quanto vorrei trovare la strada per vivere al massimo. Al massimo del talento, dell’energia, delle mie possibilità. Penso alle righe che ho letto ieri, quelle sulle paure che ci allontanano: da noi, dalle altre anime, dal “è già tutto scritto”… suppongo che la rotta che ho perso, tornerà ad essermi chiara, quando scorgerò nuovi punti di riferimento. Navigo a vista. Prendo un po’ di sole, quando c’è. Mi faccio cullare dalle onde, quando si placa il tumultuoso movimento della (mia) anima. L’importante è non fermarmi. Devo capire. Perché è la mia natura.

Arriva la pioggia. Abbandono le resistenze e la prendo tutta. È un buon modo per sentire. La natura, la vita. Il vento, l’acqua, la danza delle nuvole. Cosa voglio di più per ripartire?

Qui piove.

Pubblicato: 10 agosto 2016 in 2016
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Qui piove

..e a me non dispiace nemmeno un po’!

Ho preso Giò, la bici, e cantando “Vengo anch’io. No tu no” ci siamo inoltrati nella pineta, direzione mare. Il termometro in spiaggia segnava 18 gradi e, mannaggia, ha ripreso a gocciolare. Ma l’entusiasmo superava il fastidio e siamo rimasti lì, tra i nuvoloni, il vento e il deserto umano. Solo noi e i bagnini, a riordinare una scena destinata a rimanere vuota. Ogni tanto qualche runner.

Completamente fradici abbiamo raggiunto le biciclette.  Ma dovevamo aspettare una tregua. Lui ne ha approfittato per catturare qualche creatura giapponese (!) e io ho iniziato a gustarmi gli elementi respirando così profondamente da farmi raggiungere le pieghe dell’anima per portarmi a casa tutte quelle sensazioni che sto così apprezzando ultimamente. Sento che la tavolozza dei miei colori si sta gradualmente riempiendo di tutte le tinte possibili. E questo mi fa stare bene. Molto bene!

La voglia del caffè ha preso il sopravvento e la pioggia ci ha concesso qualche minuto per raggiungere la pasticceria. Poi a casa. In compagnia dei miei tuoni, il cane impaurito, il vento che ribadisce che oggi è la sua giornata. Oggi piove. E va molto bene così.

Photo credit: via photopin (license)

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Il cielo si sta preparando al prossimo temporale. Sono fuori per alcune commissioni ma a piedi ci sono solo io, in questa strada. Gli altri tutti in macchina.

Io sento i tuoni sempre più forti, non vedo i lampi e penso a Giò che, misurando la distanza tra lampo e tuono, sa dirmi quanti chilometri dista il temporale. Lo vedo contare e ogni volta mi spiega la regoletta che regolarmente dimentico, perché penso solo che non mi cambia molto sapere quest’informazione.

Poi penso a te, K, a noi, a quei giorni in montagna, come siamo scese dal Lago Ritorto col temporale in atto con la paura che uno di quei lampi ci colpisse ed era ancora tutto prima. Prima delle nostre scelte, di Internet, delle famiglie e dei figli. Quanto abbiamo riso in quei giorni? Quanto è raro, oggi, ridere così… Ma, a volte, capita ancora!

Così, in giro, con i tuoni sempre più forti e minacciosi, un po’ mi sento vulnerabile, un po’ mi sento che voglio ridere e ridere. Il vento soffia violento e lo ringrazio, mi piace sempre il dialogo immaginario con questo elemento che già altre volte mi ha richiamato dai miei viaggi onirici. O mi ci ha catapultato. Le prime gocce e io non sono ancora a casa. E non correrò per non bagnarmi. Ho proprio bisogno di trovarmi in mezzo a tutto questo, con tutti i miei pensieri che ballano con il vento, i tuoni che risuonano come una batteria, le idee che esplodono come i lampi ed io qui, sola, ad apprezzare questo meraviglioso spettacolo.

Oggi va così!

Pubblicato: 8 gennaio 2016 in 2016
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La musica del mare termina sulla riva o nel cuore dell’uomo che ascolta? (Khalil Gibran)

La musica del mare termina sulla riva o nel cuore dell’uomo che ascolta?
(Khalil Gibran)

Ieri è successo di nuovo. Hai presente? Manca l’aria… non riuscire a respirare… Non agitarsi… mettersi al comando del proprio corpo e governare le risorse… Il mondo esterno lo vedo, si preoccupa ma non posso dire: ce la faccio, datemi il tempo! Devo concentrarmi solo sul respiro e cercare di modularlo. Poi passa, tutto passa, anche se ogni volta sembra una scommessa con la vita.

Pensavo al mare, a quanto mi manca. Per un certo periodo abbiamo frequentato una casa in riva al mare. L’intensità emotiva veniva fuori soprattutto d’inverno. Niente voci, niente bambini. Solo il frastornante eterno dialogo del mare, delle sue onde e del vento. Ti rimetteva a posto, rimpicciolendoti al reale ruolo che la nostra  vita ha rispetto al resto. Pensavo che quando s’incazza, vince lui. Ma sa darti tutto e il contrario di tutto, se sei disposto a metterti in gioco.

Pensavo a quando ti nasce un figlio, a quanto bisogna semplificare di noi per poter stabilire un dialogo in continua trasformazione con un’essere che è quasi una lavagna bianca. Pensavo a quanto sia salutare questo viaggio. Per fare pulizia e capire che da quel momento, e per sempre, ci sarà qualcuno più importante di noi stessi. E quanto è meraviglioso accorgerti che quello che dai è ben poca cosa rispetto a quanto ricevi, se sei disposto a metterti in gioco.

Pensavo al mare in tempesta, a quando non sai se contrastare la violenza delle onde o lasciarti trasportare per ripartire da qualche parte del mondo quando tornerà il sereno. Ogni viaggio ci porta alla meta.

Gentile.

Pubblicato: 30 novembre 2015 in 2015
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Oggi il freddo è più gentile. Il vento, lieve, fa ballare le poche foglie rimaste a terra. Mi riempio la giornata per non pensare, non ne ho voglia, preferisco godermi questa speranza di tregua, e credere che oggi posso arrivare a sera senza deficit d’aria e speranza. Alle sette e mezza ho aperto tutte le finestre, illudendomi che le scorie tossiche potessero uscire per sempre, spinte fuori dall’aria pulita, fredda e rigida.

Non sarà così. Ma potrebbe succedere un miracolo. Potrebbe arrivare un po’ di luce. Mi aggrappo a questa idea e ho voglia di sorridere. Le cose cambiano se trovi ogni mattina un sorriso? Si. E quando canto, tra me e me, sento lo sguardo severo che si interroga:  ‘che cazzo ha da cantare, poi..’ Lo so io, che cos’ho da cantare. Va bene così, siamo diversi. Il viaggio verso l’inferno lo farò cantando, perché così mi piace viaggiare.

Ma oggi mi godo la gentilezza di questa giornata, senza tinte forti, nel bene e nel male. Una distesa color pastello. E’ riposante.

La passione e il vento

Pubblicato: 12 agosto 2015 in 2015
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sailingLa mattina è calda, non si può dire che non lo sia. Con la scusa del corso siamo in spiaggia relativamente presto. Non solo per noi, a giudicare dalle poche persone in giro e sotto gli ombrelloni. Il mare è calmo, la brezza meravigliosa, i colori pastello avvolgono e chiedono di rilassarti. Non c’è niente di complicato, qui intorno: il mare, il vento, il sole ancora piacevole,  senza quell’aggressività con cui ti raggiunge da lì a poche ore.

Anche le voci si adeguano. Ogni tanto l’urlo di un bambino. Ma, in generale, è tutto molto tenue.

Guardo l’istruttore di vela. Penso che si muova in totale armonia con il quadro intorno a noi. Te lo aspetti così, con quel fisico e quei colori. Ma quello che mi colpisce, in realtà, è la sensazione di serenità che mi arriva. La serenità di una  persona che ha capito il suo elemento, ci ha giocato, lo ha sentito tramutarsi in passione. Di quelle passioni che permeano l’esistenza. In modo totale. Forse non ha avuto scelta. Ha dovuto trovare il modo che la passione diventasse anche parte essenziale del suo lavoro.  Con i bambini, con gli adulti, dalla mattina alla sera. Il vento, il mare, le barche. Le regate. L’estate, l’inverno. Il sole. Il vento. I venti.

Che invidia!

Profumo di libertà

Pubblicato: 1 luglio 2014 in 2014
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margheriteSei ancora capace di sentire il vento? di sentirlo veramente, intendo. Di sentirne il richiamo essenziale. La natura. L’istinto primordiale. Mi piacerebbe vederti uscire dalla gabbia, sorridere senza sospetto, amare senza sospetto, parlare senza giudizio, ascoltare senza giudizio. Li vedi i colori? Senti i suoni del mondo? La pioggia: è solo acqua che ti bagna o è vita? Se io fossi in te, prenderei le caselline del buono/cattivo e ne farei un falò! Liberati! Saresti molto più felice. Ti ho visto buttare via quintali di amore, di amicizie, di rapporti. Perché? Non ti viene mai un piccolo dubbio che le cose, forse, non stanno come hai deciso tu? Non vedi mai una luce di incertezza nel granitico sospetto con cui ti rapporti alla vita?

Mi dispiace, perché ti voglio bene. Ma so che non mi ascolti. Non mi guardi. Mi giudichi e basta. E mi accompagni alla porta. Come vedi, non oppongo resistenze. Comunque: è stato bello conoscerti.

Suoni

Pubblicato: 27 agosto 2013 in 2013
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mare13
Schhhhhhhhhhhhh………….. lo senti? cosa? il mare! Non è bello come in Corsica, non è violento come in certe giornate d’inverno, ma… ti arriva? lo senti?

Come le stellate in montagna! ricordano che siamo figli della stessa madre: la natura. E questo vento? Non è perfetto? rinfresca con discrezione. Allontana la strada, la realtà, tutto!

Io, coccolata dal vento, in compagnia del mare… E Giò, e Paolo.. e Romeo… cosa manca? qualche amico, ma oggi va bene così.

Poi  tutto si risveglia, poco dopo il sole. La strada prende vita. Un flusso di energia che parte dai balconi, scende nelle strade, si urla, si suona il clacson, ma va bene anche questo. E’ così lontano dalla sonnecchiante, discreta, placida Cernusco. Il naviglio scorre, evoca, ma lo fa sottovoce. Il mare urla, la gente urla. Ride forte. Fa casino. Il vento fischia, o accarezza piano, ha mille tonalità. Ho voglia di sentirle tutte, registrarle. Farle mie. Ho voglia che questa vita rimanga nelle mie orecchie, nella mia anima.

Il computer si è fatto un giretto, praticamente sempre spento. Non ce la faccio a schiacciare quel bottone, non mi interessa: questi orizzonti sono molto più interessanti. Posso volare, correre, ballare. O stare ferma e far entrare tutto dentro di me, chiudo gli occhi e mi sento in perfetta armonia.

Le idee arrivano, passano, ritorneranno? Ne arriveranno di nuove? Certo! Sono uscita dai soliti percorsi, sono nella terra dove tutto è possibile. Nel libro che sto leggendo mi si esorta a cercare di vedere quello che non riesco a vedere. Ho tutti i mezzi, gli strumenti. Devo trovare la giusta combinazione. So cosa mi fa stare bene. Devo solo capire come farlo funzionare veramente nella mia vita.

Schhhhhhhhh…….. lo senti? Cosa? niente…. è tutto dentro di me!